Archivi categoria: pipponi

i bloggher e il dottorvespa

Visto che la blogosfera è un’entità molto importante e attenta a quanto succede nel mondo, è una settimana che sono tutti lì a riempirsi la bocca col video di Porta a Porta dove il dottorvespa e la sessuologa più famosa d’Italia discettano – in una trasmissione in cui si parlava di tutt’altro – sui blog e su come questi siano “siti di prostituzione virtuale”.
Visto che la blogosfera è un’entità molto importante e attenta a quanto succede nel mondo, una teoria di bloggher importanti (non in quanto bloggher, ma in quanto persone) hanno scritto una lettera aperta al dottorvespa, così che si possa ancora passare tutta la settimana a parlare della lettera aperta, in un sano sussulto di autoreferenzialità.
Ma la cosa più divertente, almeno dal punto di vista di uno come me che si sa è un povero sfigato, è vedere la lista dei firmatari: una sfliza di paroloni che mostrano quanto costoro siano fighi, ma tutto preceduto nel 90% dei casi dalla magica parolina “blogger”. A me quella lista ha fatto tornare alla mente gli sketch delle Tribune Politiche con Covatta Paolantoni Sarcinelli che ce l’avevano sempre con i napoletani, e alla fine, nei titoli di coda, mettevano sempre vicino ai loro nomi l’appellativo “(napoletano)”.
Non so se il dottorvespa rimarrà accecato dalla qualità dei firmatari. Però credo che il messaggio avrebbe avuto molta più forza se invece di fare così si fossero lasciate le affiliazioni serie e in fondo il link al loro blog. Sì, è vero che il dottorvespa magari non ci avrebbe fatto cliccare su, ma magari qualcun altro avrebbe potuto farlo e vedere di che si parla esattamente… Invece no, l’andywarholismo della ripetitività del “blogger-mantra” ha vinto anche stavolta. Basta che poi i bloggher non si lamentino di come vengono trattati :-)
(PS: “dottorvespa” è suo)

Ultimo aggiornamento: 2008-02-28 14:18

Gravina

Non so se Francesco e Salvatore Pappalardi siano stati buttati in quella cisterna, oppure siano caduti. Però so che se i nostri solerti sistemi di ricerca non sono riusciti a scoprire un posto potenzialmente pericolo a duecento metri dall’ultimo luogo in cui i due fratelli erano stati visti, tanto solerti non è che siano.

Ultimo aggiornamento: 2008-02-27 09:36

dimostrazione dell’inflazione percepita

Questo articolo di rep.it mi ha stupito davvero. Non è che mi abbia stupito scoprire che il costo dei prodotti ad “alta frequenza d’acquisto”, cioè quelli che prendiamo tutti i giorni, sia salito molto di più del valore “ufficiale” dell’inflazione: spannometricamente ci arrivavo anch’io, e l’anno scorso avevo anche scritto qualcosa su come i panieri Istat non rispecchiano quello che la gente vede tutti i giorni: è un banale artificio legato al fatto che i nuovi prodotti introdotti in genere tendono a scendere di prezzo. Non mi ha stupito più di tanto nemmeno il fatto che quei prodotti contino solo per il 39% nell’indice: nella media italiana probabilmente è vero, peccato però che per le famiglie più povere, quelle cioè che sono più interessate agli aumenti, la percentuale cresca di molto.
No: quello che mi ha stupito è che l’Istat abbia scelto di preparare una simile statistica, e che un grande quotidiano nazionale ne parli.
D’altra parte, viviamo in una nazione in cui si nasconde la tabella che compara i prezzi dei carburanti in Italia, perché le compagnie petrolifere potrebbero sfruttarla per fare un cartello dei prezzi…

Ultimo aggiornamento: 2008-02-22 12:35

castrazione chimica

In Italia, capita spesso che i temi di discussione ricompaiano ciclicamente, giusto perché capita qualche fatto grave e allora tutti si sentono in dovere di estrarre dal cappello le “loro” soluzioni. Così la storia del pedofilo agrigentino ha subito risvegliato le discussioni sulla castrazione chimica, con la destra pronta a cavalcare l’indignazione popolare promettendo il pugno di ferro e la sinistra che parla di “risolvere a monte”, qualunque cosa voglia dire.
Naturalmente nessuno si mette a ricordare che la maggioranza degli abusi su bambini viene fatta da genitori o parenti stretti, perché mi sa tanto che in questo caso la tanto sbandierata approvazione popolare si raffredderebbe un po’ al pensiero “e se lo facessero a me?” Di per sé, se qualcuno vuole scamparsi parte del carcere chiedendo volontariamente una cura farmacologica di quel tipo io non ho nulla in contrario: però renderlo obbligatorio non mi pare affatto bello… forse perché mi torna immediatamente in mente quanto successe ad Alan Turing.

Ultimo aggiornamento: 2008-02-20 10:48

Kosovo? non so…

Occhei, dopo il titolo monovocalico un bel pippone, che è un po’ che non ne scrivo più.
Per prima cosa, una constatazione banale. Il Kosovo dove si trova, esattamente? Non vale andare a vedere su ‘pedia, né vale dire “da qualche parte nei Balcani”. Sono comunque quasi tutte montagne, niente sbocchi al mare né grandi fiumi, insomma posti dove o ci sei nato e vissuto o non è che ci vai apposta. Epperò sembra che siano tutti quanti interessati.
Seconda cosa: immaginiamo che una regione italiana a caso, il Veneto :-), decida la secessione unilaterale da Roma Ladrona. Cosa farebbe il governo italiano, di destra o di sinistra che sia? Sono ragionevolmente certo che prenderebbe l’esercito e comincerebbe ad andare da quelle parti a spiegare civilmente la cosa. Qui invece i paladini della libertà come gli USA sono pronti a prendere le parti dei poveri kosovari… Chissà come mai. Forse perché devono fare vedere che loro non ce l’hanno con i musulmani in sé ma solo con quelli cattivi, e il Kosovo è l’esempio preclaro? E come mai non è capitata la stessa cosa con il Kurdistan iracheno? Quale sarebbe la differenza, che mica l’ho capita?
In tutto questo, l’Unione Europea ha mostrato la sua usuale coesione, lasciando libertà di riconoscimento ai vari stati. Ora che c’è Sarkozy, la Francia trova il pieno accordo con gli USA – per il Regno Unito si sa che non c’erano problemi – e i due grandini hanno fatto a gare per essere i primi a riconoscere il nuovo stato. Ad essere contrari sono casualmente gli stati con più spinte separatiste interne, Spagna e Cipro (occhei, Cipro è già separata); stranalmente il Belgio ha invece subito riconosciuto il nuovo stato, probabilmente perché non volevano perdere tempo prezioso nei litigi interni su cosa fare da loro. Più preoccupante il fatto che tutti gli stati della zona (Grecia, Bulgaria e Romania) non sono d’accordo, e ancora più strano il no della Slovacchia che la sua divisione l’ha fatta… ma ammetto di non sapere come sia la situazione delle loro minoranze.
Resta l’Italia. Che facciamo noi? Il nostro ministro per gli affari esteri correnti Minimo d’Alema ha ufficialmente annunciato che sì, adesso dobbiamo cercare un po’ di capire bene le cose, ma in settimana sicuramente riconosceremo il nuovo stato, mentre ci sono i soliti gruppi contrari a prescindere. La sinistra-sinistra si trova stranamente con una posizione unica: ma lì penso sia un banale riflesso pavloviano nel sentire che gli USA approvano la secessione kosovara. L’altro gruppo politico contrario all’indipendenza del Kosovo è, udite udite… la Lega. Sì, i paladini dell’autodeterminazione dei popoli. È vero che i leghisti sono sempre stati filoserbi, perfino durante i bombardamenti Nato su Belgrado; è vero che il Kosovo è la parte meridionale della Serbia, quindi i suoi abitanti sono ipso facto dei terroni; però mi chiedo come poi facciano a chiedere l’indipendenza della Padania. È anche vero che la maggior parte del loro elettorato non credo riesca a fare tutti questi parallelismi.
I miei affezionati lettori invece si saranno accorti che sono stato molto attento a non indicare cosa ne penso io, di tutto questo. La risposta è “per l’ottima ragione che non so che cosa dire”. So che per i serbi quella regione ha forti connotati di unità nazionale – e non mettetevi a ridere perché ricordino con così tanto affetto una sconfitta. Presente la prima guerra di indipendenza italiana? – ma mi sa che ci sia anche qualcos’altro dietro, che però mi sfugge. Quindi sospendo il giudizio, e lascio la palla a voi :-)
Aggiornamento: (20 febbraio) Borghezio è un cattivone, e ha subito pensato bene di darmi torto.

Ultimo aggiornamento: 2008-02-19 10:46

amici del giaguaro

Leggo su rep.it del tonfo odierno delle azioni Telecom, dopo che l’amministratore delegato Franco Bernabè aveva parlato con i sindacati, e il segretario UILCom aveva subito spiattellato tutto ai media.
Sono abbastanza convinto che la prima versione delle dichiarazioni (“azienda impoverita dal punto di vista industriale ed internazionale e compromessa dal punto di vista finanziario”) sia quella più vicina al vero. Un po’ come i buchi nel bilancio dello stato, chi se ne va via può avere nascosto un bel po’ di roba sotto il tappeto. Però un conto è sapere come stanno le cose, e un altro andare a spiattellarle in giro come ha fatto Bruno di Cola. Se lun’azienda perde valore, il sindacato si trova in difficoltà: e queste cose uno che fa il segretario generale della Uil Comunicazione forse le dovrebbe sapere. E non mi venga poi a dire che erano sue personali riflessioni, visto che non ci crede nessuno.
L’unica ipotesi dietrologica che mi può venire in mente è che UILCom, che per quanto ne so in Telecom è il più debole della Triplice, sta cercando di sparigliare qualcosa. Ma anche così mi sembra un’azione assolutamente da kamikaze: mi sa che non è solo in Parlamento che abbonda la gente con qualche problemuccio nell’immaginare le conseguenze delle proprie azioni!
(vedi anche Quintarelli, che probabilmente gongola)

Ultimo aggiornamento: 2008-02-15 20:13

pensieri cattivi

a margine del tragico incidente di oggi (rep.it, – corsera):
– nessuno sbraiterà contro gli extracomunitari al volante (il Cayenne che ha originato l’incidente è svizzero)
– nessuno commenterà sul fatto che corso di Porta Vittoria, per come è fatto (parte centrale con la corsia preferenziale leggermente sollevata, e pochissimo spazio tra la preferenziale e le macchine parcheggiate da cane sul fianco) dovrebbe avere un limite di velocità di trenta all’ora, e probabilmente con i dossi artificiali. Le per fortuna rarissime volte che sono dovuto passare di là in bici, mi sono sempre piazzato sulla preferenziale che comunque è generalmente più sicura nonostante tutto.
– qualcuno si è in effetti chiesto che diavolo siano andati a fare lì la Moratti e il De Corato. La cosa strana è che gli strali contro sindaco e vicesindaco (Un gruppo di cittadini radunati a margine della strada hanno gridato: «Vergogna, vergogna. Non è questa la sicurezza che vogliamo» all’indirizzo della Moratti e De Corato.) in questo momento sono riportati dal Corsera e non da rep.it.
– in compenso, a rep.it iniziano la galleria di immagini (si sa che lo splatter fa sempre bene) con la scritta “questa galleria contiene immagini drammatiche”. Scritta che non appare cliccando a partire dall’articolo, visto che viene linkata l’immagine numero 2 – che per me è già stata più che sufficiente, pur non vedendosi nulla. (P.S.: adesso (19:40) qualcuno se ne è accorto, e la galleria parte dall’avviso)

Ultimo aggiornamento: 2008-02-14 16:56

Codette di pagliuccia

Leggo da Alberto Biraghi che l’ufficio stampa del PD non è affatto d’accordo sul chiamare le consultazioni interne per scegliere i candidati alle prossime politiche “primariette”. Cito verbatim:
«Il termine ‘primariette’ non ci appartiene e dipende esclusivamente da una scelta del giornalista che, con tale termine, esprime anche un giudizio, che noi stigmatizziamo, su un importante strumento democratico con cui il partito sta completando il suo processo costituente, anche in vista della prossima tornata elettorale».
Repubblica, sempre fedele alla linea, si è subito allineata al diktat uolteriano: come si può ora leggere, adesso l’articolo recita «Primarie, no meglio “primariette”. Anzi, per correttezza è più giusto chiamarle “consultazioni”». Il maanchismo, insomma, stavolta si perde del tutto.
Eppure il De Mauro, alla voce “-etto”, recita è usato produttivamente con valore diminutivo, a volte con connotazione affettiva e solo più in basso aggiunge può assumere talvolta connotazione ironica o, anche, spregiativa. Personalmente, quando ieri ho visto il termine, l’ho subito adottato pensando a parole come “superette” ((piccolo supermercato) e ritenendo che corrispondesse perfettamente alla valenza di “piccole primarie”, senza alcun intento ironico. Però vedere questa piccata presa di posizione mi fa immaginare che al loft del PD non siano così paciosi e felici come vorrebbero far credere: a questo punto credo che non mi periterò di usare la parola come vogliono loro :-)

Ultimo aggiornamento: 2008-02-13 08:58