Archivi categoria: pipponi

eBoost. eBooh?

[informazioni?] Ho ordinato da ibs alcuni libri. Non è la prima volta, anche se non sono un loro fedelissimo e mi divido con Deastore che per i testi – in genere in inglese – che mi interessano è molto più servito. Venerdì sera mi fatturano l’ordine, e lunedì pomeriggio mi dicono che è in partenza. Mi aspetto che il corriere mi porti il pacco ieri: invece nulla. Stamattina guardo la pagina col tracciamento online, e leggo 15-07-2008 STATO: DESTINATARIO NON DISPONIBILE (TURNO). Notate che l’indirizzo di destinazione è quello dell’ufficio, dove c’è una reception dalle 7 alle 19:30.
Telefono al numero verde, immaginando che loro abbiano più dati a disposizione della misera paginetta che io posso vedere in linea: scopro invece che anche l’azienda del gruppo Poste Italiane che vuole fare concorrenza ai corrieri ha esattamente la stessa visibilità mia e che non sa assolutamente dove sia il corriere. Posso sommessamente affermare che forse c’è ancora qualche sia pur minimo margine di miglioramento nella gestione delle consegne?
Aggiornamento: (17 luglio) Provate a indovinare cosa dice oggi la pagina dello stato della consegna. Che per il secondo giorno consecutivo il “destinatario non era disponibile”.
Aggiornamento: (17 luglio, 15:00) Finalmente il pacco è arrivato. Si vede che una configurazione astrale ha riportato via Pietro Crespi nello stesso universo del corriere eBoost.

Ultimo aggiornamento: 2008-07-16 09:05

“emergenza trasfusioni”

D’estate, a meno che come ieri vengano sdoganati i pompini, non è che ci siano tanti argomenti di cui scrivere: l’eccezionale ondata di caldo o la sua eccezionale mancanza, gli esodi vacanzieri, le saracinesche dei negozi serrate, gli animali lasciati al ciglio della strada.
Ah sì: poi c’è l'”emergenza trasfusioni”, come regolarmente pubblicato da Repubblica. Depurato dal solito giornalettismo, veniamo innanzitutto a sapere che visto che non ci sono abbastanza donazioni vengono rinviate le operazioni programmate e fatte solo quelle urgenti. È vero che la raccolta di sangue in Italia continua a risultare deficitaria, e relativamente costante negli anni: ve lo dice uno che è arrivato alla cinquantanovesima donazione e conosce le cifre degli ultimi vent’anni. È anche vero che nessuno si mette a fare un’operazione che non è urgente nella stagione più calda, sangue o non sangue; ed è anche vero che se manca sangue si comprano all’estero gli emoderivati. Abbiamo poi la fine analisi sociologica del presidente della Fratres toscana: «Influisce il clima generale di insicurezza, anche economica, che stiamo vivendo. Chi deve pensare al mutuo che cresce e alla busta paga che scende è meno portato a donare, anche il sangue». Eh sì, vuoi mica che io mi faccia togliere un po’ di sangue che non si sa mai che mi serva in futuro?
La cosa davvero preoccupante è però la frase finale di Giuliano Grazzini, direttore generale del Centro nazionale sangue dell’Istituto superiore di sanità. «Ho chiamato le grandi associazioni, Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa per organizzare una campagna di comunicazione che rilanci la donazione. Nel nostro paese oggi ogni donatore dona in media 1,6 volte all’anno. Bisogna alzare quel dato e riportarlo almeno a 2, come in altri paesi europei». Provo a scriverla in maniera diversa, così che risulti più chiara: “Dobbiamo costruire una casa, e abbiamo assunto pochi muratori. Bisogna dunque far loro fare turni di dodici ore al giorno, e togliere un po’ di vincoli burocratici come fare indossare loro le protezioni”. È infatti chiaro che non tutti possono donare sangue, ma dovrebbe essere altrettanto chiaro che i controlli fatti ai donatori servono per la loro tutela, e se chi si sbatte per andare all’Avis o alla Fidas lo fa raramente è perché gli hanno detto di fare raramente. Se – come avevo scritto la scorsa settimana – mi hanno detto di tornare per la prossima donazione dopo sei mesi e non tre come al solito, magari una ragione c’è, no? Una campagna davvero utile dovrebbe cercare di incentivare alla donazione chi potrebbe tecnicamente esserlo ma non lo fa! Mah, come sempre credo che mi manchi qualcosa per capire il quadro complessivo.

Ultimo aggiornamento: 2008-07-09 11:08

impronta tu, ch’impront’anch’io

Leggendo i commenti di questo post di Leonardo, scopro che mentre nella vecchia carta d’identità cartacea l'”impronta del dito indice” veniva fatta apporre solo ai pregiudicati – non che ne vedessi l’utilità, ma vabbè – nella nuova carta d’identità elettronica viene presa e scansionata a tutti. Qualche rapido commento:
– già c’è meno spazio “viisuale”, visto che la nuova carta d’identità è più piccina. Non sarebbe bastato salvare una copia digitalizzata nel chip, se proprio si ritiene di avere bisogno di averla? Che poi veniva anche un bel gioco di parole con l’impronta digitale in formato digitale :-)
– come mai nessuno ne aveva ancora parlato? È vero che tanto sono in pochi ad avere la carta d’identità elettronica, e visto che il MINIstro Brunetta ha prolungato per decreto la validità a dieci anni invece che cinque il problema non si pone per un po’; ma è sempre un’ulteriore schedatura
– ma poi serve davvero catalogarci tutti così? Ho grandi dubbi sul fatto che queste restrizioni che ci vendono come “per la nostra sicurezza” portino a vantaggi. Pensate solo al divieto di portare liquidi in aereo (come la maggior parte dei divieti relativi ai voli aerei, del resto).
– Per quanto riguarda le uniche impronte che sembrano attualmente degne di nota, una volta che hai quelle di un bimbo Rom che te ne fai? Controlli se le avevi già prese prima? sai a chi darlo se due coppie di genitori se lo contendono? La prima volta che lo becchi a compiere un reato non lo metti in riformatorio, ma la seconda sì?
Se non lo si fosse capito, sono della scuola che dice di stare molto attenti quando ti parlano di “sicurezza”, perché in genere non intendono la sicurezza tua ma la loro. Solo che mi sa di essere in minoranza estrema.

Ultimo aggiornamento: 2008-07-03 14:05

senilità o malafede?

Nell’omelia scalfariana odierna – per chi l’ha letta sull’edizione cartacea del giornale il brano incriminato si trova in prima pagina, quindi è difficile esserselo perso – il Fondatore de la Repubblica fa tutto un lungo preambolo per potere prendersela con Berlusconi. Fin qua nulla di strano, né nulla di male: anch’io parlo spesso male di Sìlviolo e faccio più o meno lunghi preamboli :-).
Il punto è che nella foga gli esce questa frase: «La vita privata e le intemperanze sessuali di Clinton furono raccontate nei minimi dettagli. Alla scadenza del mandato il giovane Bush, repubblicano, vinse le elezioni a mani basse.» Non che Clinton si potesse ripresentare dopo due mandati, a dirla tutta: ma affermare che Giorgino Bush vinse “a mani basse” contro Al Gore, quando dovrebbero ricordarsi tutti di quello che successe in Florida e della vittoria per decreto, mi pare piuttosto esagerato. A questo punto non vale nemmeno la pena di far notare che lo scandalo Clinton è stato ribattezzato “Sexygate” giusto in Italia (i pochi che negli USA gli hanno dato un nome simile hanno comunque usato “Sexgate”).
Ma secondo voi, Scalfari non fa rileggere a nessuno i suoi fondi perché è geloso, oppure è solo circondato da yesmen?

Ultimo aggiornamento: 2008-06-29 12:26

Franza o Spagna, basta che se magna

I ripetuti inviti al dialogo da parte del presidente Napolitano e di Vuoto Weltroni a quanto pare hanno finalmente trovato un’importante eco. Il Senato tutto, all’unanimità, ha approvato una mozione presentata dell’ex ministro Paolo De Castro. Tale mozione, tenetevi stretti, «è un atto formale per impegnare il governo alla “salvaguardia e valorizzazione” della dieta mediterranea e a “proseguire con grande determinazione” le iniziative perché venga inserita nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco.» Ma c’è di più: non solo la mozione è bipartisan, ma addirittura supera gli angusti confini europei, visto che è «un’iniziativa congiunta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco, all’insegna di “un’identità alimentare e culturale comune”.»
D’accordo che l’Unesco è già riuscito nel dubbio exploit di inserire tra i patrimoni (immateriali) dell’umanità lo Zecchino d’Oro, il che la dice lunga sull’utilità attuale dell’agenzia. Ma non vedo perché il Parlamento debba rendersi complice di queste ridicolaggini.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-27 12:09

giustizialismo

Nonostante il tentativo di Silvio B. di convincerci che i giudici sono tutti cattivi e che noi italiani vivremmo in un paese idilliàco e paradisiàco senza di loro, la mia sensazione è che sotto sotto l’italiano medio si lamenti dell’opposto, e cioè che i giudici siano troppo buoni. Tra ieri e oggi ci sono stati due esempi preclari.
Ieri il Tribunale del Riesame ha formalmente cancellato la denuncia per omicidio volontario nei confronti di Pierpaolo Brega Massone, il primario della clinica Santa Rita di Milano, che comunque rimane in carcere accusato di lesioni gravissime e truffa ai danni del SSN. Oggi la Giunta per le Autorizzazioni del Parlamento (occhei, non sono giudici, ma mi spiego dopo) ha respinto all’unanimità la richiesta di arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo, il senatore eletto all’estero per il Popolo delle Libertà che ha fatto finta di essere residente a Bruxelles senza neanche essersi preso prima lo stradario; decisione quest’ultima che ha fatto arrabbiare molto Tonino Di Pietro che però in effetti magistrato non lo è più.
Ma pensiamo un attimo ai due casi. Brega Massone, che spero si becchi una condanna esemplare, non aveva nessun interesse ad ammazzare i propri pazienti: un paziente morto non è più un paziente operabile, e quindi non è più una fonte di guadagno. Quindi ci sono delle possibilità che si tratti di omicidio colposo, fors’anche preterintenzionale – e il processo lo dovrà valutare; ma omicidio volontario si direbbe un po’ difficile. Quanto a Di Girolamo, a cosa serve metterlo agli arresti, ancorché domiciliari? Le prove non le può più inquinare, visto che i fatti sono sotto gli occhi di tutti; per quanto riguarda la reiterazione del reato non mi pare ci siano elezioni a breve; a meno che non si creda che voglia scappare ad Etterbeek per capire esattamente dove si trova la sua residenza ufficiale non vale nemmeno la possibilità di fuga. Di nuovo, mi aspetto una pena esemplare; ma prima si fanno i processi e poi si comminano le pene.
Eppure si sentono alti lamenti contro questa malagiustizia: quasi più di quelli contro i giudici che rilasciano immediatamente i ladri, in modo che siano pronti a derubarci di nuovo. Gli antichi romani avevano proprio ragione: panem et circenses, e anzi in questo periodo in cui il prezzo della farina sta schizzando verso l’alto potremmo anche recuperare la prima parte della frase…

Ultimo aggiornamento: 2008-06-24 19:46

quando Radiopop ciurla nel manico

L’ultima notizia del giornale radio di stamattina di Radio Popolare verteva sulle dichiarazioni di “Ringhio” Gattuso secondo cui «”Le nozze tra omosessuali non mi trovano d’accordo: per me le nozze sono tra un uomo e una donna», con relativo commento di Franco Grillini al riguardo.
La prima cosa che mi è venuta in mente è un banale “dove sta il problema se un cittadino italiano senza cariche pubbliche esprime il proprio parere?” Dovremmo ancora vivere in un paese libero, per quanto ne so, e se Gattuso non è d’accordo con le nozze gay ha tutto il diritto di affermarlo.
Ho però poi scoperto la fonte della citazione (un articolo della rosea), leggendo che il ringhiopensiero non terminava così ma proseguiva con «Sì, io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d’accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole» (neretto mio). Insomma, il povero calciatore ha esplicitamente affermato che quello che diceva era una sua opinione personale ma non si sognava di dettare le regole agli altri, e non lo trattano così ma tagliano artatamente il suo discorso?
(ma io lo so, qual è il vero motivo. Gattuso gioca nel Milan, ed è ben noto che già da ben prima dell’arrivo di Sivio B. come presidente del Milan la redazione di Radiopop è tutta di interisti)

Ultimo aggiornamento: 2008-06-21 14:18

dimenticate il codice della strada

Ho letto questo articolo sull’edizione torinese di Repubblica. Lasciamo perdere come l’articolista sia riuscita a fare un fritto misto tra la taratura degli autovelox e quella dei semafori che ti pinzano col rosso: cito testualmente: «una temperatura troppo elevata o troppo bassa, le vibrazioni dei mezzi sulla strada, l´angolazione della telecamera rispetto all´asfalto possono falsare il dato registrato». Tenendo conto che la macchina fotografa il semaforo e il veicolo. iimmagino che le vibrazioni potrebbero causare un effetto doppler che faccia virare il colore del semaforo dal verde al rosso, e la temperatura scaldare la pellicola o il CCD sempre per cambiare il colore. Ma l’angolazione della telecamera? ha forse un grandangolo che sposta di qualche metro la striscia di arresto, e fanno sembrare l’auto inopinatamente avanzata fino in mezzo all’incrocio?
Ma credo che sia molto più “istruttivo” il motivo per cui un imprenditore di Chieri è riuscito a farsi cancellare la multa «Stando al suo racconto, l´uomo avrebbe attraversato con il verde ma a causa della coda quando il rosso è scattato si trovava ancora in mezzo alla strada. Peccato che questa circostanza di forza maggiore non potesse essere rilevata dalla fotografia arrivata a casa.» Davvero interessante. Dire che il Codice della Strada (articolo 145, comma 7) affermi che «È vietato impegnare una intersezione o un attraversamento di linee ferroviarie o tranviarie quando il conducente non ha la possibilità di proseguire e sgombrare in breve tempo l’area di manovra in modo da consentire il transito dei veicoli provenienti da altre direzioni.» Concetto molto complicato, visto che il giudice di pace non ha ritenuto opportuno usarlo e ha scelto di dare ragione all’imprenditore (un Sìlviolo in sedicesimo?) Certo, ci possono essere casi in cui tu sei costretto a metterti in mezzo all’incrocio per forza maggiore: ad esempio, se dietro di te arriva un’ambulanza a sirene spiegate e tu devi farle strada. In questo caso mi aspetto però che ci sia anche la foto dell’ambulanza ;-) Ma in effetti non vale la pena di fare tutta questa fatica, quando basta avere un avvocato abbastanza furbo.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-12 11:18