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buone notizie giornalistiche

Come sapete, sono solito sbertucciare l'”italica stampa”, e penso che continuerò a farlo. Però per onestà devo segnalare un paio di cose che mi sono piaciute.
La prima è biecamente personale: se vi ricordate, un paio di giorni fa avevo scritto a La Stampa, lamentandomi civilmente perché una mia foto che avevo lasciato su wikipedia era stata usata su Tuttoscienze senza indicare la fonte (me o Wikipedia, non importava) C’è stato uno scambio di mail, dove ho ribadito che ero più che altro interessato al principio per il futuro, non tanto a quel caso specifico. Comunque adesso l’articolo è stato ripostato nel sito della Stampa, e l’attribuzione c’è. Come dicevo, spero che la cosa diventi la norma.
La seconda cosa che voglio segnalarvi è questo post di Marco Pratellesi (il capo di corriere.it, per chi non lo sa). Lasciate perdere i toni trionfalisti del titolo e di parte del testo, e andate al sodo: ci dovrebbe essere finalmente la possibilità di vedere corretti, almeno sulla parte online del quotidiano, gli svarioni più marchiani. È vero che c’è sempre il rischio paventato nei commenti a quel post, che cioè qualche pennivendolo, visto che si trova la pappa già fatta e non deve nemmeno fare una ricerchina in giro, colga l’occasione per scrivere dei bellissimi “suoi” articoli sfruttando le conoscenze altrui senza nemmeno nominarli. Ma oggi voglio pensare positivo, e immaginare che almeno in una nota in fondo agli articoli le fonti saranno citate, e quindi si possa davvero parlare di collaborazione.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-06 01:00

Abusivi

Non sono mai andato agli Oh bej oh bej, perché non sopporto i mercatini troppo affollati (o se preferite sono un asociale). Tutti gli anni ne sento però parlare, con le eterne lotte tra gli ambulanti “ufficiali” e gli “abusivi”. Nella mia beata ignoranza, ero convinto che gli abusivi fossero senza licenza da ambulante, e mi chiedevo come mai il vicesindaco di Milano fosse così buono e non li portasse mai al gabbio.
Oggi finalmente ho scoperto l’arcano. Gli “abusivi” sono così denominati semplicemente perché non hanno pagato la licenza aggiuntiva per gli Oh bej oh bej, ma per il resto sono regolari commercianti (ambulanti, claro). Tecnicamente nulla da eccepire, visto che “abusivo” letteralmente significa “fatto senza autorizzazione”, però questa nuova conoscenza mi fa cambiare domande. Ecco cosa mi piacerebbe sapere.
– Quanto si paga per avere il diritto di mettere un banco durante gli Oh bej oh bej, e quanto si paga per avere un banco al mercato settimanale? (la seconda domanda mi serve per avere un’idea del costo relativo)
– Come vengono scelti gli ambulanti che partecipano alla fiera? Perché non si amplia il numero? (se negli anni scorsi gli abusivi venivano tollerati, vuol dire che di spazio ce n’è a sufficienza)
Non so chi abbia ragione tra comune e ambulanti, e sicuramente le notizie che si leggono non mi aiutano a trovare le risposte. Però avere delle domande è già qualcosa.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-05 14:33

Non sarebbe nemmeno così difficile!

Conoscendo abbastanza bene Douglas Hofstadter, mi è capitato di scattargli qualche fotografia. Io come fotografo sono un cane, ma lui è così fotogenico che il risultato è comunque stato ottimo: ho così inserito una mia foto di lui su Wikipedia. Come potete controllare guardando il file, l’immagine ha un copyright. Nulla di trascendentale: in pratica, chiunque può riutilizzarla, per usi commerciali e no, purché si faccia l’attribuzione all’autore e/o al licenziatario.
La foto l’ho trovata riutilizzata ovunque, dalla scheda su Hofstadter di Mondadori fino all’articolo su La Stampa-TuttoScienze di ieri. Inutile dire che da nessuna parte venivamo citati io o Wikipedia.
La cosa di per sé non mi dà problemi, visto che non sono un fotografo e non mi cambia nulla far sapere al mondo intero, e non solo ai miei ventun lettori, chi gliel’ha scattata. Ma cosa mi potrebbe succedere se iniziassi io a prendere immagini in giro, senza aggiungere una citazione dell’autore? Bella asimmetria, vero? :-(
(non per nulla non aggiungo altre foto :-P )

Ultimo aggiornamento: 2014-03-05 11:05

Niente discriminazioni contro la pizza ai frutti di mare!

Sono convinto che la pizza ai frutti di mare sia un’aberrazione. Quando qualcuno con me la ordina, gli spiego che non ha nessun senso, né storicamente né come mescolanza di gusti, ed è stata inventata da qualcuno che voleva semplicemente spennare i gonzi. Ma sono buono: mi dicono che in certi comuni del Napoletano se un pizzaiolo prova ad aggiungere al proprio menu la pizza ai frutti di mare i carabinieri arrivano e sbattono in prigione il malcapitato per violazione della legge regionale sulla composizione della pizza: in questo modo sono certi che imparerà la lezione. Intendiamoci: pur non apprezzando la pizza ai frutti di mare, non sono affatto d’accordo con punizioni così gravi. Di per sé le cose potrebbero cambiare: è in discussione un disegno di legge che impedirà di vietare la pizza ai frutti di mare. Tutto bene, no? Beh, no. Sono contrarissimo a un simile disegno di legge: che poi va a finire che saremo costretti a indire il Premio Per La Miglior Pizza Ai Frutti Di Mare, come stanno già facendo negli USA. Siamo matti? La pizza ai frutti di mare è un abominio, e devo fare tutto perché non ci siano premi a favore di quella sconcezza!
Inutile dire che sto parlando delle affermazioni dell’osservatore della Santa Sede presso l’ONU contro la proposta francese di una dichiarazione per la depenalizzazione universale dell’omosessualità (tradotto in italiano: una dichiarazione – che tanto non è vincolante per nessuno ma almeno è un punto di principio – che affermi che non si può imprigionare o peggio una persona solo perché fa sesso con un’altra persona del suo stesso sesso). Questo perché con la scusa di tutelare gli omosessuali «si creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».
Ecco. Quando leggo affermazioni del genere, non credo che in Vaticano si sia davvero convinti che «nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione.», come da Catechismo della Chiesa Cattolica. Mettere sullo stesso piano la depenalizzazione e i matrimoni monosessuali mi dà più l’idea che qualche enforcement statale contro l’omosessualità non sarebbe poi visto così male. (Una precisazione: la Chiesa Cattolica ha pienamente diritto di affermare che gli omosessuali debbano pentirsi ed essere casti, se non vogliono finire all’inferno per l’eternità. Ma questo riguarda appunto l’altro mondo, non quello in cui viviamo noi. In questo mondo io voglio che una persona possa fare quello che vuole, finché non fa del male agli altri.)
(che poi, come al solito, Leonardo lo spiega molto meglio)

Ultimo aggiornamento: 2008-12-02 12:17

silenzio-dissenso

Leggo dal Corsera che il decreto anticrisi ha messo dei paletti sugli sgravi fiscali per chi fa operazioni per ridurre il costo energetico a casa: mettere pannelli solari, ma anche cambiare caldaia oppure infissi. Lo sgravio del 55% resta, però bisogna fare «un’apposita istanza» (telematica, claro) all’Agenzia delle Entrate «per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi». Fin qua nulla di male. Peccato che se entro trenta giorni l’Agenzia non dà esplicita risposta positiva allora «l’assenso si intende non fornito». È su questo che io non sono affatto d’accordo. Non per me, che tanto non avevo in mente nessuna operazione di questo tipo, ma per principio.
Capisco che il nostro governo è del “fare”. Ad esempio, questa manovra che “muove 80 miliardi” è stata approvata in dieci minuti, il che significa che i corsi di lettura veloce devono funzionare, visto che il decreto è composto di 70 schermate: facendo i conti, non si può perdere più di 8 secondi e 57 centesimi su ciascuna di esse. Ma questo non significa che tutta la funzione pubblica sia così efficiente, e che quindi il 100% delle domande sarà esaminata nei tempi dovuti. Non per nulla, il principio che è sempre stato usato è quello del “silenzio-assenso”, che è un modo come un altro per dire che le colpe dello Stato non debbono ricadere sui cittadini. Stavolta, invece, si è (scientemente?) scelto l’opposto. Bel colpo, direi.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-02 01:00

The great Silvio in the Sky

[noticina iniziale: non mi ricordo più chi aveva fatto il Decalogo del Bravo Bloggher che diceva di non scrivere mai post importanti nel weekend perché non sarebbero stati letti, ma aspettare il lunedì. In effetti quasi tutti i post al riguardo sembrano stati scritti stamattina…]
Onestamente non credo che la scelta del governo di aumentare l’IVA sugli abbonamenti Sky (rectius, eliminare l’agevolazione che l’abbassava dal 20% al 10%) sia stata voluta per tarpare le ali all’unico concorrente attuale dell’azienda televisiva del PresConsMin. Possiamo discutere, come fa ad esempio Mfisk, se in effetti non fosse corretto lasciare un’agevolazione per la “diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite”, esattamente come ci chiediamo da anni perché tra le forme di intrattenimento che godono di una riduzione dell’IVA non ci siano anche i dischi. Ma è anche vero che la facilitazione era stata data per agevolare la partenza sul mercato delle pay-tv (non solo Sky, come Berlusconi afferma: nel 1995 non c’era ancora un monopolista).
Quello che vedo però sono due cose: che Silvio ha la coda di paglia, visto che è stato pronto a dire che ha solo tolto un privilegio dato dalla sinistra (ma non si dice più “dai comunisti”?) e che pagherà anche Mediaset – cosa di cui non sono così certo, visto quanto scritto sopra e tenuto conto che il digitale terrestre non è né cavo né satellite); e soprattutto che Murdoch, che non è certo un agnellino, sarà pronto a sfruttare fino in fondo la campagna “conflitto di interessi”, che per la prima volta verrà da un pulpito ad ampia visibilità. Ripeto: che ci sia davvero conflitto di interessi anche in questo caso, non ne sarei certo. Ma tanto quello che conta è sempre quello che la gggente capisce, e può darsi che stavolta i filoberlusconiani siano toccati molto di più che per tutto il resto…

Ultimo aggiornamento: 2008-12-01 12:36

Carta Acquisti

(Mica si chiama Social Card! Controllate pure sul sito del Ministero!)
Innanzitutto (e non scherzo) è da apprezzare l’uso ufficiale di un termine italiano e non inglese. È vero che “acquisti” può essere visto come il solito conflitto di interessi del PresConsMin che ha tutto l’interesse che la gente faccia compere e quindi le aziende pubblicità tv; ma è anche vero che forse in questo modo l’uso della carta è più comprensibile; quindi non mi lamento. A parte questo, ci sono molte più ombre che luci a proposito della Social Card. Il sito del ministero è molto scarno al riguardo, e le informazioni che ho trovato altrove – sul Messaggero e, come segnalatomi da G., su Altroconsumo – sono a volte contraddittorie. Ecco il mio pensiero al riguardo, per quello che può valere.
È vero che sono pochi soldi e non è praticamente per nessuno, visti i limiti di reddito necessari: in effetti un milione e 300mila persone possibili beneficiari sono poco più del 2% degli italiani. Se già i soldi a disposizione sono pochi, tanto vale non darli a pioggia ma solo ai “peggio messi”. Possiamo discutere su come mai il creativo Tremonti non abbia trovato nuovi fondi, al limite… La scarsità di negozi convenzionati mi sembra più che altro una scarsità di negozi che facciano sconti, e su quello probabilmente bisognerebbe aspettare qualche mese prima di essere certi che sia stato un flop. Sarebbe anche interessante capire se lo Stato non abbia pensato di mettere soldi “impliciti” favorendo i negozianti che fanno lo sconto.
A me sembra molto peggio il concetto di “carta ricaricabile”, con l’aggravante dell’anonimato. Per quest’ultimo, sarebbe stato molto meglio farla sembrare esattamente come una carta di credito – tanto se poi ci vuole un documento di identità sai quanto uno è anonimo… Ma è il concetto di “denaro di plastica” che in questo caso è sbagliato! Stiamo parlando di una fascia di popolazione che probabilmente non ha mai visto un bancomat in vita sua. Che fai, fai loro un corso accelerato di uso di una carta di debito? E magari spieghi loro come si fanno le ricariche? (E PosteItaliane non hanno nemmeno offerto ricariche senza commissioni, tra l’altro?) (no, mi sa che non si possano fare ricariche, solo lo Stato può mettere i soldi se non ho letto male. Mah)
L’altra cosa davvero triste è che la persona che rientra in questi parametri non solo debba presentare domanda per ottenere la Carta, ma debba anche portare tutta la documentazione necessaria. Di nuovo, stiamo parlando di persone quasi certamente di bassa istruzione, che avranno per forza bisogno di qualcuno che li aiuti. Non sarebbe stato meglio verificare a priori, e non solo a posteriori come tanto faranno, i requisiti? O sperano che molti degli aventi diritto non chiedano la carta?
Insomma, la buona volontà la concedo, ma i risultati mi paiono deludenti.
Notarella finale: tra le clausole per cui non viene elargita la carta c’è «fruire di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni in quanto […] detenuto in istituto di pena».

Ultimo aggiornamento: 2008-11-28 14:27

deflazione?

Repubblica, ma immagino tutti i giornali, fa sapere che l’inflazione in Italia su base annua è passata dal 3.5% di ottobre al 2.7% di novembre, con un calo in questo mese dello 0.4%. Addirittura in Eurolandia si è passati dal 3.2% al 2.1%, e subito Rep. parla di deflazione.
Mah, forse nel resto dell’Europa ci può essere qualcosa del genere, ma in Italia mi pare proprio di no, a guardare i dati disaggregati. Il calo è quasi interamente dovuto a un -4.8% del comparto energetico (e sarebbe potuto essere maggiore se non ci fossero i prezzi regolamentati…). Per il resto, l’unico calo dovuto alla contrazione dei consumi si direbbe essere quello dello 0.6% (sempre su base mensile) di ‘”Servizi ricettivi e di ristorazione”. Ancora un po’ poco, mi sa. O forse è un semplice “attenti al lupo”.

Ultimo aggiornamento: 2008-11-28 11:49