Archivi categoria: pipponi

non tutti gli scontrini sono uguali, ma…

Qualche giorno fa sul dorso locale di Repubblica è apparso questo articolo, dove due giornalisti (uno finto-straniero e l’altro finto-milanese) chiedevano a due tavolini distinti le stesse cose, per vedersi spesso fare due prezzi diversi, oppure perché la “straniera” non si vedesse dare lo scontrino fiscale. Tra i vari locali visitati c’è stato il Caffè Mercanti in via dei Mercanti (per i non milanesi: praticamente in Duomo) dove lo scontrino “straniero” è stato praticamente il doppio di quello “locale”; o se preferite, lo scontrino al bauscia è stato praticamente la metà di quello fatto alla turista.
No, non è la stessa cosa. Come il bloggher d’inchiesta mfisk ha verificato di persona, il prezzo fatto pagare alla sedicente turista estera era esattamente quanto indicato nei cartelloni appesi all’esterno del negozio. Tre euro e mezzo per una bottiglietta d’acqua da mezzo litro portata al tavolo secondo me è un furto, ma una volta che tu puoi saperlo in anticipo sei tu che scegli di essere rapinato, cosa di cui hai tutto il diritto. Se poi il barista vuole fare uno sconto a quello che potrebbe essere un futuro consumatore abituale, di nuovo quella è una sua scelta; l’Unico Prezzo Imposto – Milano (o era Unione Per Imbrogliare Meglio?) lo deve fare un ente pubblico, non certo un privato.
Faccio pubblica ammenda per esserci cascato anch’io ed essermi fermato alla prima lettura dei fatti, senza pensare a possibili altri fatti di contorno che avrebbero cambiato il quadro generale.

Ultimo aggiornamento: 2009-08-26 16:01

Faletti e _Io sono Dio_

Premessa: non ho nessun problema a riesumare questa mia vecchissima recensione di Io uccido, dove apprezzavo l’opera prima di Giorgio Faletti. Tanto più che l’ultima frase suonava profetica: «Il guaio di avere saccheggiato tutti i topos è che non ce ne sono più da usare…» D’altra parte, non mi è mai passato per la testa di comprare un altro libro dell’eclettico astigiano, e questo vuol dire forse qualcosa.
Da alcune settimane, con l’uscita del suo nuovo malloppo, c’è stato un tamtam in rete su alcune frasi che sono assolutamente incomprensibili in italiano perché calchi letterali di un’espressione idiomatica inglese: ad esempio, «Pensavo che una ventina di grandi vi avrebbero fatto comodo», dove i “grandi” sarebbero i “grands” “grand”, cioè i bigliettoni da mille. Si può leggere l’inizio da Severgnini e il prosieguo sul Giornale, con l’intervento di una traduttrice importante. Faletti risponde sulle colonne della Stampa, da cui è partito un pippone su FriendFeed.
Diciamocelo: parlare di “questa risibile querelle estiva e premestruale” significa non avere grandi argomenti a disposizione, e anche la mossa di far notare che “supper” non significa “zuppa” ma “cena” mi sembra un cercare di distogliere l’attenzione dal punto, di fare cioè un calco invece che una traduzione. Gli do atto che nell’italiano sono entrati svariati calchi, come appunto “verdoni” (i dollari sono verdi, le nostre banconote no…), anche se comunque un verdone è un dollaro, non mille; mi sono infine divertito a leggere che la traduzione letterale di «don’t beat around the bush» è esattamente quanto da lui scritto, cioè «non girare intorno al cespuglio». Ma forse essendo la musica beat stata incisa sui dischi a 45 giri, tutto torna.
Torniamo nel merito. La vera accusa sembra essere che Faletti abbia preso qualche negro (“ghostwriter”, se preferite il termine tecnico) che abbia tradotto (da cane) dei testi americani: accusa che Faletti nega decisamente. Confesso che all’inizio avevo pensato anch’io a qualcosa del genere, ma poi due persone decisamente più esperte di me mi hanno fatto notare che strafalcioni così non sarebbero mai potuti arrivare in stampa, e quindi sono stati fortemente voluti dal nostro autore. A questo punto la mia personale idea (e mi riallaccio a quello che scrissi cinque anni e mezzo fa, non ci posso credere!) è che Faletti voglia affermarsi come creatore di un nuovo lessico, e abbia scelto questo modo per avere delle nuove idee. Contento lui. Poi mi dirà che ha venduto dodici milioni di copie dei suoi libri, e sono contento per lui; ma anche le mosche possono accorrere a frotte, quindi non significa poi molto.
ps: sul Giornale c’è un articolo più o meno simile.

Ultimo aggiornamento: 2014-07-04 12:28

Raschiamo il fondo del barile

Forse sapete che tra meno di un mese – il 9 settembre, data scelta perché 9-9-9 si legge “Number Nine, Number Nine, Number Nine…” – verrà ripubblicato tutto il catalogo rimasterizzato dei dischi dei Beatles, comprese le versioni stereo degli album mono e le versioni mono degli album stereo. No, non li compro nonostante il 20% di sconto da IBS.
Oggi leggo che la Disney vuole prendere i diritti di Yellow Submarine (film e canzoni) per rifarlo in 3d e con tutte le supercazzole degli anni ’10.
Il tutto mi fa semplicemente sentire molto triste.

Ultimo aggiornamento: 2009-08-20 13:00

Ramadan e pomodori

Uno legge notizie come questa («Fa caldo, si rischiano malori»: Obbligati a dissetarsi i lavoratori islamici assunti nelle campagne) e comincia a pensare ai problemi che sorgono con i precetti religiosi nati in un contesto e trasportati pari pari in condizioni del tutto diverse, e alla difficoltà di trovare un equilibrio.
Poi va avanti nella lettura, trova scritto «Credo che nei casi estremi, se si rifiutano di bere, si potrà arrivare alla sospensione dal lavoro, anche perché una persona in quelle condizioni non lavora bene», e capisce tutto.

Ultimo aggiornamento: 2009-08-14 10:42

la spinta propulsiva di FacciaLibro

Sarà una mia impressione, ma Facebook non è più il Grande Attrattore dei mesi scorsi. Intendiamoci: continua ad essere frequentatissimo, e ho notato come ci siano persone che non si vedono affatto dalle parti del mio blog ma commentano sulla copia che posto di là. Però il numero di richieste di amicizia è drasticamente calato, e anche i thread che vedo in giro hanno molto meno messaggi di quelli di un tempo.
Il tutto può essere solamente una visione molto di parte – d’altra parte non c’è più nessuno che si iscrive alla pagina del mio fan club, il che significa che sono irrimediabilmente out – ma mi dà l’impressione che il fenomeno FaceBook si sia sgonfiato, e sia rimasto uno zoccolo duro che si è spostato direttamente lì, e una nuvola di gente che come me dà un’occhiata ogni tanto; ma non ci siano più le transumanze del 2008. Voi che ne pensate?

Ultimo aggiornamento: 2009-07-27 13:00

La Grande Pandemia

Sono mesi e mesi che i media ci stanno sfracellando i maroni con la storia dell’influenza suina, che poi è diventata influenza A perché sennò non mangiavamo più carne di maiale, e che è una pandemia, e che moriremo a milioni come per la spagnola, e che stanno mettendo in quarantena tutti, e non provare a starnutire quando devi prendere un aereo, ché è più facile salirci su con un mitra, e magari facciamo partire le scuole più tardi per evitare il contagio (facendo fin arrabbiare i vescovi)…
Se uno però fa la fatica di leggere gli articoli e non i titoli, scopre che questa influenza esiste, ma è come una comune influenza. Qualcuno muore, esattamente come qualcuno muore di influenza tutti gli anni; il numero di vittime è bassissimo rispetto a quello dei contagi, forse addirittura inferiore a quello dell’Asiatica o dell’Australiana. E allora perché tutto questo cancan, che non è solo italiano ma mondiale?
Per una volta faccio il complottista e dico che è tutta una manovra delle case farmaceutiche, esattamente come nel caso dell’aviaria, dove sembrava che se non fossimo andati a cercare a carissimo prezzo le poche confezioni dell’antidoto specifico saremmo finiti nel mondo dei più: cosa che – almeno per me e i miei ventun lettori – non è certo capitata. Passi cascarci una volta, ma volete farlo anche la seconda?

Ultimo aggiornamento: 2009-07-25 13:00

Letizia e l’alcol

Finalmente, leggendo il comunicato comunale, ho capito perché tutti stanno dicendo che l’ordinanza milanese antialcol per i minorenni è una prima assoluta in Italia. Non solo non si può vendere bevande alcoliche a chi ha meno di sedici anni (cosa che credo sia legge); non solo non si può più somministrare bevande alcoliche a chi ha meno di sedici anni (a Monza lo stanno già vietando dal primo luglio), ma saranno anche vietati consumo, detenzione e cessione anche a titolo gratuito. Insomma, se ti vedono bere un sorso di birra e non hai sedici anni ti faranno pagare 500 euro di multa, anzi “solo” 450 se paghi subito.
L’ordinanza mi pare semplicemente una cagata pazzesca (cit.). È vero che è la logica conclusione di una frase come “il 34% dei ragazzi di 11 anni hanno già avuto problemi di alcolici”, che sembra più farlocca di uno dei tanti sondaggi tirati fuori dal cappello del nostro PresConsMin e che è verificabile esattamente come questi ultimi. Ma è anche vero che non è certo con le grida proibizionistiche che si arginerà l’eventuale fenomeno dell’alcolismo giovanile, e sicuramente non si bloccano le minigang, per non parlare delle gang maggiori. Ma volete mettere il vantaggio di poter dire ai media che “Milano si pone ancora una volta in prima fila”, riuscendo a evitare di far parlare di tutto il resto per cui è ben in fondo alla classifica anche solo italiana?

Ultimo aggiornamento: 2009-07-21 13:00

adesso tutti zitti?

In un modo o nell’altro, il 14 luglio di silenzio è passato. Io il cerotto blu lo lascio, perché i timori per la libertà di stampa ce li ho ancora; ma so bene che la cosa non significa molto.
Quello che dovrebbe succedere è che si faccia qualcosa; e almeno per quanto mi riguarda “fare” non significa mettere il cerottino oppure il bel posterino, ma metterci del proprio. Non credo che uno cento mille blog possano spostare alcunché, però sono assolutamente certo che uno cento mille cartellini/cerotti non servano assolutamente a nulla se non a crogiolarsi nell’idea di essere “importanti”. Vediamo se i fatti mi smentiranno e si inizierà a vedere più informazione da parte di quelli che si lamentano per l’attentato alla libera informazione. (Massimo rispetto per chi non ha alcun interesse al riguardo e ritiene il proprio blog un posto per postare fuffa: la sua è una scelta coerente e legittima, ci mancherebbe altro!)

Ultimo aggiornamento: 2009-07-15 00:00