Dopo aver scompaginato le statistiche sull’affluenza alle urne andando a votare stamattina invece che ieri, e prima che arrivino i risultati ufficiali, un paio di ipotesi sul voto.
– saliranno le percentuali di Lega e Di Pietro, e anche il Movimento 5 Stelle avrà una percentuale non da prefisso telefonico. Questo deriva da un banale effetto statistico: gli elettori di questi partiti sono più motivati ad andare a votare, quindi il numero totale di loro voti sarà costante; ma se la torta da dividersi è più piccola (meno votanti totali) allora la percentuale è maggiore.
– gli exit poll saranno ancora più sballati del solito (aumentando le percentuali dei partiti di cui sopra più di quanto capiterà davvero), aspettate almeno le 18 per vedere dati parziali ma sensati. Con meno gente che vota, la percentuale di convinti che dicono la verità è maggiore del solito.
– per capire se effettivamente l’esclusione del PdL dalle liste della provincia di Roma (e non di tutto il Lazio, ricordo) ha dato un effetto, non ha senso vedere la differenza di votanti, anche rispetto alla media nazionale. L’elettore quadratico medio ha visto Berlusconi spendersi in prima persona quasi fosse lui il candidato governatore, e quindi è improbabile che se ne stia a casa. Molto più probabile che voti solo la Polverini (il cui simbolo è simile a quello del PdL e ha scritto “Polverini per Berlusconi”) oppure annulli la scheda.
– il PdL prenderà Campania e Calabria e probabilmente Puglia; più improbabili Piemonte e Lazio.
Aggiornamento: Damiano mi fa notare che ho sbagliato. Non solo i simboli PdL-like scrivono ad esempio BERLUSCONI (in grande) per Formigoni (in piccolo), ma in Lazio i simboli di Renata Polverini ed Emma Bonino sono personalizzati. Questo dovrebbe portare a un forte aumento dei voti nulli e delle schede bianche, mi sa; resto scettico sull’astensionismo “perché non c’è il mio partito”.
Ultimo aggiornamento: 2010-03-29 09:10