Archivi categoria: pipponi

noccioline

Oggi tutti i quotidiani (sì, anche il Giornale e Libero, naturalmente a modo loro: non ne parla la Padania, ma questa è solo una conferma della mia affermazione) parlano della nuova norma salva-azienda, che fa in modo che il giudice sia obbligato (e non abbia semplicemente la possibilità, come adesso) a sospendere l’esecutività di una condanna civile, se il risarcimento è superiore ai 20 milioni di euro (10 in primo grado) dietro il pagamento di «idonea cauzione»: il tutto fino a che la Cassazione non si pronuncerà.
Lo so, qui siamo sul civile e non sul penale, e le cose sono ben diverse: ad esempio, non esiste la prescrizione. Però, prescindendo da Silvio, io mi domando: cosa succede se la Cassazione ribalta il giudizio di primo e secondo grado? La controparte quei soldi li deve restituire, il che non mi sembra poi una gran bella idea. Insomma, visto che non si sa ancora a chi andranno quei soldi, mi sembra più logico che al limite non siano ancora di nessuno (il che è l’idea alla base della cauzione), ma sicuramente non vadano avanti e indietro. O c’è qualcosa che mi sfugge?
p.s.: naturalmente la grande porcata è quella di infilare a forza il codicillo in un testo che non c’entra nulla, e che verrà quasi sicuramente votato con la fiducia. Su questo sono perfettamente d’accordo.

Ultimo aggiornamento: 2011-07-05 10:06

zuppa di stelle

Onori allo Scorfano, che ha conquistato la homepage del Corriere online dopo aver sgamato che il suo Capo (leggasi il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini) aveva scritto una letterina a Babbo Natal… ehm, al Corsera Giorno raccontando del suo tema alla maturità ma confondendosi tra l’autore di Piccolo Mondo Antico e Sergio “Carneade” Corazzini. Occhei, lui da professore di italiano al liceo e amante del crepuscolarismo si è subito accorto che Fogazzaro c’entrava come i cavoli a merenda, ma si è anche smazzato la ricerca tra le tracce dei temi di maturità del passato per trovare il riferimento giusto: gli onori sono quindi assolutamente dovuti.
Ma guardiamo l’altra faccia della medaglia, cioè il ministro MaryStar. Io capisco che a distanza di quasi vent’anni uno possa avere dei vuoti di memoria. Il tema che io scelsi, dieci anni prima di lei, era quello storico, e sono ragionevolmente certo che parlasse delle rivoluzioni del 1848. (Sono del tutto certo che feci una pessima sbrodolata: d’altra parte ero abituato a scrivere quattro pagine di quaderno fitte in un’ora e un quarto, massimo un’ora e mezzo, e trovarmi di colpo con sei ore a disposizione mi fece compiere un peccato di grafomania, affastellando nozioni su nozioni). Però un conto è scriverlo qua per i miei ventun lettori; un altro conto sarebbe farmelo pubblicare sul primo quotidiano nazionale, anche senza contare la zoppicante prosa che non fa certo fare una figura così bella al ministro. Ma mi sa che il pressapochismo sia così di moda che la Gelmini non ci ha nemmeno pensato su…
(ah, ricordavo bene)

Ultimo aggiornamento: 2011-06-29 22:31

BOH TAV

Premessa: costruire tutta quella roba in Valsusa per fare passare quattro-cinque coppie di treni superveloci al giorno è una perfetta idiozia.
Premessa 2: a quanto ne so, anche quando avranno finito i lavori in corso per allargare le gallerie della linea storica non è che si possano far passare tanti treni, visto che non è certo una linea ben separata da case e strade (d’altra parte la Valsusa è stretta, più di tanto non si può fare)
Premessa 3: però spostare il trasloco merci dalla strada al ferro sarebbe una cosa buona e giusta.
Perché allora – mi chiedo – non possiamo avere un progetto che non faccia andare i treni a 300 all’ora ma solo a 200 (il che significa poi metterci venti minuti in più da Torino a Lione), ma in cui possano passare tutti i treni merci liberando così la linea storica da usare solo per treni passeggeri cadenzati? A questo punto il problema si sposta molto più a valle (le gallerie non danno fastidio, ma prima o poi qualcuno li vorrà anche scaricare, quei treni), ma mi pare che della gronda torinese si parli molto meno che del tratto valsusino.
Detto tutto questo, ribadisco che non ho dati sufficienti per farmi un’opinione completa.
[p.s.: Boh-TAV è creazione di 7th Guest]

Ultimo aggiornamento: 2011-06-28 12:26

Regie poste

L’ufficio postale di via Varanini a Milano ha due sedi a pochi metri di distanza l’una dall’altra. Quella principale ha gli sportelli per le operazioni finanziarie standard, dal conto corrente in giù, quella a fianco ha tre sportelli unicamente per “Spedizione di lettere e pacchi”, lo si legge anche sulla macchinetta distributrice di numeri.
È la seconda volta di fila che arrivo e c’è gente che fa operazioni di tutti i tipi (mentre sto scrivendo c’è una signora che deve cambiare indirizzo per il suo conto Bancoposta e continua a chiedere le informazioni piu banali), uno sportello aperto su tre – e questo lo capirei anche – e gente che passa dietro gli sportelli non si sa bene a che titolo, compie operazioni inconcepibili per noi volgo, e si dematerializza dopo un po’. Notate che io sono qua per spedire lettere (fuori standard), e che l’ultima volta che sono passato l’impiegato è riuscito a perdere cinque minuti con la mia raccomandata perché pesava troppo poco e non era capace a selezionare l’opzione “invio fuori norma” per passare alla tariffa successiva. Per la cronaca, alla fine ha tolto il francobollo che aveva appiccicato, lo ha riappiccicato su un foglio immagino per la quadratura dei conti, e ha rimesso la busta con su una biro per appesantirla.
Forse che alle Poste non ci siano solo problemi informatici?

Ultimo aggiornamento: 2011-06-27 16:40

Loquendo

Oggi è San Giovanni (Battista, per i non esperti), e a Torino si festeggia il santo patrono con i fuochi d’artificio sul Po la sera. Chi sicuramente non sta festeggiando sono però i lavoratori di Loquendo: sono mesi che si rincorrono le voci sulla possibile cessione dell’azienda ai concorrenti di Nuance, e sembra che il consiglio di amministrazione di Telecom dei primi di luglio potrebbe perfezionare la vendita.
Forse non avete sentito parlare di Loquendo, ma è molto probabile che abbiate sentito parlare Loquendo: uno dei settori di punta dell’azienda, che si occupa di tecnologie vocali, è il loro sistema text-to-speech che letteralmente legge un testo scritto qualunque, indovinando generalmente gli accenti e dando un’intonazione naturale. (Nota per chi non è addentro nei temi: non è difficile registrare le voci di un testo: un sistema TTS però è molto più flessibile, visto che tendenzialmente è usabile per tutto). Persino l’edizione torinese di Repubblica si è interessata della cosa, ma ho il sospetto che al di fuori del cerchio dei soliti noti la cosa sia assolutamente ignota. In fin dei conti Loquendo è una goccia nel bilancio Telecom. Non è nemmeno una goccia in perdita, nel qual caso si potrebbe forse capire l’esigenza di tagliare un ramo secco; ma si sa che in questi casi non è certo la floridezza del bilancio a contare qualcosa.
Per me Loquendo riveste un interesse molto particolare. Venticinque anni fa ero in Cselt come tesista, lavorando nell’allora sezione UR che si occupava di riconoscimento del parlato. I miei primi anni di lavoro continuarono ad essere in quel gruppo, che insieme alla parallela sezione US (sintesi della voce) e a qualcuno di intelligenza artificiale fu il nocciolo duro sul quale nel 2001 venne fondata Loquendo. Insomma, ho un pezzo di cuore che è rimasto lì con loro :-)

Ultimo aggiornamento: 2011-06-24 07:00

la potenza della Rete (?)

Non so cosa succederà con questi referendum, anche se la mia impressione è che non si raggiungerà il quorum e l’affluenza sarà intorno al 45% (poi si sa che le mie previsioni sono utilissime per chi scommette contro). Non riesco a capire tutti quei politici di sinistra e dintorni che invece di volare basso gridano auspicando l’ultima spallata al governo, mostrando per l’ennesima volta la ragione per cui in Italia in genere i governi sono di destra; ma non è di questo che voglio parlare.
Se il quorum verrà effettivamente raggiunto, sono certo che lunedì sera saranno tutti a tessere lodi sperticate all’Internette, che ha permesso una grandissima mobilitazione popolare di massa con gli appelli a votare che appaiono da mesi, gli tsunami di messaggi tutti identici che riempiono a intervalli sempre più vicini, manco fossero le contrazioni preparto, la bacheca di Facebook, e le catene di sant’Antonio per email – un po’ meno di una volta, a dire il vero, il che prova l’utilità di FacciaLibro per la qualità della vita. Tutti questi inviti sono per QUATTRO SÌ, sia ben chiaro!
Epperò capita che tra i blog inizino a spuntare delle voci dissenzienti, che andranno a votare pur sapendo di fare il gioco del sì ma non sono così granitici, essendo per il NO ad alcuni quesiti, soprattutto sulla scheda gialla (divieto di profitti per l’acqua) e in parte sulla grigia (il nucleare). Di me sapevate già, e potreste anche lamentarvi che mfisk è un mio amichetto e non conta: però mi è capitato di vedere gente con cui ho poche o punte interazioni, come Francesco Costa e Stefano Ceccanti, prodursi in argomentazioni parecchio simili. (Phastidio va oltre, propugnando l’astensione). La parola chiave è “argomentare”: siamo tutti dei pericolosi intellettuali. Ma non preoccupatevi: siamo in Italia, e gli intellettuali faranno la solita ridicola fine. Sì, forse la Rete mostrerà la sua potenza: ma non sarà la Rete che noi vent’anni fa speravamo, quanto la trasposizione di Portobello.

Ultimo aggiornamento: 2011-06-07 10:36

ballottaggio milanese

Domani si vota al ballottaggio. Si vota in tante parti d’Italia, ma io mi limito a parlare di Milano perché è la città in cui vivo. Non è un segreto che io speri nella vittoria di Giuliano Pisapia, che votai già alle primarie – e vi garantisco che non è affatto detto che io voti alle primarie. E so bene che anche se vincerà non saranno rose e fiori, e probabilmente dovremo pagare delle tasse in più: d’altra parte il mio punto di vista è che se l’alternativa è un peggioramento della qualità di vita magari è meglio mettere mano al portafoglio. Ma non è di questo che voglio parlare, e a dirla tutta probabilmente non voglio nemmeno parlare del ballottaggio, checché ne dica il titolo di questa notiziola.
Quello di cui voglio parlare è che per la prima volta negli ormai dieci anni di vita milanese ho sentito gente di buon umore. In effetti non è banale per uno le cui simpatie non vanno al centrodestra essere allegri qui a Milano; anche se per motivi completamente diversi da quelli per cui un simpatizzante del centrodestra è comunque incazzato. Ma stavolta c’è una certa qual levità che fa ben sperare.
E poi c’è ancora un’altra cosa. Lasciamo da parte la storia del quartiere Sucate, che per qualcuno potrebbe sembrare troppo goliardica, e limitiamoci ai #morattiquotes. Dopo che Letizia Moratti tentò il colpo sotto la cintura accusando Pisapia di essere stato un ladro d’auto, cosa hanno fatto a sinistra? Si sono inventate le accuse più assurde nei confronti del loro candidato sindaco e hanno iniziato a farle girare. È chiaro che questo lo si può fare solo quando si è certi dell’integrità morale del proprio candidato; resta il fatto che non me li vedo supporter del centrodestra, quelli dell’amore che vince sempre sull’invidia e sull’odio, fare così. Che ci volete fare: io sono ancora un giocherellone :-)

Ultimo aggiornamento: 2011-05-28 23:59

fuffa autoreferenziale

La storia della moschea abusiva del quartiere Sucate, di cui avevo raccontato ieri, ha smosso l’angusto stagno dell’italica internette ancora più dei Pisapia Facts nati dopo la falsa accusa della Moratti a Pisapia di essere stato condannato in gioventù per un furto d’auto: mi limito a segnalare il video con le immagini dell’Intervallo RAI.
Però c’è chi si lamenta: Mantellini, che scrive «ecco che allora si delinea il quadro perfetto del nostro imbecillismo digitale. Sucate forse scalda il cuore ai detrattori di Letizia Moratti ma non sposta un voto, esattamente come non ne sposta l’attivismo degli spin doctor del Sindaco uscente», suscitando un ampio dibbbattito su FriendFeed.
Ora io non sono un talebano della rete come Gilioli che inneggia alla «Morale della favola: la Rete non è la tivù e almeno per ora non si può comprare. Maneggiarla è molto complicato, anche con tantissimi soldi e ottimi consulenti.», e concordo con Mantellini che tutta questa cosa non sposterà un voto né da una parte né dall’altra. Ma è l’unica cosa con cui concordo. Io non sarei mai riuscito a porre una domanda del genere: ma vista la risposta mi sono piegato in due dalle risate. E sono ragionevolmente certo che tutti quelli che hanno portato avanti il meme #sucate siano assolutamente convinti che non è certo così che le elezioni si vinceranno: ma allo stesso tempo sono convinti che ogni tanto si può ridere. C’è un tempo per la serietà e un tempo per le battute: domenica e lunedì si vota, ieri e oggi no.
Detto tutto questo, se proprio uno vuole lamentarsi di qualcosa potrebbe iniziare a parlare per l’ennesima volta dell’autoreferenzialità dell’angusto stagno dell’italica internette, a partire da questo mio post che come dice il titolo è assolutamente fuffa: se volete, possiamo discutere (autoreferenziatamente…) di questo :-P

Ultimo aggiornamento: 2011-05-24 10:09