Archivi categoria: pipponi

Susanna e Ferruccio

Stamattina, di spalla in prima pagina del Corriere della Sera, c’è questo fondo del direttore. Ferruccio De Bortoli si lamenta pubblicamente perché domani il Corriere non potrà essere in edicola mentre altri quotidiani sì: e non perché non sindacalizzati (figuriamoci se al Giornale o a Libero si preoccupano di uno sciopero…) ma perché il sindacato anche questa volta ha ammesso una deroga in modo da permettere una maggiore copertura.
Mi manca l’altra campana – il sito della CGIL in questo momento non riporta nessuna dichiarazione a riguardo – e quindi la mia analisi è piuttosto sbilanciata; però ci sono un paio di punti che in effetti non mi tornano. Perché altri quotidiani avrebbero avuto questa deroga e il Corrierone no? e soprattutto, perché non c’è stata una risposta pubblica (anche sul proprio sito) di Susanna Camusso?

Ultimo aggiornamento: 2011-09-05 11:33

Pirateria digitale

A metà agosto ho comprato (su bookdepository, quindi indipendentemente dalla legge Levi sugli sconti massimi) un libro di didattica matematica applicata ai problemi. Se vi chiedete perché l’ho fatto *dopo* averne scritto uno io, qualche ragione ce l’avete anche :)
Il libro mi è costato quasi 50 euro, il che prova che anche il mercato librario anglosassone è completamente distorto, almeno per un certo tipo di saggistica: ma ognuno ha le sue manie, e ho pensato che per una volta potevo fare una mezza follia.
Ma il punto più interessante è che io ho comprato il libro dopo essermi (coff coff) procurato il pdf, averlo scorso, e aver deciso che meritava l’acquisto. Sono un po’ cretino, lo so. Ma ho il sospetto di non essere l’unico cretino, come ho il sospetto che quelli che scaricano pacchi e pacchi di libri dal "mercato parallelo" poi non li leggano per mancanza di tempo, visto che un libro non è come un album musicale che può essere ascoltato in sottofondo.
Perché queste cose non le si dice più spesso?

Ultimo aggiornamento: 2011-09-02 18:01

province

Continuano a dirci che le province non si possono abolire perché indicate nella Costituzione.

Però nella Costituzione ci sono anche le Città Metropolitane, di cui non mi pare ci sia traccia al di fuori della Carta.

E allora non si può fare lo stesso con le province? Le manteniamo come semplice possibilità teorica e via :)

Ultimo aggiornamento: 2011-08-29 19:09

A furia di omeopatare…

[repubblica.it parla di Boiron]Ricordate la storia di Blog(0) e la Boiron? Beh, le cose sono andate un po’ avanti. Il buon Fabio Turone (sì, abbiamo giornalisti scientifici in Italia, anche se non li trovi così facilmente su Cor&Rep) ha infatti scritto un articolo al riguardo, articolo pubblicato sul British Medical Journal (qui l’abstract, dando alla notizia una notorietà internazionale a tal punto che è rimbalzata persino sul sito di repubblica.it, linkata in home page.
Però… il link all’articolo era in home page di repubblica.it, e subito sotto c’era il puntatore al post di un blog, sempre ospitato su repubblica.it. Nella migliore tradizione complottistica italiana, la tesi esposta al lettore è (copincollo): «Penso che tutta questa vicenda sia stata creata ad arte, per mettere in difficoltà la medicina omeopatica.»
Attenzione. Non ho difficoltà a credere che l’essere per una volta riusciti dal basso a rendere pubblica una delle tante vicende di prevaricazione sia stato facilitato dalla polemica contro l’omeopatia. Ma invito i miei ventun lettori a rileggere la frase: la vicenda, compresa la lettera cease-or-desist dell’azienda, sarebbe stata creata ad arte da Samuele nella speranza di una «reazione sgangherata della Boiron, vittima poca accorta del sistema mediatico» (continuo a copincollare dalla frase seguente, potete tranquillamente andare a controllare se ho reso o no il pensiero dell’autore). Niente male, vero?
P.S.: se anche io fossi un complottista, penserei che a repubblica.it si siano preoccupati di possibili ritorsioni in campo pubblicitario della multinazionale dell’omeopatia e si siano affrettati a cercare una controopinione per parare almeno in parte il colpo. Ma sono invece certo che la storia è molto più semplice :-)

Ultimo aggiornamento: 2011-08-18 14:17

Patrimonialina

Non che la cosa mi tocchi, ma il contributo di solidarietà – rectius, le due nuove aliquote Irpef – infilato nella manovra di Ferragosto è profondamente iniquo, visto che le tasse le pagheranno quelli che già le pagano. Lo stesso con la prevista e subito eliminata aliquota suppletiva per i lavoratori autonomi, che avrebbe senso se tutti loro evadessero le tasse con lo stesso rapporto percentuale: così non è, e pertanto i soliti furbi avrebbero continuato a non pagare e gli artigiani onesti sarebbero rimasti cornuti e mazziati.
Io ce l’avrei anche avuta un’idea per ricavare un po’ di soldi in maniera diversa. Articolo 1: i proprietari di un’autoveicolo il cui valore Quattroruote è superiore a 15000 euro dovranno pagare un contributo straordinario pari al 5% della cifra che eccede tale valore fino a 30000 euro, e del 10% della cifra oltre i 30000 euro. Articolo 2: le società che emettono contratti di affitto o leasing possono rivalersi della somma sugli utilizzatori degli autoveicoli stessi.
Non si vuole usare una quotazione stabilita da un privato? Nema problema. Si prende il prezzo di acquisto e lo si attualizza con una legge esponenziale sul numero di anni di età. (Che bello! per la prima volta avremmo in una legge la formula e-t…) Si penalizzano le famiglie numerose costrette a comprare un’auto più grande? Nema problema. Si abbatte di un 20% il valore di partenza per un’auto di un nucleo familiare di cinque persone, e del 35% il valore di un’auto omologata per più di 5 posti. Il punto è che purtroppo in una società come quella italiana occorre tassare i beni visto che i redditi non li si riesce a stimare; ma un aumento delle imposte indirette (l’Iva, insomma) sarebbe esiziale per un’economia stagnante e quindi bisogna cercare qualcosa che si ha già ed è sicuramente tracciabile, anche più di una casa. Non so quanto sarebbe il gettito, ma spero che con quello che si pagano gli economisti e visto l’ottimo nostro istituto di statistica i conti non siano troppo difficili. Lo stesso si potrebbe fare sulle barche, anche se lì in effetti è piu difficile avere una stima del loro prezzo; nel caso fossero intestate a nullatenenti, si potrebbe pignorarle e metterle all’asta :)
Ultima provocazione a proposito di Iva: perché non fare lobby sulla UE e decidersi tutti insieme a reintrodurre la possibilità di una quarta aliquota Iva per i beni di lusso, come il 35% che avevamo prima dell’armonizzazione europea?

Ultimo aggiornamento: 2011-08-18 07:00

0,15%

La sera di venerdì 12, mentre tutti pensavano al povero cuore di Silvio che grondava sangue, Bernabè ha perfezionato la vendita di Loquendo a Nuance, nonostante per tutta la settimana ci fossero stati sette emissari della concorrente Avaya a valutare l’azienda, pronti a fare un’offerta per mercoledì 17. Gli affari sono affari, e da questo punto di vista il presidente di Telecom può dirsi soddisfatto: una rivalutazione di più di sette volte rispetto al valore segnato a bilancio per l’azienda. Credo anche che al di fuori di Torino la cosa sia importata a ben poche persone.
Ma vediamo le cose in un altro modo: la plusvalenza è stata di 46 milioni di euro, pari circa allo 0,15% (non ho i dati precisi sottomano) del debito complessivo di Telecom Italia. È vero che i milioni si fanno iniziando dal centesimo, come zio Paperone sa bene; ed è anche vero che le tecnologie vocali non sono esattamente il core business dell’azienda (se lo ricordino anche quelli di Telecom Italia Media: io forse per il momento mi salvo ancora). Ma mi sa che non è così che si potrà tagliare il debito, e il risultato finale è stato far preoccupare moltissimo cento famiglie e parecchio tanti lavoratori che fanno parte del core business aziendale. Sarà valsa la pena per quello 0,15%?

Ultimo aggiornamento: 2011-08-17 16:17

vilipendio al Capo dello Stato

Non ho ben capito se Bruti Liberati ha aperto un procedimento d’ufficio per la vignetta apparsa ieri su Libero, quella coi “papponi di Stato” con le facce di Napolitano, Calderoli, Fini e Bersani (no, nessun esponente PdL: loro pappano a livello più alto, evidentemente); o se sia stata una sua scelta specifica. Io sono comunque generalmente contro l’esistenza dei reati di opinione, almeno fino a che le opinioni non le si vuol sostenere con le bombe. Ma in questo caso c’è anche un’altra cosa da tenere bene in mente, secondo me.
Siete proprio convinti che una vignetta apparsa su Libero possa configurarsi tra le «Offese all’onore o al prestigio del presidente della Repubblica»?

Ultimo aggiornamento: 2011-07-20 10:17

MIGLIAIA DI MILIARDI DI EURO!

A margine della delibera AGCom che, forte dell’appoggio governativo, ha deciso di arrogarsi le competenze del potere giudiziario occorre segnalare la pagina del Corsera acquistata dalla SIAE per appoggiare tale delibera. Se non avete acquistato il Corriere, nema problema: il testo è doverosamente riportato nel sito SIAE.
Lasciamo perdere la sfilza di firme in calce all’appello; tanto non sono uno di quelli che dice “saranno i primi a finire al muro quando ci sarà la rivoluzione” perché la rivoluzione non ci sarà mai. Concentriamoci invece sul testo. La cosa che colpisce di più è l’uso delle maiuscole, pardon delle MAIUSCOLE. Uomini Liberi, Diritti, Libertà, Cultura, Appello, Dovere, Industria Culturale. Mi sa che hanno visto che noi si parla di Rete e abbiano deciso che la maiuscola è cool.
Ma ci sono frasi tutte in maiuscolo: cito, sperando che non mi venga bloccato il sito per questo evidente sfruttamento illegale.
Sappiamo:
quanto le società di telecomunicazioni, i provider, i produttori di tecnologie digitali e le cosidette “Over the Top” fatturano anche grazie all’utilizzo di contenuti artistici? MIGLIAIA DI MILIARDI DI EURO!
e soprattutto quanto fatturano pseudo imprenditori senza scrupoli che operano nel mondo digitale, evadendo ogni diritto, “alle spalle” di chi crea e investe nella produzione di contenuti? CENTINAIA DI MILIARDI DI EURO!
Un numero urlato è sicuramente importante, e UN NUMERO IN MAIUSCOLO quindi lo è. Però, considerando che il PIL mondiale è di circa 40000 miliardi di euro, mi chiedo se alla SIAE siano capaci a fare i conti. Direi di no, a meno che quella parolina “anche” funzioni come nella barzelletta dove un elefante e una mosca attraversano una boscaglia, e alla fine la mosca si gira e commenta “che bel sentiero che abbiamo tracciato”…
Ma d’altra parte non mi aspetto molto da gente che – in un italiano elementare per venire incontro a quello che pensano essere i loro interlocutori – mi scrive
Ci chiediamo:
cosa sarebbero la Rete e gli strumenti tecnologici per accedervi se nessuno creasse contenuti? UN DESERTO!
Sono solo un po’ più di vent’anni che io creo contenuti (no, non parlo delle pinzillacchere di questo blog) e li lascio amabilmente liberi.. ma non Liberi come vorrebbero loro, dove la Libertà che abbiamo è quella di scegliere come dare loro i soldi anche per le cose di cui non ce ne può fregare di meno. Visto che punire i veri danneggiatori non è così facile, ecco che si fa in modo di bloccare chi è più debole, sperando così di ottenere chissà cosa: il tutto cantandosele e suonandosele, che effettivamente dovrebbe essere il core business della SIAE…

Ultimo aggiornamento: 2011-07-07 07:00