
Marica Mastromarino e Claudio Pellerito,
i due attori di Alla caccia del Teatro
Non garantisco che i due ottenni abbiano capito più di tanto come funziona il teatro, anche se è stato divertente sentire Jacopo dire a Claudio, quando ci eravamo divisi in due gruppi e quindi era lui che doveva spiegare le cose, “Ma allora non sei stupido come dice la prof!”. Mi sa che dovremo un po’ lavorare sul concetto di “magia” del teatro. Ma devo confessare che portare i bambini è stata una scusa per poter vedere in lungo e in largo lo Strehler, passando dagli uffici per arrivare alla sartoria e giù nel magazzino dove sono conservati gli oggetti di scena. Non so se per quest’anno ci sono ancora posti disponibili (l’iniziativa chiude l’11 febbraio), ma se sì fiondatevi!
Ultimo aggiornamento: 2018-01-27 21:39

Il cavalcavia Eugenio Bussa, a due passi dalla stazione di Porta Garibaldi, è un manufatto assolutamente incongruo. Nacque perché il piano regolatore del 1953 prevedeva una strada di penetrazione urbana che proseguisse da viale Zara fino al parco Sempione, buttando giù un po’ di case e oltrepassando appunto la ferrovia: le case sono rimaste e ora trovate un ponte a senso unico con un enorme parcheggio e due striminzite rampe ricavate alla bell’e meglio. Ah, no: c’è anche una pista ciclabile. Arrivando da via De Castilla, si sale su una ripida rampa (con a fianco un marciapiede che però pare invisibile per i pedoni), arrivati in cima si attraversa la strada e si ha un percorso delimitato da cordoli, finito il ponte finisce la pista e si torna indietro perché la carreggiata è a senso unico nella direzione contraria. Se si ha una mountain bike si può tentare di scendere dall’altro lato, nell’erba a fianco della scaletta pedonale. Oppure ci si butta in contromano, il che è comunque scomodo perché si deve continuare in contromano fino a via Farini oppure tornare indietro e infilarsi nelle strade che portano a viale Pasubio. (Io ho smesso di farla da un pezzo in quella direzione, uso il cavalcavia solo per tornare verso casa).
