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scollatura sì, ma…

Un abituale lettore del Corsera online (ma sarebbe anche potuta essere Repubblica, intendiamoci) si potrebbe forse chiedere come mai questa “succosa” notizia sulla scollatura elettorale di una candidata tedesca (e di Angela Merkel) non sia corredata dall’usuale galleria fotografica.
Ma un lettore esperto non avrebbe dubbi in proposito, anche senza andare sul sito della FTD e vedere il video con i manifesti. Da noi la discrimante per la pubblicazione è molto semplice: “è gnocca oppure no?”.

Ultimo aggiornamento: 2009-08-11 13:24

Brava Egle!

Solitamente uso questa categoria per lamentarmi dell’uno o dell’altro giornalista. Questa volta però voglio complimentarmi con Egle Santolini per il suo articolo sulla Stampa di ieri a proposito della copertina di Abbey Road, che il prossimo 8 agosto compie 40 anni.
Da vecchio beatlesiano quale io sono, ho molto apprezzato il vedere scritte su un quotidiano generalista una serie di informazioni corrette ma non ritrite; cosa che non capita molto spesso, purtroppo. Quindi un bravo alla signora Santolini, che ha fatto un bel lavoro di giornalista!

Ultimo aggiornamento: 2009-08-02 14:10

astronomo, astrologo, che cambia?

[astrologo?] Licia mi segnala questo articolo di Repubblica, dove si può vedere come l’astronomo Marco Fulle sia stato promosso a furor di popolo alla professione di astrologo. Evidentemente la signora o signorina Parmeggiani sarà rimasta scioccata dal pensiero che uno invece che guardare le stelle si dedica ai vulcani… oppure immagina che il suffisso -logo indichi “uno che parla di”: insomma un divulgatore.
La cosa più divertente è che nell’occhiello la professione di Fulle è riportata correttamente: situazione paradossale, un po’ come l’uomo che morde il cane.

Ultimo aggiornamento: 2009-07-31 14:53

Come se fosse ancora vivo

Su Tuttolibri di oggi Lelio Demichelis recensisce il libro Il grande inganno del Web 2.0 (ne scrissi anch’io, se ricordate) Niente da dire sulla recensione, per la cronaca anche più positiva della mia; però almeno a me ha fatto parecchia specie vedere la recensione scritta come se Metitieri fosse ancora vivo.
Sì, da un certo punto di vista si può anche immaginare che la recensione non è una marchetta, visto che altrimenti Laterza avrebbe fatto notare a Demichelis la triste coincidenza della morte dell’autore proprio in concomitanza con l’uscita del libro. Però mi sembra comunque che ci sia qualcosa che non va.

Ultimo aggiornamento: 2009-06-27 16:30

Disabitata, per fortuna!

[la Luna è abitata?]
Stefano mi segnala questo lancio di agenzia (mai la parola “lancio” è stata più appropriata), sulla missione di una sonda giapponese che ha preso nuove fotografie della superficie lunare.
Dopo il compimento della sua missione, la sonda è stata fatta precipitare sulla superficie lunare: ma come si può leggere dall’articolo le cose sono state fatte proprio per bene. I tecnici giapponesi si sono premurati di scegliere una zona disabitata: non sia mai che qualcun… qualcos… qualche essere si faccia male!
p.s.: in effetti avrei anche potuto mettere questa notiziola in Povera Matematica. Nella frase prima, infatti, si legge che «l’ultima eruzione di magma vulcanico nei ‘mari lunari’ prima di quanto si ritenesse. E’ accaduto 2,5 miliardi di anni fa e non 3 come gli scienziati avevano ipotizzato.». Manca un verbo, lo so: non è colpa mia. Ma anche se la sintassi italiana fosse corretta, la semantica non lo è per nulla: se pensavo che qualcosa fosse accaduto 3 ore fa e invece scopro che è stato 2,5 ore fa, significa che è accaduto dopo, non prima. Anche se 2.5 e 3 non sono ore ma miliardi di anni, mica cambia nulla!

Ultimo aggiornamento: 2009-06-16 08:00

Giornalismo d’inchiesta all’italiana

Se uno straniero che comprende bene l’italiano ma non è addentro alle italiche vicende venisse in questi giorni in Italia e leggesse i quotidiani, si accorgerebbe che al Giornale hanno preparato una trappola per smascherare… i colleghi dell’Espresso; e che al Corriere della sera pubblicano testimonianze sgrammaticate, mistiche, aeree, linguistiche per un malinteso senso di par condicio rispetto a quanto scritto da Repubblica.
Nel primo caso è chiaro che l’amore fraterno porta Paolo B. a fare di tutto, pur se con scarsi risultati; il secondo caso è più difficile da catalogare e potrebbe semplicemente essere frutto della sempiterna lotta tra i due quotidiani piu venduti d’Italia (eccetto quelli sportivi). Ma il nostro straniero penso ne dedurrebbe che i Veri Poteri Forti in Italia sono i giornali. Perché altrimenti fare inchieste su di essi?

Ultimo aggiornamento: 2009-06-03 08:00

Mamma, ho perso quindici deputati!

[615 deputati?] A quanto pare, il senatore PD Luigi Zanda avrebbe presentato un progetto di legge per ridurre a 500 il numero di deputati e a 250 quello dei senatori, oltre a “cosette” tipo separazione dei poteri delle due Camere, fiducia al premier data solo dalla Camera, e possibilità per il PresConsMin di revocare i suoi ministri in autonomia. Cose non molto lontane dalla riforma elettorale costituzionale tentata dal centrodestra nel 2006 (anche se in quel caso il senato era “federale” e nominato dalle regioni, se non ricordo male) e bocciata dal referendum promosso dal centrosinistra. Solite stupide dialettiche politiche.
Quello che però mi ha lasciato parecchio perplesso è che secondo l’articolista di rep.it il numero attuale di deputati è 615. Sono andato a controllare sulla Costituzione. Articolo 56, comma 2: «Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.»
L’articolo è stato pubblicato alle 8:07 del mattino, e al momento in cui scrivo non è stato corretto. Ma tanto nessuno se ne accorgerà.

Ultimo aggiornamento: 2009-05-27 13:03

Sono giornalista, non posso sbagliare

Lunedì pomeriggio su Wikileaks sono state pubblicate le slide del rapporto Caio sulla banda larga in Italia. Potrebbe essere interessante sapere chi le ha messe, ma quella è un’altra storia. Martedì mattina il Corriere pubblicava la notizia, affermando che «Il sito dove le 105 pagine sono ormai di dominio “pubblico” è Wikileaks, un braccio dell’enciclopedia online Wikipedia nato proprio per strappare dalla segretezza delle decisioni dei governi in giro per il mondo documenti che influenzano le decisioni pubbliche. Almeno da oggi la discussione sarà aperta.»
Peccato che Wikileaks non c’entri nulla con Wikipedia: ne sfrutta implicitamente la fama (nulla di male), ma loro stessi scrivono «For legal reasons, Wikileaks has no formal relationship to Wikipedia. However both employ the same wiki interface and technology.» (le “ragioni legali” credo siano gli avvocati della Wikimedia Foundation). Ieri mattina ho scritto a Massimo Sideri, l’autore dell’articolo, con in copia Marco Pratellesi in qualità di chi per quanto ne so è il direttore di corriere.it:
L'affermazione in questione non è vera: Wikileaks non ha affiliazioni di alcun tipo con Wikipedia, ma si limita a utilizzare la tecnologia wiki che Wikipedia ha reso nota al mondo. È un po' come se un giornale murale pubblicasse un'intervista scottante e io scrivessi che quel giornale è un braccio del Corriere della Sera, visto che entrambi sono stampati...
Gradiremmo pertanto una correzione dell'articolo.
Per Wikimedia Italia, Maurizio Codogno.
La risposta di Sideri, che non copio qua perché è un messaggio privato e a giudicare da come lui scrive potrei poi anche rischiare una denuncia, mostra innanzitutto che il giornalista in questione è convinto che avessi scritto per conto di Wikileaks (brutto colpo al mio ego che pensava che Wikimedia Italia fosse automaticamente associato a Wikipedia) arrampicandosi sugli specchi affermando che non ha scritto né “affiliazione” né “società controllata”, lamentandosi che avessi messo in copia Pratellesi che con lui non c’entra nulla perché lui risponde al caporedattore della sezione economia, e pontificando che se si usa la stessa tecnologia e la stessa grafica vuol dire che almeno in spirito siamo la stessa cosa. Non oso pensare a quello che potrebbe affermare di chi usa i template standard di Microsoft Word.
Ma a parte tutto questo, su cui avrei potuto anche soprassedere, il testo della pagina è rimasto assolutamente intoccato, quando al Corriere sono abituati a correggere le notizie in corsa, indicando nella data che c’è stato un aggiornamento. È una cosa assolutamente da poco, lo so, e non morirà nessuno. Ma anche riscrivere una riga era una cosa assolutamente da poco, eppure nessuno si è presa la briga di farlo. Non certo Massimo Sideri, ma nemmeno il caporedattore dela sezione economia del Corsera – ieri pomeriggio ho risposto a Sideri mettendo in copia anche lui: no, non è arrivata nessun’altra risposta, ma visto l’inizio della nostra interazione mi sarei stupito del contrario. Il giornalismo del XXI secolo è (anche) questo.
(se volete, al riguardo potete anche leggere Frieda)
aggiornamento: (h 19:10) non so se sia perché un VIB ha riportato la notizia, ma il testo online è stato corretto.
aggiornamento: (21 maggio) Pratellesi è il caporedattore, non il direttore, di corriere.it. Mea culpa.

Ultimo aggiornamento: 2009-05-20 10:38