Archivi categoria: curiosita’

quizzini che spuntano fuori all’improvviso

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L’immagine qui sopra, nella versione senza traduzione in inglese (la mia l’ho presa qui, grazie a Stefano), sabato scorso è addirittura apparsa sul sito del Corsera: occhei, l’articolo è di Elmar Burchia, ma non si può avere tutto dalla vita. Per chi non l’avesse ancora vista, il problema, che sarebbe stato “dato come domanda agli esami di ammissione alle elementari a Hong Kong” (io avrei dei dubbi, ma me li tengo), è semplice: occorre dire qual è il numero del parcheggio in cui si trova l’automobile. Già è buffo che a inizio giugno arrivi in giro per il mondo una figura datata novembre 2013. Ma la cosa davvero buffa è che io conoscevo già da molto quel problema – come potete immaginare, ho una certa qual esperienza in questi quiz. Ho fatto una ricerca con Google e ho trovato questa pagina, che retrodata il quiz almeno al novembre 2002.

Da autore di un libro di quizzini matematici so bene che la maggior parte di questi problemi sia scopiazzata da una parte o dall’altra, quindi non mi stupisco di nulla. Quello che invece non riesco a capire è come mai ogni tanto qualcosa spunti da chissà dove per diventare virale: d’altra parte, se lo sapessi, potrei farmi i soldi…

Ultimo aggiornamento: 2014-06-09 15:16

To ensure survey validity, please select “Somewhat Disagree” here

Oggi, mentre cercavo delle informazioni su come trasferire caselle email Outlook, sono finito sul sito Microsoft che mi ha chiesto se poi volevo rispondere a un questionario. Ero di buon umore (prima di scoprire che nel sito non riuscivo a trovare la risposta alla mia domanda, e quindi ho dovuto cercarla altrove) e così ho risposto sì. Compilando il questionario stesso, ho scoperto che l’ultima domanda era quella indicata nel titolo di questo post.
Devo dire che l’idea mi pare interessante: una specie di captcha interno alla forma-questionario…

Ultimo aggiornamento: 2014-05-13 16:32

a Google piacciono i telefonini

Io ho settato il mio Google Calendar in modo che mi vengano mandati via SMS gli avvisi degli “eventi” (per mancanza di un titolo migliore) che mi sono segnato. Ai bei tempi mi ero salvato come “Google” il numero di telefonino (americano) da cui provenivano, cioè +16504509500.
Da alcune settimane, però, gli SMS mi arrivano da numeri italiani che cambiano spesso: al momento ho visto +393484775541, +393497657402, +393490038373, +393497653886, +3493420468976. Non è che stiano chiedendo ai loro dipendenti di spedire direttamente loro gli avvisi?

Ultimo aggiornamento: 2014-05-02 13:41

oclocrazia e blachennomio

Signori, è ora di distinguersi dalla folla e imparare qualche parola nuova. Occhei, probabilmente se siete tra i miei ventun lettori, probabilmente le conoscete già… ma non si sa mai.

Oclocrazia significa letteralmente “governo della massa”, nel senso che le decisioni sono prese dalla massa (scegliete voi se la ggente, il popolo, o i cittadini: tanto non cambia nulla). Il termine è già registrato nei grandi filosofi greci, il che mostra che noi non inventiamo proprio nulla. Inutile dire che per loro l’oclocrazia era una perversione del già pessimo concetto di democrazia; ma i risultati li abbiamo comunque sotto gli occhi tutti i giorni.

Anche blachennomio è una parola di origine antica, per la precisione ellenistica, e significa “tassa sulla stupidità”. Ad Alessandria d’Egitto gli astrologi venivano tassati con il blachennomio proprio perché si facevano i soldi sfruttando la credulità della gente. Per i talebani del politicamente corretto, mi affretto ad aggiungere che “stupido” in questo caso non significa “diversamente intelligente”: il termine blax significa letteralmente “pigro”, quindi uno che ha volontariamente spento il cervello e pertanto è giusto che paghi (indirettamente, nel senso che lui paga l’astrologo e questo versa poi le tasse). Il blachennomio ce l’abbiamo ancora oggi: non tanto nelle tasse sulle sigarette che in effetti servono per avere i soldi per curare i fumatori che si ammalano quanto nelle lotterie. Non siete contentoni?

Ultimo aggiornamento: 2014-04-15 14:53

E poi dicono le coincidenze

Dopo che l’ottimo Chartitalia mi ha rincuorato, mostrandomi come i miei neuroni non fossero tutti bruciati e che il titolo della canzone che avevo sentito ieri era effettivamente “L’arcobaleno” (da non confondersi con la cover italiana di “Over the Rainbow” né con il brano di Gianni Bella portato al successo da Celentano), mi sono fatto un po’ di cultura. Ho così scoperto che:

  • Continuo a non trovare in rete la versione che conosco io, che presumo sia quella dei Senate. Ma probabilmente ce l’ho in un qualche CD a casa.
  • La versione originale inglese è dei Left Banke.
  • Esiste una versione prog (cantata in inglese) nientemeno che la Formula 3.
  • Ma quello che è più incredibile è che la versione davvero originale della canzone non è inglese ma francese, almeno secondo il libro di Bob Leszczak Who Did It First?… libro che è stato pubblicato meno di un mese fa. Secondo Leszczak, fu Sylvie Vartan a cantare Quand un amour renait.

E il tutto senza usare Wikipedia :-)

Aggiornamento: (h 19) secondo Chartitalia (e Billboard…) è Leszczak a sbagliarsi: i Left Banke hanno fatto l’originale nel febbraio 1966 e Vartan una cover a dicembre. Il mondo gira di nuovo nel verso giusto :-)

Ultimo aggiornamento: 2014-04-11 19:10

geografia all’americana

Cristian Consonni mi ha fatto leggere questo articolo del Washington Post a proposito di come gli statunitensi vedano la crisi ucraina. Lascio a voi, se siete interessati, vedere l’analisi dei risultati: quello che a me ha fatto un po’ specie è vedere dove gli americani collocano generalmente l’Ucraina. Assieme alle solite domande, insomma, i sondaggisti hanno chiesto di indicare su una cartina muta ad alta risoluzione dove mai si trovasse quella nazione: i risultati sono mostrati qui sotto (cliccando si vede meglio).

[Dov'è l'Ucraina per gli americani?]

Dov’è l’Ucraina per gli americani?

Intendiamoci: se io dovessi dire dove si trova il Belize (ma anche la Lettonia, tanto per dire) avrei qualche dubbio. Però la zona la beccherei. Qui invece metà degli intervistati ha indicato una posizione lontana almeno 2900 kilometri, con un numero non indifferente di persone che ha indicato una qualche nazione africana e la Groenlandia. Ma il peggio sono i cinque coraggiosi che hanno situato l’Ucraina… nel territorio continentale degli USA! (“non è lì tra Nebraska e Arkansas? O forse è a due passi dalla Georgia?”) Niente male, vero?

Accademia della Crusca: win or fail?

Ho scoperto solo oggi, grazie a Matteo Dell’Amico, questo scambio su Twitter dell’ottobre scorso. Lercio scrive «L’Accademia della Crusca si arrende: “Scrivete qual è con l’apostrofo e andatevene affanculo”», un utente chiede alla Crusca se sia vero, e la Crusca risponte «No.» con un link a un suo vecchio articolo dove spiega che l’apostrofo non lo si può mettere.

Non riesco però a capire perché ci sia chi abbia definito #epicwin quello della Crusca. Prendere sul serio Lercio è a mio parere un #epicfail, al più. (Intendiamoci: io apprezzo moltissimo Lercio, qui stiamo parlando però di qualcos’altro). Io per esempio avrei risposto «affanculo è corretto, *qual’è no.» e poi aggiunto il link. In questo modo da un lato si sarebbe ribadita qual è la forma italiana corretta, dall’altro si sarebbe fatto capire che si apprezzava lo scherzo. Voi che avreste fatto?

Ultimo aggiornamento: 2014-03-24 19:45

Concertazione?

Mantellini si è tolto lo sfizio di spulciare il curriculum di Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Oltre a essere stato un uomo di una sola azienda, esiste una seconda cosa che ho in comune con lui: un periodo da sindacalista. Occhei, io mi sono limitato a fare l’RSU in Cselt mentre Moretti è partito direttamente dalla segreteria CGIL Trasporti per diventarne addirittura segretario – fino a quando divenne Vice Direttore della Divisione tecnologie delle Ferrovie dello Stato. Non trovate però che sia un po’ buffo?

Ultimo aggiornamento: 2014-03-23 17:24