Archivi categoria: curiosita’

Non ci credeva proprio nessuno?

Mi sarei aspettato clacsonate in giro per la Grande Italica Vittoria contro il Nemico Transalpino, vittoria appaiata alla Giusta Sconfitta dei purtroppo-non-più-extra-comunitari (ma tanto sono extracomunitari lo stesso, è chiarerrimo) da parte degli “onesti olandesi” (giuro che questa non me la sono inventata ma copiata dalla homepage di Repubblica.it).
Non che io capisca la ragione di fare un carosello per una qualunque cosa che non sia la vittoria finale; io non lo farei nemmeno in quel caso, ma capisco di essere un po’ talebano.
Conoscendo però i miei connazionali, questo silenzio è un po’ sospetto. Erano davvero tutti convinti, come me del resto, che tanto ci sarebbe stato il “biscotto”?
(O forse la benzina è rincarata così tanto che si cerca di ottimizzare le uscite caciare?)

Ultimo aggiornamento: 2008-06-17 22:51

ePolis è più veloce di Silvio!

Stamattina, visto che non ero in bicletta (ma non preoccupatevi, la ripiglio stasera), ho preso ePolis. Nulla di eclatante da segnalare, se non l’articolo di pagina 16 sulla possibile abolizione delle province dove sono state definite le città metropolitane. Provvedimento un po’ demagogico a mio parere: se si eccettua Milano, dove con lo scorporo di Monza e Brianza la provincia comprende praticamente il solo hinterland e quindi è un doppione della futura (chissà quando) città metropolitana, mi chiedo se Usseglio farà parte della “città metropolitana di Torino” oppure dove la metteranno. [*]
In un guizzo che non mi sarei aspettato dal giornale diretto da Enzo Cirillo, viene fatto notare che tutte e nove le città metropolitane sono “governate da centrosinistra” (sic), ma soprattutto vengono intervistati il fiorentino Renzi e il torinese Saitta, che vedono la cosa in maniera opposta. Ma ePolis accomuna i due presidenti provinciali in una cosa: sono definiti il primo “sindaco di Firenze” e il secondo “primo cittadino di Torino”. Qualcuno potrebbe spiegare all’anonimo articolista che forse la proposta berlusconiana non è già entrata in vigore?
[*] Questa volta non si parla dell’abolizione di tutte le province, cosa che ha una sua logica interna, ma solo di una piccola parte.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-17 13:20

Andrea si è persa

Non parlo della lettura GLBT dell’omonima canzone di De André, ma di questo articolo di rep.it, sulla dura lotta legale (siamo arrivati alla Corte d’Appello, con una rapidità inusuale visto che sono passati solo sette mesi) di una coppia di genitori che vuole chiamare la propria figlia Andrea mentre la legge italiana prevede che quello sia solo un nome maschile.
Premesso che dal mio punto di vista quei genitori sono imbecilli, non tanto per la legge quanto perché voglio vedere che cosa farà la piccola quando andrà a scuola e la prenderanno in giro – e ancora le andrà bene che non viene più spedita la cartolina rosa… – mi chiedo perché bisogna occupare le risorse dello Stato in questo modo. Se e quando la ragazza si sentirà dileggiata potrà (e avrà tutto il diritto di) chiedere di cambiare il proprio nome, ma adesso lasciatela in pace!

Ultimo aggiornamento: 2008-06-16 10:11

calcio e automobili

Oggi verso le 19 sono andato al supermercato a fare la spesa di fine settimana, raggiungendo Anna che stava tornando dal lago di Garda con l’auto. L’idea era “facciamo la spesa mentre sono tutti a guardare la partita”. In realtà c’era parecchia gente all’Esselunga, anche se perlomeno ci si poteva muovere tra gli scaffali.
Però il controviale di viale Zara in direzione Cinisello, che il venerdì tardo pomeriggio è completamente bloccato, oggi era assolutamente tranquillo; e persino il primo piano del parcheggio Esselunga era mezzo vuoto.
A questo punto inizio a sospettare una certa correlazione tra l’uso dell’automobile e il tifo calcistico.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-13 20:53

Repubblica fa le pentole ma non i coperchi

Fatto: ieri c’è stata la seconda definitiva rottura delle trattative tra Microsoft e Yahoo!, e un contestuale accordo pubblicitario tra Yahoo! e Google. Repubblica, che è sempre sulla notizia, ha capito tutto e ha messo in homepage la notizia “Yahoo! dice no a Microsoft che si consola con Google”, con sottotitolo che afferma tra l’altro “Così il gigante di Redmond stringe con Mountain View una partnership, non esclusiva […]”. Vedi Mantellini per documentazione. Poi qualcuno in redazione si è svegliato, e ha corretto il testo; adesso è “Yahoo! dice no a Microsoft e si consola con Google”, e nel sottotitolo abbiamo “”Ma poi l’azienda stringe con Mountain View una partnership, non esclusiva […]”. Vedi cfdp per documentazione.
Tutto bene quel che finisce bene? No, per nulla. Se avete effettivamente cliccato sui link, vi sarete accorti che c’è anche un’immagine, con i due loghi di Microsoft e Google: immagine che andava bene nella versione originale e fallace della notizia, ma che non ha nessun senso nella versione corretta e corretta, visto che il vero soggetto è Yahoo! che non appare. Vediamo se e quando ci sarà qualcun altro che si sveglia… (la mia previsione è che rimarrà così fino a che la notizia non uscirà dalla homepage)
Aggiornamento: (12:40) Ho sbagliato. Hanno modificato la notizia mentre scivolava in basso e tolto l’immagine. Si vede che non avevano grafici a disposizione.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-13 09:38

Ma si rivota?

Leggo sul Corsera che sono stati chiesti gli arresti domiciliari per un senatore eletto all’estero (non preoccupatevi, tanto il Senato non darà l’autorizzazione…).
Quello che però mi sembra molto strano non sono tanto i capi di accusa che occupano mezza pagina e riguardano le passate elezioni politiche, quanto il motivo della richiesta di arresto: “per il giudice delle indagini preliminari potrebbe reiterare i reati”. I tempi della giustizia sono così lunghi da immaginare che sarebbe ancora libero per le prossime elezioni?

Ultimo aggiornamento: 2008-06-12 20:05

Oggi sui giornali: siti sociali!

Potrei parlare de La Stampa che parla di Muxtape per andare sull’amarcord “Ah, quando scopiazzavamo illegalmente la musica con le cassette audio” (la parola “illegalmente l’hanno messa loro, io l’ho solo copiata).
Però preferisco notare come Repubblica sia sempre sulla notizia e, per la penna del loro corrispondente Enrico Franceschini, abbia sparato un articolo: “Metti i tuoi romanzi sul Web – ecco la libreria dei sogni”. Dal titolo ovviamente non si può assolutamente capire di che cosa si tratti: uno direbbe magari che serve per inviare in rete i testi dei libri preferiti un po’ come ci si scambia gli mp3 musicali. Molto più semplicemente, si parla di LibraryThing, il più grande sistema di condivisione di titolidi libreria. In pratica, uno può crearsi il catalogo dei propri libri e poi interagire con gli altri utenti per vedere i commenti altrui, le persone con la biblioteca più affine e così via, oltre a potere avere tutta una serie di informazioni letterarie. Tutto bello, ma il buon Franceschini si è dimenticato di dire che librarything è gratuito solo per chi vuole inserire meno di 200 libri; un qualunque lettore forte ne ha letti molti di più. In Italia i lettori forti non saranno tantissimi, ma sono agguerriti, e più o meno casualmente si sono rivolti ad aNobii, un bel po’ più piccolo (“solo” cinque milioni e rotti di libri a oggi), con qualche problema sui libri senza ISBN, ma sicuramente più vivace. Ma i lettori di Repubblica non potranno saperlo.
Oh, intendiamoci: oggi sulla BBC c’era un articolo a proposito delle nuove funzionalità di GMail, dove veniva spiegato che “I nuovi sviluppi, disponibili solo in UK e negli USA, appaiono come una scritta rossa in cima alla pagina.” In due righe due errori, visto che gli “sviluppi” sono tranquillamente disponibili anche per noi che viviamo alla periferia dell’impero (almeno per me che ho l’inglese come lingua di interfaccia gmail) e il “red tab” serve solo ad avvisare la novità, ma sono disponibili dalla pagina dei settaggi come sempre. Insomma queste cose non capitano solo da noi.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-07 16:14

fotografie multifunzione

Leggo – anzi vedo – da Luciano due pubblicità (Network Solutions, quelli che gestiscono i nomi a dominio .com, e Parco Leonardo, un mega centro commercioresidenziale romano made in Caltagirone) hanno usato la stessa modella. Anzi, la stessa foto della stessa modella, giusto stampata nell’altro verso. Complimenti a Luciano per essersene accorto, tra l’altro: a me non sarebbe mai venuto in mente.
Immaginando che l’art contattato dai Caltagirone non abbia riciclato la foto usando un po’ di Photoshop, l’unica spiegazione logica che mi rimane è che qualcuno prepari un set di fotografie standard, e poi le offra – spero scontate – a chi non ha proprio voglia di avere uno straccio d’idea. Insomma, un po’ come le clip art tutte identiche che ormai appestano le presentazioni aziendali e no, ma a un livello più alto.
Creatività, questa sconosciuta.

Ultimo aggiornamento: 2008-06-07 11:42