Le dimissioni a catena di questi ultimi giorni nel centrodestra sarebbero dovute avvenire molto più sparpagliate negli anni. Perché non è stato così? Perché Meloni riusciva a nascondere le solite crepe dietro di sé e la sua immagine pubblica. Peccato che ELLA si sia convinta di essere ormai invincibile e abbia imposto una riforma costituzionale blindata, cosa che evidentemente non è piaciuta all’elettorato. A questo punto tutto il castello è cascato, e i nodi sono venuti al pettine.
A parte queste rese dei conti interne (non solo a Fratelli d’Italia, anche Forza Italia è pesantemente coinvolta; la Lega qui era più defilata, ma la calendarizzazione immediata di una proposta di legge elettorale che la punirebbe è un brutto colpo) non penso che succederà molto. Non tanto perché non mi pare che l’accozzaglia il campo largo possa approfittarne, quanto perché secondo me il voto non è poi stato così tanto politico quanto qualcuno vuol far credere. Insomma, non penso a elezioni anticipate né a un piccolo cabotaggio, ma mi aspetto che ELLA sarà molto più cattiva (ahò!).
(Nota: mi è passato sull’ex Twitter un post dove una fan delle norme ora cassate se l’è presa con il 15% di persone – quorum ego – che «ha votato no contro Meloni e la maggioranza democraticamente eletta, e basta.». La domanda che sorge spontanea è “e allora perché secondo te è prevista la possibilità di votare, possibilità del resto richiesta inizialmente proprio da Meloni & friends?”. Ma non valeva la pena di scriverlo lì)
Ultimo aggiornamento: 2026-03-26 18:18