Tra i dodici membri della Banda dei Sessisti ci sono nove maschi e tre femmine. La banda non si chiama davvero così, ma visto che tutti i membri hanno la pessima abitudine di fare commenti sessisti verso i membri della banda di sesso opposto, il nome è particolarmente appropriato. Supponiamo che tutti, maschi e femmine, abbiano lo stesso tasso di commenti: è evidente che le donne ne riceveranno di più, essendo in minoranza. Ma quanti di più? Il triplo, visto che i maschi sono il triplo delle femmine? No, nove volte.
Se non ci credete, sostituite i commenti con delle palline colorate, e immaginate che ognuno dei membri della banda ne abbia nove che distribuisce uniformemente. Le tre ragazze ne daranno una a ciascun ragazzo, che dunque ne riceveranno in tutto tre; i nove ragazzi ne daranno tre a ciascuna ragazza, che quindi ne riceverà 27. In altri termini, a parità di tasso di commenti sessisti quelli verso il sesso in minoranza sono proporzionali al quadrato del rapporto numerico tra i sessi. Come avete visto, la matematica alla base di questo risultato non è poi complicata, ed era già stata notata durante la prima guerra mondiale con la legge quadratica di Lanchester, che così ad occhio ha anche una qualche correlazione con gli attacchi delle armate a Risiko :-) (No, non è così, le regole per definire il vincitore sono diverse, non foss’altro che perché se il lancio del dado dà lo stesso risultato il difensore vince). Ma la prima volta che è stato applicato al sessismo è stata il 2013, quando l’informatica Karen Petrie l’ha messo nero su bianco, e (stranamente) è stato definito il moltiplicatore di Petrie. Non è ovviamente un caso che a trovarlo sia stata una donna in un campo accademico dove le donne sono in minoranza. Non so se sia un segno di sessismo il fatto che né Gemini né ChatGPT sanno cosa sia il moltiplicatore di Petrie, nonostante ci sia da anni una voce di Wikipedia al riguardo…
Chiaramente sapere che il sessismo è esacerbato dal diverso rapporto tra maschi e femmine non lo scusa, anzi: bisogna capire che bisogna essere ancora più attenti a quello che si dice. Ma almeno conoscere il meccanismo permette di spiegare perché dice “che c’è di male? lo fanno anche loro” non è affatto la risposta giusta.
Ultimo aggiornamento: 2026-03-25 09:56