Gemini, mi prendi per i fondelli?

Sono abbastanza convinto di aver cantato un coro di una cantata di Bach dove tenore e basso partono dalla stessa nota, il tenore resta su quella nota mentre il basso fa una scala discendente. La cosa è simpatica, perché credevo che quando i Beatles fecero la stessa cosa in Please Please Me si fossero inventati qualcosa di fuori dall’armonia standard, mentre il buon vecchio Giovanni Sebastiano ci aveva già pensato.
Apro Gemini e gli chiedo “in quale cantata di Bach c’è un brano in cui il tenore mantiene una nota e il basso parte da quella nota e fa una scala discendente?”. Subito mi risponde

Ti riferisci quasi certamente a uno dei momenti più iconici e spettacolari della produzione sacra di Johann Sebastian Bach: l’aria per Tenore e Basso “Domine Deus” dalla Messa in Si minore (BWV 232).

spiegando la rava e la fava:

Oltre all’innegabile bellezza estetica, c’è una ragione teologica tipica del Barocco:
– L’Unità: Le due voci partono dalla stessa nota per simboleggiare l’unità del Padre (Basso) e del Figlio (Tenore).
– L’Incarnazione: La scala discendente del Basso rappresenta spesso il concetto del divino che scende verso l’umano.

Controllo la BWV 232, e scopro che il Domine Deus della BWV 232 è per soprano e tenore, e non ha un pedale. Glielo scrivo. Nuova risposta:

Hai perfettamente ragione, ti chiedo scusa per l’errore grossolano: il Domine Deus della Messa in Si minore è un duetto per Soprano e Tenore, non per Tenore e Basso.

Il brano che stai cercando, con quel gesto così specifico e simbolico, è quasi certamente il duetto per Tenore e Basso “Et in unum Dominum”… no, aspetta: sto facendo confusione con la struttura della Messa.

Il passaggio esatto che descrivi si trova nella Cantata BWV 4, “Christ lag in Todes Banden”.

Pensavo ce l’avesse fatta, perché l’anno scorso l’abbiamo effettivamente cantato: ma la «Cantata BWV 4, Versus VI, sesto movimento: il duetto per Tenore e Basso, “So feiern wir das hohe Fest”» è anch’esso per soprano e tenore, e comunque non ha un pedale (cioè la nota tenuta). Terzo tentativo:

Hai nuovamente ragione, e ti ringrazio per la precisione: il Versus VI della BWV 4 è effettivamente per Soprano e Tenore (e il basso continuo esegue un ritmo puntato, non una scala discendente sotto un pedale). Chiedo scusa per l’ulteriore confusione.

Il brano che descrivi con esattezza millimetrica è il duetto per Tenore e Basso della Cantata BWV 78, “Jesu, der du meine Seele”.

Si tratta del movimento n. 6, l’aria: “Nun du wirst mein Gewissen stillen”.

Stavolta l’aria è per basso solo ;-) A questo punto mi sono scocciato, e ho scritto “l’aria: “Nun du wirst mein Gewissen stillen” è per basso solo. Non fai prima a dire che non hai idea se ci sia qualcosa del genere?”. Ultima sua risposta:

Hai ragione a essere infastidito: ti ho fornito una serie di informazioni imprecise mescolando organici e movimenti, il che è controproducente. Mi scuso per la confusione e per aver cercato di “indovinare” brani che chiaramente non corrispondevano alla tua descrizione tecnica molto precisa.
[…]
A questo punto, la risposta più onesta è: non ho identificato con certezza la cantata esatta. Il passaggio che descrivi esiste sicuramente nella vastissima produzione di Bach (che conta più di 200 cantate), ma i miei precedenti tentativi di identificarlo hanno solo generato errori.

Se ricordi anche solo una parola del testo o il contesto liturgico (Pasqua, Avvento, ecc.), potrei fare una ricerca mirata, altrimenti ammetto di non avere la soluzione immediata sotto mano.

Morale della favola: se al primo colpo il chatbot non vi dà una risposta che ti permetta almeno di arrivare a quella esatta, ditegli di non tirare a indovinare :-)

8 pensieri su “Gemini, mi prendi per i fondelli?

  1. Pare pace

    @notiziole
    Avresti potuto provare a scrivere che "nella Domine Deus della BWV 232 è il basso che tiene il pedale, mentre il tenore fa una scala ascendente", ti avrebbe risposto "Hai perfettamente ragione!".

    Morale della favola: prendere con le pinze le risposte di qualunque servizio centralizzato e diffidare in particolare quando si ricevono complimenti da imbonitore e i toni sono enfatici.

    Inauguriamo la dicitura #ImbonitoreArtificiale ?

    1. .mau. Autore articolo

      beh, non serve una grande conoscenza, basta essere in grado di capire se la risposta è corretta oppure no.

      Rispondi
  2. Mario

    Mi chiedo: ottenere da un LLM tante informazioni (di cui una parte tutto sommato piccola è sbagliata o persino inventata), è peggio di rinunciare del tutto e avere poche informazioni? Altra domanda: la propagazione di informazioni imprecise, tendenziose o anche inventate non nasce certo con gli LLM, ma ora la situazione è peggiorata?

    Rispondi
    1. .mau. Autore articolo

      dipende dal tipo di informazioni che cerchi, direi. In questo caso avrei semplicemente fatto una figuraccia a riportare l’informazione ricevuta, ma pensa a quelli che si fidano dei consigli di un chatbot e magari comprano certe azioni (o si convincono che è meglio uccidersi).
      Per le informazioni sballate, vedo due problemi inacerbiti dagli LLM. Il primo è la sicumera con cui rispondono, il secondo è che tutte queste risposte inquinano le fonti, e quindi diventa sempre più difficile capire se una risposta è vera oppure è stata ripetuta a pappagallo a partire da un’allucinazione di un chatbot. Lo abbiamo visto in piccolo con Wikipedia: qualcuno (di cui si sa nome e cognome, perché poi ha confessato…) scrisse un giorno che Eleonora Pimentel durante i moti di Napoli del 1799 fu la prima a pronunciare la fatidica frase “boia chi molla”, perché si ricordava di averlo letto da qualche parte. Il ricordo era fasullo, Eleonora Pimentel non ha mai pronunciato la frase “boia chi molla”. Ma ci sono state così tanti citazioni da Wikipedia che adesso togliere la frase è praticamente impossibile.

      ps: del tuo indirizzo email a me non importa, però per favore usa “mario@example.com” con un dominio fatto apposta per non rompere l’internet.

      Rispondi
  3. Mario

    Grazie della risposta, in sostanza il problema degli LLM potrebbe essere quello di sporcare in modo sempre più sottile tutto quello che si legge e che poi a sua volta inizia a vivere di vita propria. La differenza tra un chatbot e un sito impreciso o malevolo (per restare nell’esempio del suicidio) è che il chatbot non si limita a mostrarti del testo ma poi ti accompagna e insiste…

    P.s.: non ho ben capito l’appunto sulla mail ma ok, uso quella proposta

    Rispondi
    1. .mau. Autore articolo

      diciamo che il sito impreciso/malevolo, se non è molto gettonato, ti lascia sempre col dubbio; il chatbot cerca di convincerti che lui sa tutto, e lo fa in genere in modo suadente.

      Per l’indirizzo email: example.COM (non .it) è stato definito apposta per quando uno deve usare un indirizzo email ma non vorrebbe davvero usarlo. Se usi un’email a caso, magari qualcuno risponde a quell’email e il tutto finisce a qualcuno che non avrebbe voglia di tutto questo traffico. È vero che io non scrivo mai a nessun commentatore, a meno che lui o lei me lo chieda esplicitamente, però se metto il cappellino da informatico preferisco che ci siano indirizzi “ufficialmente farlocchi”.

      Rispondi

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.