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ia 2026, IA e informatica

Il Bach benchmark

il corale creato da aug5th con chatGPT-6 AstraFar fare matematica a un LLM sta diventando abbastanza facile. Ma come se la cavano con la musica? Il substack Augmented Fifth ha come tema “the intersection between classical music & AI” e ha ideato un benchmark: fare scrivere a un LLM un corale nello stile di Bach. Per chi non è un esperto musicale, questi corali (che poi sono quelli della tradizione luterana) hanno 16 battute divise in quattro gruppi di quattro, si cantano a quattro voci e hanno una struttura fissa, con una modulazione (un cambio di tonalità) nel terzo gruppo per poi ritornare alla tonalità di partenza. Questo è il risultato ottenuto con ChatGPT-6 Astra. Non è certo perfetto, come ha fatto notare Juan Ramón Salgueiro; aggiungo che almeno al mio orecchio è abbastanza palloso, non solo Bach avrebbe fatto molto meglio ma anche i compositori minori dell’epoca ce l’avrebbero fatta.

Detto questo, il risultato è comunque incredibile visto che non penso che questi sistemi abbiano un modello per la musica. Io, fedele al mio motto “tutto e male”, scrissi tre corali tra il 1999 e il 2001. Li trovate sul mio sito: prima o poi li convertirò in Lilypond così il MIDI verrà fuori meglio. È vero che non ho studiato seriamente armonia, conosco solo le regole di base, ma sarei stato bocciato perché sono pieni di quinte e ottave nascoste (quelle parallele spero di averle tolte tutte), che nella musica classica sono un peccato mortale. Insomma ho un’idea di cosa si può fare e cosa no con la musica, e vi garantisco che avere un corale funzionante non è banale…

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<em>Il clocco</em>

Dopo il successo della trasmissione The Clock di due anni fa, dove venne fatto un excursus anno per anno sul rock in occasione del cinquantesimo anniversario di “Rock Around The Clock”, Radio Popolare ci riprova con Il clocco, vale a dire la versione de noantri. Si è partiti ieri sera (21-22:30) con i tre anni dal 1956 al 1958, raccontati musicalmente da Ezio Degradi che è come il prezzemolo.
Mi sono accorto che la musica italiana era lenta. “Grazie dei fior” me la ricordavo molto più veloce, probabilmente perché noi oggi siamo abituati a ritmi ben diversi. Perfino “Come prima” di Tony Dallara oggi sarebbe stata cantata un po’ più velocemente, immagino. Per il resto, mi sono convinto ancora di più che Fred Buscaglione ha fatto un lavoro di rottura estrema con la tradizione italiana – più di Modugno con “Nel blu dipinto di blu” – e non è un caso che risulti ancora moderno.

Ultimo aggiornamento: 2006-08-02 17:39

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