Ma a che servono le primarie?
Cosa è successo nelle elezioni amministrative di quest’anno? tante cose.
A Palermo Leoluca Orlando si è arrabbiato per il risultato delle primarie del centrosinistra, si è candidato per conto suo, e ancora un po’ e vinceva al primo turno, sbaragliando poi l’opponente al ballottaggio.
A Belluno il candidato che ha perso le primarie del centrosinistra si è arrabbiato, è uscito dal PD, si è presentato e ha vinto al ballottaggio contro il candidato “ufficiale” PD (ma lì secondo me ci sono altre dinamiche, leggi anche alla voce Parma).
A Cuneo parte del PD si è dissociato dal risultato delle primarie del centrosinistra dove aveva vinto un candidato che sembra essere vicino a Rifondazione (ma esiste ancora?), hanno dato l’appoggio a un centrista, e così ha vinto la DC (oops, intendevo “l’UDC”. Ma la bianca Cuneo io continuo ad associarla alla DC)
Cosa c’è in comune? semplice: ci sono state delle scelte pubbliche e qualcuno ha deciso “non gioco più”, e ha sovvertito il risultato “democraticamente ottenuto”. Se non l’avesse sovvertito non ci sarebbero stati grossi problemi: così forse il centrosinistra dovrebbe chiedersi se avere importato un sistema che va bene per gli americani, che andrebbe bene per i francesi (il doppio turno alla francese non vede necessariamente solo due candidati al ballottaggio, ma ci sono gli accordi preelettorali che fanno ritirare il candidato che ha preso meno voti: vi vedreste una cosa simile in Italia?) sia stata una grande mossa. Altro che vittoria senza se e senza ma…
