La scuola islamica di via Ventura
Beh, già il titolo sarebbe sbagliato (si sarebbe dovuto parlare più propriamente di scuola egiziana): ma visto che identico errore l’ho fatto l’anno scorso preferisco mantenerlo, tanto non è quello il problema.
Abbiamo questi genitori egiziani che non vogliono assolutamente che i loro bambini frequentino la scuola pubblica italiana, e quindi hanno brigato per ottenere una scuola con un programma misto, che permetta di avere l’abilitazione sia secondo l’ordinamento italiano che quello egiziano. Personalmente non è che apprezzi così tanto l’idea di un isolamento di questo tipo, e avrei preferito una gestione per così dire “mista” (i bambini in una scuola statale, e alcune ore sostitutive o aggiuntive con i programmi egiziani): ma di nuovo, il problema non è quello.
Da quanto ho capito leggendo i giornali, la scuola viene bloccata non tanto per i programmi quanto perché l’edificio dove si tengono le lezioni non sarebbe a norma per agibilità. La cosa è possibile, e capisco la necessità di imporre degli standard qualitativi anche per i luoghi di studio, e non solo per le materie. Però sarebbe stato più serio trovare una soluzione temporanea per i bimbi presso un’altra scuola: con un po’ di buona volontà, un qualche modo lo si sarebbe trovato. Oppure si poteva esplicitamente dire “no, quella scuola non la vogliamo punto e basta, nemmeno se fosse sita nel Paradiso dello Studente”. Scelta deprecabile, ma almeno onesta. Peccato che fare le cose alla luce del sole non sembri più di moda…
