_La mente nuova dell’imperatore_ (libro)
Questo libro (Roger Penrose, La mente nuova dell’imperatore [The Emperor’s New mind], Rizzoli 20022 [1989], pag. 622, € 10.50, ISBN 8817865524, trad. Libero Sosio) lo definirei di “filosofia della scienza”; Penrose tratta una quantità incredibile di argomenti – dalla computabilità secondo Turing alla meccanica quantistica, alla fisiologia del cervello – per cercare di rispondere alla domanda “la nostra coscienza è limitata dal teorema di indecidibilità di Gödel?” che poi è un modo diverso di dire “la coscienza è qualche cosa di algoritmico oppure no?”. Il percorso mostrato nel libro è estremamente interessante e spiegato con relativa chiarezza, per quanto possano essere chiari i temi trattati; vale la pena di leggere il libro semplicemente per quello. Le conclusioni filosofiche di Penrose mi paiono invece piuttosto deboli. Intendiamoci: non che io abbia la Risposta, anzi; però l’idea che la mostra mente possa operare a livello quantistico e quindi non abbia i limiti gödeliani mi pare un po’ troppo ad hoc per potere essere considerata valida razionalmente e non fideisticamente. La traduzione è scorrevole, ma almeno nella prima edizione rilegata che ho letto alcuni termini tecnici – “supercorde” invece che “superstringhe” a pagina 9, “calcolo lambda” invece che “lambda-calcolo” a pagina 79 – sembrano essere stati tradotti senza verificare come sono effettivamente chiamati in italiano. Inoltre in vari punti (pagine 168 e 171, e nell’ultimo capitolo) si trova logaritmico invece che algoritmico: non è che siano proprio dei sinonimi…
