Blu PD
Se non ho capito male, per molti la notizia più interessante sull’ultimo (in tutti i sensi…) congresso dei DS della scorsa settimana è stata la playlist che Luca Sofri (quello giovane, insomma) aveva preparato. Sempre se non ho capito male, uno dei brani più cantati è stata la splendida Il cielo è sempre più blu del buonanima di Rino Gaetano – tra l’altro, mi stupisco che l’ottimo Chartitalia non ne abbia accennato. Il brano avrebbe dovuto indicare anche metaforicamente il passaggio di colore dal rosso – molto stinto – dei DS al blu del PD, sulla falsariga dell’omonimo partito statunitense.
Tralascio il pensiero che il blu è un colore molto vicino all’italoforzuto azzurro, e le logiche conseguenze sulla cromatica contiguità dei due “partiti”, e mi dedico a una banale analisi canzonettistica. Ma i cantatori congressisti hanno provato ad ascoltare le parole che modulavano più o meno armoniosamente? Il testo di quella canzone è assolutamente sfascista, nel senso che Rino faceva vedere il bello e soprattutto il brutto della nostra Italietta e terminava con il ritornello che a me è sempre sembrato dire “ecchissenefrega”. Occhei, probabilmente dal suo punto di vista la cosa era ironica, ma prenderlo come inno ufficioso dei Democratici mi sembra davvero troppo!

Chi mi conosce lo sa: generalmente non sopporto di stare a guardare un video. Assommiamoci poi la pessima abitudine di essere bombardati da mille informazioni, il che porta inevitabilmente, almeno per me, a una perdita della mia capacità di concentrazione. Ciò detto, credo che si possa comprendere come l’avere accompagnato Anna a vedere