Alitalia oggi
A parte la battutina di stamattina, credo sempre più nell’imminente fallimento di Alitalia, e devo dire che la cosa non è che mi impedisca di dormire la notte. Mi sono anche oziosamente chiesto di chi è la colpa, e le risposte che mi sono dato credo non siano completamente in linea con gli altri commentatori più o meno augusti.
Ad esempio, secondo me Berlusconi non ha colpa. Occhei, messa così è un po’ brutale, visto che le sue dichiarazioni dell’ultimo mese sono state la base per tutto quello che è successo. Ma una qualunque persona raziocinante sapeva perfettamente che stava raccontando delle balle giusto per recuperare un po’ di voti, e se si è basato su queste balle pensando di ottenere chissà che cosa il problema è suo, non di Sìlviolo. Chissà se adesso costoro si sono accorti che avere l’Expo a Milano non cambia assolutamente nulla; a dire il vero, magari ad Air France questa cosa rompeva anche più le scatole. Tanto non importa, se uno non ha ancora capito come opera Berlusconi non potrà certo cambiare idea.
Tutto questo porta subito al sindacato, anzi ai sindacati. Non so quante sigle sindacali siano presenti in Alitalia, tra confederati, autonomi e altro. So solo che sono troppe, e che mi sembrano più occupate a lottare tra loro che a farlo per i lavoratori. Nessuna sigla che abbia avuto il coraggio di dire “Non va bene, ma capiamo di dovere accettare: negoziamo solo un’uscita [ribadisco, uscita] soft per chi non si può tenere”. Al limite, però, avrei anche apprezzato qualcuno che rifiutasse chiaramente di trattare, per la serie “si muore tutti insieme”. Invece no: tutti a dire “la proposta è irricevibile” sperando in chissà quale folgorazione di Spinetta sulla via di Malpensa. Il risultato lo si è visto.
Restano infine i tempi infiniti di Prodi e Padoa Schioppa per far partire la cerca delle offerte. È vero che alla fine ce l’hanno fatta, il che non si è certo potuto dire di Berlusconi: ma quando una compagnia è così malmessa non sarebbe meglio cercare una cura il prima possibile? No? Aggià, siamo in Italia.
