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soglia di maggioranza

Stamattina, mentre facevo colazione e ascoltavo con mezzo orecchio la rassegna stampa di Radio Popolare, ho sentito che qualcuno si è chiesto perché vengono dati tutti questi numeri (prima il 35%, poi il 40%, ora pare il 37%) sulla soglia richiesta perché scatti il premio di maggioranza. La Consulta infatti ha solo affermato che è incostituzionale che il premio possa in teoria essere assegnato con una percentuale di voti minuscola, ma non ha ovviamente specificato quale sia la soglia minima. Purtroppo non ho fatto caso all’autore dell’articolo – credo sul Corriere – che aggiungeva che il guaio è che non è facile scegliere un valore per così dire naturale.

Niente paura, ci penso io! La mia proposta è che la soglia per il premio di maggioranza sia posta al
36,78794411%. No, non è un numero scelto a caso, ma è il valore (troncato) di 1/e, cioè dell’inverso della costante di Eulero alla base dei logaritmi naturali (e di una sbalardata di altre cose: e se la gioca con π nel campionato della Costante Irrazionale Più Ubiqua). Nessuno può negare che questa percentuale non abbia un significato che trascenda le annose beghe della politica; non provate a tirare fuori la trita scusa che il valore ha in realtà un numero infinito di cifre, perché l’ho appositamente troncato a un punto tale per cui ulteriori cifre aggiunte equivalgono a meno di un singolo elettore.

Purtroppo sono venuto a sapere che c’è chi ritiene tale soglia troppo bassa e spinge per salire al 38,196601125% (cioè 1−(1/φ), per chi non se ne fosse accorto a prima vista). Ma dovrebbe essere chiaro a tutti che una simile scelta è irrazionale!

Ultimo aggiornamento: 2014-03-10 10:31

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Il sessismo di Facebook

Facebook ha deciso che una persona può essere limitata a doversi specificare o come “maschio” o come “femmina”, e ha così aggiunto una cinquantina di opzioni possibili (a scelta multipla), da Gender Nonconforming a Two-Spirit. E dopo tutte le discussioni con le associazioni LGBT hanno lasciato fuori l’unica vera denomimazione su cui non ci sono mai stati dubbi o diatribe: Whatever.

Ultimo aggiornamento: 2015-05-03 19:05

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nomenclatura pentastellata

Come certo sapete, beppegrillo(tm) e i suoi apostoli parlano sempre di “pidielle e pidimenoelle” per indicare le altre due compagini principali nel quadro politico italiano. Bisogna riconoscere al Vate di Sant’Ilario di essere stato tra i primi a comprendere l’irrilevanza del cosiddetto Centro, mostrando la Via a Pierferdi: però devo lamentarmi della sua scarsa correttezza grammaticale.
Che cosa può voler dire “pidimenoelle”? Nella sigla “PD” non c’è nessuna l; nemmeno nel nome completo “Partito Democratico” ce ne sono, a meno di usare una plonuncia cinese. Per indicare che il PD è la stessa cosa del PDL ci sono molte possibilità: “pidiellemenoelle”, che convengo sia un po’ lunghetta, oppure “pidisenzaelle” che dal mio punto di vista è preferibile.
Poi si può anche decidere di usare un solo termine per entrambi i partiti, cosa che porterebbe anche dei risultati impliciti come una migliore asserzione dell’uguaglianza: “pidiparentesielle” è forse un po’ criptico in forma scritta, però presenta il vantaggio di permettere una gestualità tale durante la sua pronuncia da aggiungere il sottinteso “vi faccio un culo”. Infine, se e quando lo zip war aiganon funzionerà, potremmo aggiungere una parte di riconoscimento di espressioni regolari e scrivere “PD[L]?”. Non è bella l’informatica?

Ultimo aggiornamento: 2013-04-08 12:53

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I follower dei bot su Twitter – un’anticipazione

Sono certo che tutti voi avete sentito parlare – non foss’altro che per le polemiche che sono esondate anche sui media mainstream – della ricerca di Marco Camisari Calzolari intitolata «Analisi sui follower di Beppe Grillo su Twitter» e di cui potete per esempio vedere un abstract su Lettera43. Il tema mi ha stranamente appassionato – dico “stranamente” perché queste beghe da pollaio in genere mi stufano – e così negli ultimi giorni ho approfondito la questione, soprattutto da un punto di vista statistico. La prossima settimana pubblicherò su un importante sito il mio saggio «Bot e umani su Twitter: una relazione multilaterale»: ma sono certo che i miei ventun lettori umani (non saprei dire i miei 153 lettori bot) apprezzeranno questo abstract.
Come molti – per fare solo un esempio, Gianluca Neri – hanno fatto notare, Twitter è un social media che rende molto semplice creare finti account, siano essi vettori di spam oppure semplici mattoni per dare l’illusione di avere un certo numero di follower (“seguaci”); ma la cosa non è così semplice. Tra gli ultimi miei follower ci sono infatti per esempio “salto in alto” e “Babbo Diminchia” che presumibilmente sono persone reali. D’altra parte comprare un certo numero di finti follower è così economico che si può persino immaginare qualcuno che decida di rovinare l’immagine di un suo rivale comprando un pacchetto di seguaci per l’account dell’avversario e poi andando a gridare contro i presunti suoi maneggi. La mia metodologia di ricerca è stata pertanto completamente diversa: data una definizione di bot come “account senza avatar (la loro immagine appare come un uovo) né contenuto nemmeno retwittato, salvo un eventuale picco nel primo giorno”, sono andato a studiare i follower di questi account.
La mia ipotesi iniziale era che gli account bot si potessero clusterizzare: in pratica, era possibile trovare vari gruppi di account con le caratteristiche di cui sopra che si seguivano a vicenda. Se la mia ipotesi fosse stata vera, le successive analisi statistiche sarebbero state molto più semplici, visto che il numero di variabili da studiare sarebbe diminuito drasticamente. I cluster in parte ci sono, ma non hanno una significanza statistica sufficiente; in compenso ho scoperto che ci sono account “umani” (i pattern di interazione sono quelli tipici di un essere umano, perlomeno) che interagiscono con gli account bot. A questo punto ho allargato il mio campo di ricerca e ho scoperto l’esistenza di siti che permettono di “comprare follower umani”. Il prezzo è molto più alto che l’acquisto di bot, o più precisamente il numero di follower che si possono comprare è drasticamente più basso; però c’è un indubbio vantaggio nel poter dimostrare che i propri seguaci seguono davvero, e non si limitano a far numero.
Il servizio è al momento disponibile solo per messaggi in inglese e cinese mandarino, ma uno di quei siti afferma che a breve lo sarà anche per l’italiano: attenzione quindi alle nuove dinamiche di traffico. C’è solo una cosa che mi ha lasciato perplesso. Ho avuto una sessione di chat con il gestore del sito, e le risposte sono state velocissime, anzi troppo veloci: schiacciavo return e c’era già una risposta. Inoltre spesso erano risposte fuori tema, e dovevo parafrasare la domanda per sapere quello che mi serviva. Non è che a gestire quel sito ci sia un bot?

Ultimo aggiornamento: 2012-07-25 10:12

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Bossone di Higgs

Non ho seguito la conferenza stampa al CERN in cui – se non ho capito male – i fisici hanno affermato che hanno fatto un po’ di conti e i risultati degli esperimenti sono molto altamente compatibili (tipo, c’è una probabilità su un milione di sbagliare) con l’esistenza del bosone di Higgs, particella da non confondersi col Bossone di Higgs, una particella indipendentista che appare in unico colore (verde) e interagisce solo con le altre particelle esotiche, cercando di annichilarle.
Però l’idea di parlare dell’esistenza di una particella che non si fa vedere è interessante: potrebbe essere riciclata per definire i tagli alla spesa pubblica.

Ultimo aggiornamento: 2012-07-04 16:50

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Dr Trota e Mr Renzo

Desidero stigmatizzare profondamente le malignità circolate dopo che nella cassaforte dell’ex tesoriere della lega Belsito è stata trovata copia di un diploma di laurea conseguito da Renzo Bossi in un’università di Tirana. Pensateci un attimo su: un diploma di laurea nascosto in una cassaforte. È chiaro che era tutto un complotto: il povero Trota veniva ricattato ed era costretto a spendere buona parte della sua paghetta da consigliere regionale perché altrimenti quell’altro spregevole essere avrebbe divulgato urbi et orbi che il giovane padano è in realtà un dottore in economia aziendale, gettando nello sconforto tutta la base leghista.
Anche le voci sulla laurea pagata con il contributo pubblico ai partiti è una cattiveria gratuita, perché se anche fosse così sarebbe l’attuazione degli articoli 33 e 34 della nostra Costituzione. Chi è che semina odio, insomma?

Ultimo aggiornamento: 2012-05-04 09:37

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strani tempismi

La cooperativa che gestisce Radio Popolare non ha rinnovato il mandato di direttore editoriale a Danilo De Biasio. Il mandato triennale era già scaduto da qualche mese, a dire il vero… ma solo mercoledì sera si è saputo che Emilio Fede era di nuovo sul mercato.

Ultimo aggiornamento: 2012-03-30 11:15

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