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Una modesta proposta sul diritto di voto

Il voto sulla Brexit e soprattutto tutto quello che ne è seguito dopo fa sembrare noi italiani dei dilettanti . L’ultima che ho sentito sarebbe che la petizione online per rifare il referendum, già farlocca di suo, sarebbe stata promossa quando sembrava che i Remain vincessero e nasceva per tentare di andarsene via comunque dall’Unione Europea: solo che poi il risultato si è ribaltato e la petizione è stata usata da chi in Europa vuole restarci, cosa che ha fatto partire un’inchiesta per truffa.

Ma in generale sono in tanti a essere convinti che il suffragio universale mostri qualche problema, non foss’altro che perché dalla democrazia siamo passati all’oclocrazia. Però non è così semplice definire chi è che dovrebbe avere il diritto di voto, se ci pensate bene: ognuno tirerebbe l’acqua al proprio mulino, e gli esclusi si arrabbierebbero parecchio. Ci ho pensato su per decine e decine di secondi, e alla fine ho pensato a una modesta proposta che porterebbe molti vantaggi a fronte di un costo direi sopportabile.

La mia prima idea prevedeva che nell’election day ci si può presentare ai seggi e asserire di non volere votare: in questo caso verranno dati al non-elettore dieci euro per il suo senso civico. Mi sono però subito accorto che un’ipotesi del genere sarebbe irrealizzabile, e pertanto ho modificato il tutto. Il non-elettore riceverà dieci biglietti per la Grande Lotteria Elettorale, con un montepremi di duecento milioni di euro: dieci milioni al vincente, una decina di premi da uno a tre milioni, più una gran quantità di premi di consolazione. Non ho ancora calcolato come suddividerli, ma sono certo che in Sisal ci sono molti esperti che potrebbero aiutare. Per recuperare i costi della Grande Lotteria Elettorale, basterà accorpare tutte le elezioni (e i referendum) in una singola data annuale, il che ridurrà anche i disagi per chi si trova i figli a casa a causa delle scuole chiuse per referendum e non trova i bus perché gli autisti vanno a fare gli scrutatori.

Come potete intuire, il grande vantaggio della mia modesta proposta è che non impone nulla a nessuno: è l’elettore che farà la scelta che ritiene più vantaggiosa. Che volete di più dalla vita?

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Oggi è un giorno triste

Wikipedia in lingua italiana aveva una voce su Teomondo Scrofalo. Oggi quella voce non c’è più. Dieci anni dopo la decisione originale di mantenere la voce in questione, una seconda procedura di cancellazione ha fatto sì che se adesso uno digita http://it.wikipedia.org/wiki/Teomondo_Scrofalo viene rimandato alla voce su Ezio Greggio – cosa che tra l’altro è assolutamente idiota: se redirect aveva da essere, il posto logico doveva essere la voce su Drive In. Non importa che nel 2004 Sgarbi usò un quadro dell’esimio pittore nel suo spot per Ideal Standard. Non importa che su eBay si vendano degli autentici Teomondo Scrofalo. Non importa che una ricerca su Teomondo Scrofalo dia migliaia e migliaia di risultati, con gente che su TripAdvisor mette la foto che ritrae l’opera principale del pittore, mentre “A Romance of the Cliff Dwellers” mi ritorna “circa 21 risultati”. Il povero Teomondo Scrofalo non merita di avere un angolino tutto suo e deve ridursi a essere una nota a pie’ di pagina.

Sappiatelo: avevate ragione quando dicevate che c’è una cricca che gestisce Wikipedia in italiano a suo modo.

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Biblioteca Nazionale dell’Inedito

[il tweet di Franceschini]Il ministro della Cultura Dario Franceschini – uno di quelli che zero ne pensa e cento ne fa – ieri se ne è uscito con il tweet qui sopra, dal testo «Faremo la Biblioteca Nazionale dell’Inedito. Un luogo dove raccogliere e conservare per sempre romanzi e racconti di italiani mai pubblicati».

Tra i miei amici del socialino dell’odio reloaded non sono mancate le prese in giro di un’iniziativa che tirerebbe fuori dai cassetti tutta la robaccia che nessun editore avrebbe mai pensato di pubblicare: io invece penso che sia un’idea bellissima. Un bel serverone web – ecco, magari non gestito da quelli di italia.gov.it, ma secondo me VeryBello andrebbe benissimo – non costa poi molto di gestione. A questo punto si chiedono all’autore cento euro per essere inseriti nella Biblioteca Nazionale dell’Inedito, e cinquanta euro per ogni opera successiva alla prima. È la volta che ripianiamo il debito dello Stato!

Ultimo aggiornamento: 2015-06-05 11:18

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Seguaci

Da twitter: “@atm_informa e @Comune_MI hanno appena iniziato a seguire @infomobilitàMI”. E non sono capaci a parlarsi da soli?

Ultimo aggiornamento: 2015-02-18 13:46

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porterà mica sfiga?

Dal sito del Tour de France:
«16:10 – Yesterday, Vincenzo Nibali received a sms from Italian Prime Minister Matteo Renzi who invited him to come and visit at the Palazzo Chigi with the yellow jersey after the Tour de France. As reported in La Gazzetta dello Sport, the current race leader answered that he’d be happy to do so but underlined that he hasn’t won the race yet.»

Non è indicato dove Nibali avesse posizionato la mano con cui non scriveva.

Ultimo aggiornamento: 2014-07-23 16:28

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I biechi trucchi pseudoglobalizzanti di Ikea

Io non so una parola di svedese. Però lo svedese è una lingua del ceppo germanico e io un minimo di tedesco lo mastico: così, quando mi tocca andare all’Ikea, mi diverto sempre a vedere la banalità dei nomi dati agli oggetti. Ieri per esempio facevano bella mostra di sé dei contenitori dal nome SAMLA, che io traduco immediatamente in “raccogli”. E che ci vuoi fare con un contenitore, dei bonghi?
Ma il guaio è che mentre venivo trascinat… scusate, mentre eravamo in cerca di due letti per la gioventù ho visto queste sedie e sono rimasto sconvolto. Perché, o Ikea, hai voluto chiamare una sedia “Roberto”? È forse quello uno dei nomi più imposti ai bambini svedesi, segno di mille avventure estive sulle spiagge romagnole? Stai cercando di convincerci che tutto il mondo è paese? O semplicemente ce l’hai con me?

Ultimo aggiornamento: 2014-07-20 17:42

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Milano contro il papa

La luna di miele del mondo internettaro con papa Francesco si è interrotta bruscamente lo scorso weekend, quando il papa ha detto a una quindicina di coppie di sposi “fate figli, non prendete cani e gatti”. La lobby dei gattyni, come tutti sanno, è potentissima e ha subito messo in campo i cannoni. Sin qui nulla di strano: ma com’è che ieri il Comune di Milano mi ha inviato una comunicazione in cui rende noto che «è nato il centralino unico dedicato agli animali, un servizio attivo 24 ore su 24 per le segnalazioni di smarrimento, di maltrattamento, le richieste di soccorso, le emergenze sanitarie, avvistamenti di randagi o di animali protetti.»

Qui gatta ci cova.

Ultimo aggiornamento: 2014-06-04 11:18

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