pensioni corte

Come scrive Phastidio, non solo quota 41 (cioè andare in pensione con 41 anni di contributi a una qualunque età: da martedì prossimo io farei parte di quella schiera) non ci sarà, ma le pensioni anticipate saranno disincentivate. Come? Siamo ancora in bozza, e tutto può succedere; ma pare che chi vorrà andare in pensione con quota 104 (41 anni di contributi ma anche 63 di età) si vedrà ricalcolato il montante usando il metodo contributivo anche per i primi anni di lavoro, che adesso per la mia generazione è ancora retributivo. Considerando che per definizione i primi anni sono quelli in cui si guadagnava poco e i contributi al tempo erano anche minori in percentuale di adesso, è una bella botta. Non è chiaro cosa succede a chi andrà in pensione anticipata vera e propria, quella con 42 anni e 10 mesi di contributi più tre di attesa di Godot, ma non mi stupirei di un taglio anche lì, oltre all’allungarsi di quella presa per i fondelli che è la finestra di attesa. Mi preoccupa di più la proposta di mettere in busta paga (e quindi togliere dal montante pensionistico) i contributi previdenziali versati dal lavoratore che ha raggiunto quota 104 ma continua a lavorare. In pratica è un finto aumento di stipendio, cosa che a me dà un fastidio enorme. (Ad altri no, immagino, per la serie “pochi, maledetti e subito”…)
Ma tanto ci saranno ancora mille giravolte, ne sono abbastanza certo.
Ultimo aggiornamento: 2023-10-26 11:52

Non so se Marcello De Angelis si ricordi di quando Pier Paolo Pasolini
(Sono in ferie e ho tempo di leggere qualcosa di non immediato)

Probabilmente stavolta il mio pensiero si discosterà da quello dei miei ventun lettori, ma sono d’accordo almeno in linea di principio con
Ricordate che Mario Natangelo
Vabbè, ricordo che l’altro ramo del Parlamento