I radicali non cambieranno mai
Io ritengo sacrosanta la visita che Rita Bernardini e Sergio d’Elia hano fatto ai detenuti per lo stupro di Guidonia, per verificare se sono stati effettivamente maltrattati; fortunatamente in Italia la giustizia faidate non è ancora assurta a norma di legge.
Non mi stupisco che ci siano centinaia di persone imbecilli che siano andate a scrivere al sito dei radicali augurando ogni peggior male alla Bernardini, come non mi stupisco che non l’abbiano fatto con d’Elia: si sa, un ex terrorista potrebbe sempre essere pericoloso, soprattutto per uno che appunto ritenga la giustizia faidate un’ottima cosa.
Che i radicali abbiano deciso di metterle in linea tutte queste email fa parte della loro storia. Ma fa anche parte della stessa loro storia (ricordate il primo spam politico, quello della Bonino?) la modalità con cui mettono in linea le mail. Iniziano dicendo che non pubblicano gli indirizzi email per il rispetto della normativa sulla privacy, ma poi dicono «pubblichiamo con nome e cognome del mittente le email che sono giunte firmate, in ossequio al diritto di cronaca». Se qualcuno mi volesse spiegare cosa sarebbe in questo caso il diritto di cronaca, e soprattutto come fanno a sapere che il signor “Giambattista Selvaggi” o la signora “Anna Rivarola Genova” abbiano scritto davvero loro quei messaggi, o non ci sia stato qualcuno che abbia ben pensato di usare un nome a caso – o quello del proprio vicino di scrivania – perché “non si sa mai”.
Chicca finale: «per le email che sono giunte da indirizzi email falsi al fine di evitare la identificazione, le pubblichiamo, riservandoci, nel caso in cui decidessimo di adire le vie legali, di rintracciare, tramite la polizia postale, l’indirizzo IP di provenienza» . Vuoi sporgere denuncia contro ignoti per minacce? liberissimo, per quanto idiota la cosa mi sembri. Ma a questo punto non dovresti pubblicare il testo. Vabbè, non si può pretendere chissà che cosa da Pannella e C.