pipponi

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stupido sciovinismo

Sembra che man mano l’italica stampa si stia accorgendo della figuraccia che stava facendo, ma il Corsera titola ancora “È italiano il Nobel per la medicina”. La Stampa (“Nobel Medicina, premiato un italo-americano”: ma in home page è ancora scritto “italiano premiato”) e Repubblica (“L’italoamericano Mario Capecchi tra i Nobel per la medicina”) hanno già pensato a smorzare i toni.
Considerato che in questo caso non si può nemmeno parlare di “cervelli all’estero”, dato che Capecchi si è trasferito negli USA a nove anni, e non posso certo dargli tutti i torti, e tenuto conto che è cittadino USA (e non ci voleva molto a scoprirlo), magari si potevano evitare tutti quei peana. Ma l’esempio ci arriva dall’alto, considerando che Napolitano si è affrettato a inviare un messaggio di congratulazioni. Per fortuna che non ha accennato all’italianità, o a roba del genere… Ma poi Capecchi lo parla ancora, l’italiano?

Ultimo aggiornamento: 2007-10-08 17:07

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articulus mortis

Dal mio punto di vista la cosa non sembrava così interessante, ma leggendo il buon Farfi ho visto che in giro sono in tanti che stanno montando un nuovo caso, e chi sono io per non tuffarmici a pesce?
Stamattina è morto Lorenzo D’Auria, l’agente del Sismi rapito dieci giorni fa in Afghanistan. D’Auria aveva tre figli e una compagna. Peccato non fosse sposato, quindi per il governo italiano la sua compagna non era assolutamente nessuno, esattamente come non è nessuno Adele Parrillo, la compagna di Stefano Rolla ucciso a Nassiriya; lei non può nemmeno partecipare alle commemorazioni ufficiali in onore dei nostri soldati morti.
Cosa ha fatto allora il nostro governo? Ha riportato in Italia D’Auria, che era ancora in vita, e l’ha fatto sposare in tutta fretta sabato scorso. Peccato che per il nostro codice civile (articolo 101) ci sia sì la possibilità di un “Matrimonio in imminente pericolo di vita”, ma gli sposi devono comunque essere coscienti. Ma c’è una gabola. Il codice di diritto canonico (canoni 1068 e 1079) sciolgono da un qualunque impedimento nel caso di pericolo di vita: basta che ci sia la volontà di sposarsi, anche per mezzo di testimoni. È per l’appunto il matrimonio in articulo mortis. Una volta sposati religiosamente, il Concordato (articolo 24) lo fa immediatamente diventare lecito per la legge italiana, e la povera Francesca diventa una vedova a tutti gli effetti.
Dato tutto questo, quello che a me verrebbe in mente è che è una vergogna che lo stato italiano non sia capace a fare qualcosa per coloro che sono morti per esso, e debba ricorrere a quello che – diciamocela tutta – è un mezzuccio. Su questo concordo con Brodo. Riesco a capire chi (Anelli di fumo) afferma che quella norma concordataria è da abrogare perché non ha senso. (Ah, una nota per Farfi che sicuramente mi legge: se guardi bene il codice di diritto canonico, il default di un matrimonio è che sia valido, quindi se qualcuno afferma che D’Auria aveva intenzione di sposarsi questo è quanto fa testo a meno che non saltino fuori prove certe del contrario). Quelli che proprio non riesco a capire sono quelli che si lamentano perché “ancora una volta il governo è stato succubo del Vaticano (Scalfarotto e miic: non so di altri, ho solo recuperato i link di Farfi). Per una volta che, a differenza ad esempio del caso Welby, c’è stato un parroco che ha scelto di fare un atto di carità cristiana, non dico di intonargli peana: ma almeno si potrebbe evitare di polemizzare con chi non ne può nulla.
Un paio di aggiunte: è vero che c’è un’ingiustizia di base perché solo ai cattolici è permessa una cosa del genere, ma fare notare questa cosa sposta semplicemente il problema, visto che come ho detto all’inizio la colpa è dello stato che non riconosce il diritto, non della chiesa che in questo caso non ci ha guadagnato nulla. Il tutto senza contare che non sono nemmeno poi così certo che la coppia fosse cattolica praticante, visto che per il diritto canonico bastava che uno di loro fosse battezzato. Inoltre sono ragionevolmente certo che D’Auria non fosse assolutamente cosciente, avrei anche dei dubbi sul fatto che avesse davvero voluto sposarsi, e che quindi il parroco abbia compiuto un illecito; bene, sono felice che l’abbia fatto, anche se sarei stato più felice se non avesse dovuto farlo e lo Stato in cui sono nato e vivo fosse più serio.

Ultimo aggiornamento: 2007-10-04 23:04

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Giustizia (?) trionferà (??)

La notizia è di ieri: le elezioni comunali e circoscrizionali al comune di Messina sono state annullate, e quindi i cittadini dovranno tornare alle urne. La storia completa la trovate qua: in pratica, il Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo ha affermato che il Tar siculo non avrebbe dovuto bocciare la lista del Nuovo Psi e il suo candidato sindaco.
Vorrei fare notare due cose. Innanzitutto una banalità: le elezioni sono state fatte due anni fa (novembre 2005). Per quanti gradi di giudizio ci possano essere stati, è una durata inaccettabile. Come seconda cosa, il CGA non è entrato nel merito dell’ammissibilità o meno della lista: ha semplicemente affermato che il Tar non doveva immischiarsi. A questo punto uno si chiede cosa sarebbe successo se qualcuno dopo le elezioni avesse fatto e vinto il ricorso contro quella lista: immagino si sarebbero rifatte le elezioni. Ma allora tanto vale fare una legge che impedisca i ricorsi pre-elezioni, e almeno qualcosa si semplifica.
Infine, consiglierei di andare a vedere i risultati (del primo turno, ovvio), e chiedersi come le elezioni possano essere state inficiate…
ps: non cito per scelta Repubblica. Loro non hanno dato la notizia, ma hanno spiegato perché quella lista del Nuovo Psi era fasulla, ecc. ecc.: vero o falso, il CGA ha esplicitamente detto che non l’ha considerato, quindi sono andati fuori tema. Non che il Giornale non l’abbia buttata sulla politica, ma ha separato la notizia dai commenti.

Ultimo aggiornamento: 2007-10-04 11:00

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ecchissenefrega

Il Corriere della Sera, quello che in teoria dovrebbe essere il quotidiano più prestigioso d’Italia, ci fa sapere le seguenti cose:
– che Silvio B. ha seguito le votazioni di ieri al Senato da casa sua (affaracci suoi, direi, ma passi. Ah, ovviamente in questo caso non è un assenteista, essendo lui un deputato)
– che gli hanno regalato un gatto persiano (mai più senza)
– che ha un topolino meccanico che ha chiamato Romano, “per far divertire i presenti”
– che dorme con lui (il gatto, non il topo meccanico)
Sto cominciando a pentirmi di avere usato adblock per eliminare tutte le pubblicità in flash dal sito del Corsera: rischio di avere tolto la parte più interessante delle pagine.

Ultimo aggiornamento: 2007-10-04 09:19

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quando le tette fanno richiamo

Ieri su Repubblica (cartaceo, pagina 37) c’era un articolo Geometrie e colori – così la scienza diventa arte. Tra gli zoom dell’articolo, quelle frasette messe in risalto sotto forma di riquadri qua e là, ce n’era uno che diceva «Menzione speciale a un software che visualizza l’anatomia del seno». Di per sé è vero. Peccato che i seni fossero… no, non la funzione trigonometrica, che di anatomia ne ha ben poca, ma quelli delle cavità nasali.
Certo che sono capaci a fare di tutto, pur di convincerti a leggere gli articoli.

Ultimo aggiornamento: 2007-09-29 14:10

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non-notizie

Stavolta non è rep.it ma il Corsera, che dileggia Giorgino Doppiavu Bush perché nel discorso preparatogli in occasione dell’assemblea dell’ONU erano indicate le pronunce figurate dei “nomi strani”, come “sar-KO-zee” (Sarkozy) oppure “moor-EH-tain-ee-a” (Mauritania).
Ci sono tante cose su cui sbeffeggiare Bush, e anch’io l’ho fatto spesso. Ma onestamente non riesco a capire dove fosse stavolta il problema. Nessuno nasce imparato, e occorrerà bene capire come pronunciare nomi stranieri. Le “indicazioni per la dizione”, con la pronuncia similamericana e le sillabe accentate in maiuscolo, sono il metodo standard usato nei paesi di lingua inglese: chi non ci credesse può vedere ad esempio il Merriam-Webster. Che ci fossero “nomi e numeri di cellulare degli speechwriter di Bush” significa semplicemente che c’era la possibilità che il presidente chiedesse loro lumi: il che oggettivamente mi pare una cosa positiva e non negativa, tranne per chi crede alle favole e immagina che i discorsi di un leader siano tutti scritti di proprio pugno dal leader stesso.
L’unica cosa che mi viene in mente è che si voglia far passare il concetto che “i nostri politici non fanno così”. Insomma, che pronuncino a caso i nomi stranieri e che non chiedano nulla a nessuno, non fosse mai che arrivino loro degli utili suggerimenti.
Aggiornamento: anche la Stampa si accoda. Stupisce ancora più l’assenza di Repubblica.

Ultimo aggiornamento: 2007-09-26 12:02

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Assemblea

Stamattina, dopo un caffè più che necessario, sono sceso in mensa per l’assemblea necessaria a votare per l’accordo di “metà contratto” per le telecomunicazioni. Per chi non fosse aduso ai contratti collettivi di lavoro, generalmente hanno una durata di quattro anni per la parte normativa, ma dopo due anni c’è un contrattino solo per lo stipendio.
Il territorale ha fatto tutti i conti su come sono stati bravi ad ottenere almeno quel risultato, e che vista la situazione politica era meglio chiudere prima dell’estate (il famoso “pochi, maledetti e subito”). Peccato che si sia fatto un paio di tampe niente male, ad esempio dicendo che l’una tantum uguale per tutti è giusta, perché “quelli dei livelli alti non scioperano mai”; il buffo è che per questo contratto, come ha detto subito dopo, non si è fatta un’ora di sciopero. L’altro errore è stato fare tutto il conto della percentuale di aumento sui minimi tabellari, che per chi è assunto in Telecom già da qualche anno è minore dei “veri” minimi: parte dello stipendio era infatti stato spostato in superminimi ad personam.
In compenso, il lavoratore che ha preso per primo la parola, e che dovrebbe essere relativamente impermeabile al tutto visto che ha affermato di avere quasi quarant’anni di lavoro, ha preso la palla lanciatagli dal delegato e si è lanciato in tutto un discorso sul fatto che quelli Telecom sono fregati dall’accordo, senza pensare che non per nulla esiste anche un acordo integrativo aziendale proprio perché la situazione, anche come struttura dei livelli inquadramentali, è diversa. Ma la confusione come sempre regna sovrana.
Per la cronaca, ho votato a favore dell’accordo, mentre credo che come minimo mi asterrò sul referendum riguardo all’accordo governo-sindacati del 23 luglio – tema del resto dell’assemblea – perché assolutamente irrilevante.

Ultimo aggiornamento: 2007-09-24 12:28

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Sparare sulla Croce Rossa

Leggo da la Stampa che beppegrillo™ “si scopre passatista”, e tra le varie sue esternazioni leggo “Vi immaginate Moro, Berlinguer, De Gasperi eletti in Parlamento condannati per estorsione, banda armata o tangenti?”
Quello forse no, ma l’Alcide, dice wikipedia, durante l’Università fu “protagonista delle lotte degli studenti italiani, che miravano ad ottenere una facoltà di diritto in lingua italiana. Dovette scontare per queste sue attività anche un breve periodo in prigione ad Innsbruck.” Quindi non avrebbe dovuto far parte del parlamento Italiano, ipse dixit.
(il motivo del titolo di questa notiziola dovrebbe essere chiaro: usare questi mezzucci contro il vaffanculista non è bello. Il fatto è che io non sopporto gli slogan urlati senza pensarci su, anche perché poi ti si ritorcono contro)

Ultimo aggiornamento: 2007-09-24 12:19

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