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Ma Miss Italia sta andando così male?

A quanto pare non bastava la lite Goggi-Bongiorno: a Miss Italia (ma quanto dura?) hanno dovuto tirare fuori anche la polemica “chiappe sì, chiappe no”, a proposito delle inquadrature del fondoschiena delle partecipanti alla gara. Dapprima sembrava che andasse bene così: immagino che qualcuno avesse fatto i conti e si fosse accorto che in questo modo si aveva il doppio di inquadrature e quindi si poteva tranquillamente aumentare la durata della trasmissione con la scusa di “non fare perdere nulla”. Ma mi dicono rep.it e Corsera che Patrizia Mirigliani, la figlia di Im-Ho-Tep, ha messo il suo veto. La nobile ragione? «Il nostro grosso impegno è quello di conciliare il rispetto per l’essere umano e la necessità di mostrarne le caratteristiche fisiche». Un po’ come il lupo di Cappuccetto Rosso che affermasse di voler conciliare il rispetto per gli abitanti del bosco e la necessità di pasteggiare a carne umana. Adesso capisco che bisogna fare in modo che a qualche telespettatore in più venga voglia di sintonizzarsi su Raiuno che altrimenti bisogna ridare i soldi indietro a chi ha acquistato a caro prezzo gli spazi per gli spot, però almeno non si faccia troppo i finti moralisti. O no?

Ultimo aggiornamento: 2007-09-23 18:20

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Anche questa sarebbe politica

Il 23 luglio è stata firamta l’ipotesi d’accordo per il secondo biennio del contratto delle telecomunicazioni. L’ipotesi è ancora un’ipotesi, perché come ormai è d’uso bisogna che i lavoratori diano l’accordo in assemblea.
Bene. L’assemblea per la mia sede di lavoro sarà lunedì mattina alle 9. Nulla di male. Peccato che io sia venuto a saperlo solamente oggi alle 12:15, e giusto perché ho pensato di provare a telefonare al sindacato a chiedere notizie: tecnologia pull invece che tecnologia push, direbbero quelli che di queste cose ne sanno. Quello che invece dice un ignorante come me è “ma perché poi ci si stupisce della gente incazzata che se ne va a seguire il primo che urla contro le varie caste?”

Ultimo aggiornamento: 2007-09-21 14:38

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Mica è sempre colpa del papa!

Oggi è mercoledì, e Benedetto XVI ha tenuto come tutti i mercoledì un’udienza generale a San Pietro. Venerdì scorso era san Giovanni Crisostomo, e quindi presumo abbia deciso di parlare di quel santo. Essendo uno che ha studiato, ha raccontato delle sue omelie – Crisostomo significa “bocca d’oro” – evitando di parlare di quelle antisemite, e soffermandosi su quelle durante la “rivolta delle statue”, quando il popolo cominciò a buttare giù le statue dell’imperatore d’Oriente perché aveva imposto nuove tasse; si ferma un attimo, e dice a braccio «Si vede che alcune cose nella storia non cambiano…».
Bene: da questa frase al giornale di Radio Popolare sono riusciti a tirare fuori un pippone per “interferenza nella politica italiana”. Onestamente, non mi sembrava proprio il caso, e non credo proprio che il papa pensasse a chissà quale modo di fare breccia sui nostri politici. Ma se proprio avessero voluto lamentarsi di qualcosa, avrebbero potuto piuttosto fare notare che una battuta da macchinetta del caffè ha avuto ampia risonanza su Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, Messaggero. (Il Sole-24 ore no, a quanto pare). Resto dell’idea che in molti casi la pubblicità te la fanno gli altri, e il problema è appunto quello.

Ultimo aggiornamento: 2007-09-19 20:16

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Flessibilità e contributi

Il nostro ministro del Welfare (anzi no, del Lavoro e Previdenza sociale… d’altra parte, checché tanti ne pensino, la lingua ufficiale qui da noi è l’italiano) Cesare Damiano è uscito con una proposta sconcertante: portare al 33 per cento i contributi previdenziali dei lavoratori flessibili, «incentivando così indirettamente i contratti a tempo indeterminato».
Giusto per mettere le cose in chiaro: i lavoratori dipendenti pagano già il 33% del loro stipendio in contributi previdenziali: il 9.19% lo si vede direttamente in busta paga, il resto è silenziosamente messo dall’azienda, e fa parte del famigerato “costo del lavoro”. Ora, è molto bello che dopo un anno abbondante un ministro in carica si sia accorto che è molto più conveniente per un’azienda prendersi un precario e pagare meno contributi, piuttosto che assumere qualcuno e pagarne di più. (Ovviamente nel governo prima questo lo sapevano perfettamente, ma questa è un’altra storia). Però mi stupisce che Damiano sia riuscito a fare 33 ma non 34, anzi 40. Insomma, se si vogliono incentivare le assunzioni allora all’azienda il co.co.pro deve costare di più, non lo stesso di un assunto a tempo indeterminato. Senza contare che la parte in più di contributi potrebbe essere utilizzata come figurativa per i periodi in cui un precario non trova lavoro. Epperò ho come il sospetto che una proposta del genere potrebbe fare cadere davvero il governo…

Ultimo aggiornamento: 2007-09-17 14:46

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butti tre e prendi uno

Taz70 pontifica (lo scrive lui :-) ) sulla proposta di Nicolais di incentivare tre pensionamenti nella pubblica amministrazione per assumere contestualmente un nuovo gggiovine. Premetto che la cosa non funzionerebbe, ma non per le ragioni che si possono immaginare a prima vista.
Innanzitutto, è chiaro che il costo di un prepensionamento di uno statale è indicativamente uguale al costo di lasciarlo in ufficio: sono sempre soldi pubblici e sono sempre gli stessi soldi. Quindi l’operazione sembrerebbe portare un aggravio di spesa pari ai soldi dell’assunzione della nuova persona. Se però, come Nicolais lascia trasparire nemmeno troppo tra le righe, i tre da far fuori si limitano a scaldare le sedie o quasi – diciamo che sono al minimo indispensabile per non potere essere licenziati, il che è davvero poco – allora la cosa cambia. Infatti c’è tutta una serie di costi impliciti, come quello del mantenimento di strutture informatiche ma anche di palazzi per ospitare molti più dipendenti di quanto servirebbero davvero – che verrebbero eliminati: se poi si assumessero i consulenti che già adesso stanno facendo il lavoro, e che dovrebbero appunto essere tagliati nel piano complessivo della proposta, si vede subito come in effetti ci potrebbe essere un risparmio.
Ciò detto, io non credo affatto a tutto questo, e sono ragionevolmente certo che Nicolais abbia semplicemente applicato il famoso sistema “spostare la polvere sotto il tappeto”: nel bilancio dello Stato gli stipendi della funzione pubblica sono sotto il nome suo, le pensioni no :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-09-16 16:30

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unipol: si capisce qualcosa in più

Secondo Travaglio (una trascrizione del suo articolo su OneMoreBlog) il motivo per cui la Forleo vuole l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni sui politici è semplice. I sei non sono attualmente indagati perché la legge Boato afferma che non si possono usare quelle intercettazioni. Ma se viene permesso il loro uso come testimonianze contro gli attuali indagati, a quel punto ormai sono agli atti, e sarebbe possibile rinviare fare una richiesta di rinvio a giudizio anche quei membri del parlamento. Visto da questo punto di vista, il disperato ostruzionismo non è più così incomprensibile, in effetti.
Aggiungo solo due cose, per chi non fosse molto attento. Primo: Marco Boato (quello della legge Boato) non è stato eletto per Forza Italia; non è stato eletto per AN o per la Lega; non è nemmeno stato eletto per l’UDC. Secondo: “i sei” di cui sopra non sono tutti DS; tre di loro sono infatti di Forza Italia, e sono sicuro che a loro non pare vero di potersene stare defilati lasciando fare tutto il lavoro agli avversari :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-09-13 10:36

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Luttazzi (Daniele)

(Sì, sono abbastanza vecchio perché il primo nome che assocerei a Luttazzi è quello di Lelio. Ma so che l’ottimo Daniele Fabbri non si lamenterà per questo)
Farfi mi segnala il punto di vista di Luttazzi sulla vicenda. Sul comico avevo già discettato un paio d’anni fa; è vero che “il blog” l’ha riaperto, ma visto quanto ci scrive è come se non ce l’avesse.. Nella fattispecie, ribadisco il mio giudizio: la sua comicità non mi piace, però è una persona davvero intelligente e capace anche a dire le cose in maniera chiara e comprensibile, cosa che in Italia non è che capiti così spesso. L’unica caduta di stile populistica è stata quando ha scritto «Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d’ingresso. Oooops!» (Di per sé è vero, ma ovviamente messo così è demagogico :-) )
(adesso però basta, parlare di beppegrillo™. Ci sono tante altre cose nella vita)

Ultimo aggiornamento: 2007-09-12 12:23

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Scalfari: la vecchiaia è dura

Il fondatore di Repubblica ha ottantatré anni. Scrivere pipponi non è però un lavoro pesante – basta vedere come io ci riesco bene – ed avere un po’ di azioni di un quotidiano aiuta sempre. Succede così che tutte le domeniche e generalmente un’altra volta a metà settimana ci si trova le sue “omelie” sul giornale, oltre che sul sito per noi avaracci che non cacciamo l’euro per comprare il quotidiano.
Nell’articolo odierno anche lui decide di parlare di beppegrillo™, il che è cosa buona e giusta, visto che il v-day è sicuramente stato una notizia importante. Nel testo, inizia a mischiare banalità («Il più vivo desiderio delle masse, cioè dell’individuo ridotto a folla e a massa, è di essere de-responsabilizzato») e punti che non condivido («Chi inneggia al “Vaffanculo” partecipa consapevolmente a quelle invasioni barbariche che connotano gran parte della nostra mediocre e inselvaggita attualità.»), ma anche qui non è che ci sia molto da dire: ognuno ha le sue idee.
Ma poi leggo questo suo discettare sui tre punti della proposta di legge popolare: «Il primo stabilisce che tutti i cittadini che concorrono a cariche elettive debbano essere scelti attraverso elezioni primarie preliminari» e mi fermo. Torno a rileggere il testo completo, per sicurezza, e vedo solo scritto all’articolo 3 “Introduzione del voto di preferenza per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica” e all’articolo 4 “Disciplina ecc. ecc.”. Di primarie non se ne parla, e vorrei ben vedere che una legge dello Stato disciplini una cosa che è assolutamente privata e interna. Questo significa, almeno secondo me, che non solo sta parlando di qualcosa che non ha letto nemmeno nel riassuntino del sito di Grillo, ma anche che ormai i suoi neuroni si sono bloccati in una serie di configurazioni fisse, restando completamente avulsi dalla realtà. Davvero, non è bello.

Ultimo aggiornamento: 2007-09-12 11:12

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