liceo coreutico
Ho dovuto aprire il dizionario per sapere che diavolo significasse la parola (per la cronaca, “relativo alla danza”; e ancor più per la cronaca, il De Mauro registra il sostantivo “coreutica” ma non l’aggettivo).
Ad ogni modo, oggi Mary Star ha presentato la riforma dei licei. Essendo ventisette anni che non ho più a che fare con i licei non so dare un giudizio al riguardo, soprattutto poi partendo solo da un articolo di giornale. Devo però dire che il concetto della riforma mi pare Berlinguer, con la parola liceo che veniva messo davanti a tutto per nobilitare la scelta di prendersi un diploma che servisse a qualcosa subito (vabbè, al liceo coreutico in effetti non c’era arrivato nemmeno lui) e il numero abnorme di indirizzi, non mi è mai piaciuto.
Però mi chiedo: che senso ha raggruppare il tutto in sei tipi di liceo se poi ci sono gli indirizzi? E soprattutto, sarà bello aumentare le ore di matematica e di scienze e le lingue straniere, ma che senso ha fare i licei scientifici dove ufficialmente non si studierà più latino? (indirizzo scientifico-tecnologico) E che senso ha “l’insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera” (a parte al linguistico, intendo)? Ma ce li abbiamo professori capaci a insegnare in una lingua diversa dalla loro?
Se qualcuno dei professori liceali tra i miei ventun lettori avesse voglia di commentare (o mettere un link a un post chez eux) gliene sarei grato!
Ultimo aggiornamento: 2009-06-12 15:52
