E noi ci facciamo le pippe
Ieri c’è stata una (civilissima) discussione su FriendFeed con uno di Altroconsumo. Alle lamentele mie e di Stark sull’invasività delle loro pubblicità, la risposta tra l’altro è stata questa:
«In un esperimento fatto tempo fa, si è mandata la proposta di abbonamento a un campione di persone, registrando un certo tasso di adesione. A un altro campione è stata mandata la stessa identica proposta, con una sola differenza: invece di essere anonima, come un volantino, c’era sopra un adesivo con scritto “Gentile sig. Nome Cognome”. Ebbene, solo l’aggiunta del nome ha generato un tasso di risposta del 30% più alto! E il regalino esclusivo funziona ancora di più.»
Visto che mi fido dell’affermazione, il tutto mi preoccupa davvero. Certo, quando avevo dodici-tredici anni anch’io ero sinceramente convinto dell’esclusività del regalino (ai tempi era soprattutto l’ora defunta Selezione dal Reader’s Digest che faceva di queste pubblicità): ma ero appunto un ragazzino. Se però la popolazione media italiana continua ad essere allettata da simili lusinghe, è chiaro che anche passando alla politica tutte le nostre belle e meditate analisi non servono assolutamente a nulla, e Berlusconi aveva capito tutto quindici anni fa assoldando i suoi pubblicitari come principali esponenti di Forza Italia. Mi domando solo come mai non se ne siano accorti i politici degli altri schieramenti (eccetto la Lega che ha un collante molto più forte, come ce lo poteva avere il PCI trent’anni fa)
