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Letizia e l’alcol

Finalmente, leggendo il comunicato comunale, ho capito perché tutti stanno dicendo che l’ordinanza milanese antialcol per i minorenni è una prima assoluta in Italia. Non solo non si può vendere bevande alcoliche a chi ha meno di sedici anni (cosa che credo sia legge); non solo non si può più somministrare bevande alcoliche a chi ha meno di sedici anni (a Monza lo stanno già vietando dal primo luglio), ma saranno anche vietati consumo, detenzione e cessione anche a titolo gratuito. Insomma, se ti vedono bere un sorso di birra e non hai sedici anni ti faranno pagare 500 euro di multa, anzi “solo” 450 se paghi subito.
L’ordinanza mi pare semplicemente una cagata pazzesca (cit.). È vero che è la logica conclusione di una frase come “il 34% dei ragazzi di 11 anni hanno già avuto problemi di alcolici”, che sembra più farlocca di uno dei tanti sondaggi tirati fuori dal cappello del nostro PresConsMin e che è verificabile esattamente come questi ultimi. Ma è anche vero che non è certo con le grida proibizionistiche che si arginerà l’eventuale fenomeno dell’alcolismo giovanile, e sicuramente non si bloccano le minigang, per non parlare delle gang maggiori. Ma volete mettere il vantaggio di poter dire ai media che “Milano si pone ancora una volta in prima fila”, riuscendo a evitare di far parlare di tutto il resto per cui è ben in fondo alla classifica anche solo italiana?

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adesso tutti zitti?

In un modo o nell’altro, il 14 luglio di silenzio è passato. Io il cerotto blu lo lascio, perché i timori per la libertà di stampa ce li ho ancora; ma so bene che la cosa non significa molto.
Quello che dovrebbe succedere è che si faccia qualcosa; e almeno per quanto mi riguarda “fare” non significa mettere il cerottino oppure il bel posterino, ma metterci del proprio. Non credo che uno cento mille blog possano spostare alcunché, però sono assolutamente certo che uno cento mille cartellini/cerotti non servano assolutamente a nulla se non a crogiolarsi nell’idea di essere “importanti”. Vediamo se i fatti mi smentiranno e si inizierà a vedere più informazione da parte di quelli che si lamentano per l’attentato alla libera informazione. (Massimo rispetto per chi non ha alcun interesse al riguardo e ritiene il proprio blog un posto per postare fuffa: la sua è una scelta coerente e legittima, ci mancherebbe altro!)

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Diritto all’oblio

Supponete che vi si dica che in una nazione lontana tutte le copie dei quotidiani più vecchi di un paio d’anni siano tenute ben nascoste, e che una persona che voglia andare a leggerle debba fare richiesta formale. Occhei, non sarebbe proprio lo scenario di 1984 con i giornali riscritti per cambiare il passato, ma non sarebbe comunque una cosa bella. Eppure è quello che potrebbe succedere tra poco in Italia.
Il deputato Carolina Lussana ha infatti presentato un disegno di legge per il diritto all’oblio su Internet. Ecco il primo comma dell’articolo 1:
1. Salvo che risulti il consenso scritto dell’interessato, non possono essere diffusi o mantenuti immagini e dati, anche giudiziari, che consentono, direttamente o indirettamente, l’identificazione della persona già indagata o imputata nell’ambito di un processo penale, sulle pagine internet liberamente accessibili dagli utenti o attraverso i motori di ricerca esterni al sito in cui tali immagini o dati sono contenuti, quando sono trascorsi:
a) tre anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per una contravvenzione;
b) cinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è inferiore a cinque anni di reclusione;
c) dieci anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a cinque anni di reclusione;
d) quindici anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a dieci anni di reclusione;
e) venticinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta è superiore a venti anni di reclusione.
È vero che l’articolo 3 lascia “il diritto alla conservazione sui siti internet dei dati e delle immagini per finalità di ricerca storica o di approfondimento giornalistico, anche in assenza di consenso dell’interessato, purché risulti un oggettivo e rilevante interesse pubblico, sempreché il trattamento avvenga nel rispetto della dignità personale, della pertinenza e veridicità delle notizie, nonché del diritto all’identità”, ma come potete immaginare dalla formulazione della frase risulta difficile dimostrare a priori che c’è un rilevante interesse pubblico. Il tutto vale per qualunque sito internet, quindi anche per queste notiziole.
Ora, il diritto all’oblio non è una cosa che si possa liquidare in un attimo, e capisco la logica che sta dietro una proposta del genere: come dovreste sapere, una ricerca fatta via Google o Yahoo! può portare a un risultato assolutamente fuori dal contesto, che potrebbe far . Però la cosa continua a lasciarmi perplesso. Io sono convinto del diritto alla completezza; se ho scritto qualcosa che poi è risultato falso, ho sempre sentito il dovere morale di aggiungere la correzione, in modo che chi capitasse per caso sul vecchio post sapesse come stanno davvero le cose. Però io vorrei sapere ad esempio se un politico abbia mai avuto a che fare con la legge; poi sarò io a scegliere se la bravata fatta a diciott’anni conta oppure no. Voi che ne pensate?

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Niente paperele? e le steline?

Confesso che l’articolo della Stampa sulla nuova normativa europea per i giocattoli mi ha lasciato perplesso. Certi punti, come definire giocattoli i pupazzetti di peluche attaccati ai portachiavi oppure veicoli le biciclette da bambino con la sella alta almeno 43.5 centimetri, mi sembrano condivisibili. Però non sono riuscito a capire perché «la paperella, o qualsiasi altro divertente animale salvagente con la mutandina per infilare il piccino sgambettante, diventa a tutti gli effetti un ausilio da usare con la sorveglianza di un adulto e quindi non avrà un aspetto ludico, oltre a rispettare una normativa diversa». Non è un problema di ipernormativismo; è che a me sta bene dire che il salvagente debba avere le norme più stringenti dell’ausilio di sicurezza, ma non riesco a capire cosa ci perda ad avere l’aspetto di un giocattolo. Magari è solo l’articolista che non ha capito, o magari c’è qualcos’altro sotto. Voi che ne pensate?

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novevirgolatrepercento

Il deficit pubblico nel primo trimestre 2009 è stato il 9.3% rispetto al PIL. L’anno scorso (in campagna elettorale, quando il centrosinistra presumibilmente cercava di foraggiare il foraggiabile) era del 5.4%.
Sì, lo so che l’economia sta facendo schifo. So anche che il primo trimestre è quello peggiore dell’anno per i conti pubblici. So anche che i conti con le regole Maastricht saranno leggermente migliori. Però so anche che questo deficit sarebbe potuto essere ancora più alto, se solo Tremonti avesse tirato fuori soldi veri per dare una mano alla nostra economia. Ecco, avrei preferito vedere un deficit parziale del 12% ma quattro miliardi di euro per fare in modo che tra un anno non ci dobbiamo ritrovare ancora con lo stesso deficit.

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Scaricavagone

Qualche pensierino dopo la strage ferroviaria a Viareggio (anche se probabilmente inutile, visto che Lui è già andato a prendere in mano la situazione con i suoi superpoteri)
– Perché il GPL deve essere portato via treno? Non è un problema di pericolosità, ma di quantità: mi sembrerebbe molto più logico costruire un gasdotto. Se usi il treno (Trecate-Gricignano significa in pratica Milano-Napoli) vuol dire che sei su una direttrice principale, è una cosa ben diversa dall’autocisterna che deve fare un servizio capillare dove le condutture potrebbero essere antieconomiche.
– Perché i vertici delle Ferrovie puntano subito il dito sui carrelli che si spaccano dicendo che non sono vagoni loro ma di aziende estere (anche la scorsa settimana a Prato?) e glissano sul fatto che se questi vagoni circolano su percorsi completamente in territorio italiano forse sarebbe meglio prima dare un’occhiata un po’ più attenta?
– Perché i sindacati, già che c’erano, sono insorti contro la normativa del macchinista unico, che non c’entra assolutamente un tubo con quello che è successo?

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A Repubblica sono delle lenze

Immagino che ve ne siate accorti: Il gruppo editoriale L’Espresso-Repubblica ha dato mandato ai suoi avvocati di querelare Berlusconi (per le sue dichiarazioni del primo giugno… un po’ in ritardo, ma la calma è la virtù dei forti).
Notate nulla di strano? Innanzitutto, visto il lodo Alfano, finché Berlusconi sarà PresConsMin non potrà essere processato: insomma, la querela la possono anche fare adesso e poi ritirare tra tre o quattro anni in silenzio. Ma se anche così non fosse, non cambierebbe molto: c’è infatti una sciagurata giurisprudenza che ha preso l’articolo 68 dalla Costituzione, primo comma («I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.») e l’ha ampliato in maniera abnorme, così che ora qualunque affermazione pronunciata da qualunque parlamentare in qualunque occasione viene fatta passare come “nell’esercizio delle sue funzioni”. Insomma, impunità totale per le affermazioni di un qualunque deputato o senatore.
Insomma, un po’ di pubblicità a costo zero, il che in questi tempi fa sempre bene :-)

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Berlusconi accentratore

Ultimamente mi si dice che sono ossessionato da Berlusconi, quando ho scritto della copertura mediatica estera sulla sua visita in USA (a dire il vero ce l’avevo coi media italiani) e del deficit in eredità (il che mi interessa visto che il debito pubblico me lo devo pagare anch’io, chiunque sia il PresConsMin). Che ad esempio io non stia parlando del giro di signorine tra Villa Certosa e Palazzo Grazioli, cosa che non mi interessa affatto, sembra ininfluente.
Ora vedo però che anche Mantellini è tacciato di essere diventato un “blog politico di sinistra” per aver raccontato della multa al tipo che ha chiamato il proprio cane Berluscane e per avere espresso dubbi sulle “lotterie da supermercato”. In tutto questo vedo due cose che non mi piacciono. La prima è che l’accentramento berlusconiano (“la politica sono io”) ha portato a far sì che non appena si parli di politica si arriva per forza a parlare di Lui, e quindi non si possa più fare un discorso generale senza che qualcuno ci dica che si è contro di Lui. La seconda, ancora peggiore, è che il parlare di politica è una cosa che sta sempre più diventando osé… cosa che probabilmente farà piacere a molti (a destra ma anche a sinistra), per la serie “non parlate al manovratore”. Questi danni sono ancora peggiori, mi sa.
Detto tutto questo, mi sono perso la possibilità di commentare questa notizia: il botulino sembra poter essere una cura per la calvizie, il che si direbbe sinergia pura :-)

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