Guardate questo commento a un mio post di sabato scorso. Era finito nello spam, io l’ho recuperato ma ho tolto tutti i riferimenti al sito corrispondente a “original 2D character animation” (i curiosi possono immaginare qual è, non ho cancellato il nome del sedicente utente). Perché non hai cancellato il commento, mi direte? Perché aveva senso, almeno a una prima lettura. Poi l’ho riletto, il mio neurone si è attivato, ho dato in pasto il testo del commento a Pangram che ha detto “non ne sono certo perché non è molto lungo, ma secondo me è 100% IA”, concordando con il mio neurone un po’ lento. D’altra parte, anche senza considerare la frase rimasta in inglese che era quella con il link, se osservate attentamente noterete che la risposta parafrasa quello che avevo scritto, senza contare che fa ridere che uno si chieda come Chuck Jones abbia reso la trasformazione quando avevo messo il link al video.
Per i pochi commenti che ricevo, a parte quelli dei miei ventun lettori, non faccio certo fatica a verificarli a mano. Però quello che è successo è inquietante: un agente si è accorto che in un blog praticamente sconosciuto c’era un post in italiano su un libro vecchio come me, in un’edizione di un quarto di secolo fa che si trova solo come testo usato, ha scritto un commento al riguardo praticamente tutto in italiano e l’ha postato. Non solo non possiamo fidarci che i testi che vediamo siano originali, ma non possiamo nemmeno fidarci delle interazioni alla periferia estrema dell’impero.
Ah: ho chiesto a un LLM se la cosa è già nota nel mondo anglosassone, e mi ha risposto “ovviamente sì”, dandomi questo link. Diciamo che non vedrete più commenti di questo tipo, a meno che le IA diventino ancora più brave.
PS: mi è stato segnalato che non sono il primo italiano ad accorgermene, vedi questo post di Attivissimo di fine agosto. La cosa preoccupante è che l’infezione si è espansa da un blog seguitissimo a uno appunto alla periferia dell’impero. Non c’è via di scampo.
Ultimo aggiornamento:: 2026-10-14
A me è successo a inizio agosto, nei commenti al post “(a) ramengo”. Come te, avevo pubblicato il primo commento rimuovendo il link perché era cmq perfettamente in tema, poi dal secondo commento è diventato palese che era spam (però costruito così bene da sfuggire ai filtri che invece di solito sono efficaci). Ho anche aggiunto una nota a un mio commento specificando gli pseudonimi che erano stati usati:
Comunicazione di servizio: ho rimosso i commenti inseriti dallo stesso bot con nomi plausibili, come Andrea Mancini, Nicola Lombardi, Luca Mariani, Michele D’Angelo, L. Colombo e Francesca Greco, perché è spam dalla stessa fonte e che segue lo stesso modello: commento apparentemente rilevante e molto specifico in tema “ramengo” che sfugge al filtro antispam ma che serve a pubblicizzare siti apparentemente “linguistici”.
Nel mio caso ci sono stati solo sei tentativi tutti allo stesso post, poi che io sappia non è successo più nulla (raramente guardo nella cartella spam perché di solito non ci sono falsi positivi, inoltre ultimamente il mio sito non è molto aggiornato perché al momento non posso scrivere più spesso).
Il problema non è se il sito|blog sia molto seguito o meno, ma se contenga qualcosa che scateni un trigger specifico all’agent che va in giro facendo crawling, diretto od indiretto. In pratica, poniamo il caso che uno voglia testare se un agent sia un commentatore “credibile” per opere di narrativa: basta che il sito abbia un ranking decente e specie su argomenti “di nicchia” trova attraverso una query il tuo post, e ci lavora sopra. La lingua (se parliamo del continente europeo occidentale) non è più un problema per un LLM.