Magnifica Humanitas e IA

vignetta di Natangelo
Natangelo sull’enciclica (ma avrebbe dovuto usare Claude)
Mi ci vorrà ancora un po’ di tempo per leggere e digerire la prima enciclica di Leone XIV. Sono ancora al capitolo uno; posso dire che il paragone introduttivo tra Babele e Neemia mi è piaciuto (e curiosamente nel culto luterano il giorno prima della pubblicazione era Pentecoste e hanno appunto usato Babele come lettura). È anche interessante notare che nella Dottrina sociale (tema dell’enciclica) la Chiesa non pretende di avere la verità. Se volete, è implicito nel fatto che non si sta parlando di un dogma, ma esplicitarlo fa sempre bene.

Quello di cui voglio parlare oggi riguarda come è stata scritta l’enciclica. La prima cosa è che non esiste (almeno per ora) una versione latina. La cosa è più importante di quanto sembri: non è chiaro quale sia la versione ufficiale da considerare (italiano? inglese?) in caso di differenza nella definizione di un concetto. Chissà quale è stata la versione di lavoro… Ma la seconda cosa è che c’è chi dice che l’enciclica contro l’abuso dell’intelligenza artificiale… è stata scritta usando l’IA. Potete vedere per esempio questo articolo del manifesto, che ovviamente ci sguazza: se preferite un’analisi più tecnica, c’è questo articolo di LessWrong. Ho letto quest’ultimo articolo e ho molti dubbi sull’approccio seguito. Già la logica “la versione italiana è quella di partenza perché il Vaticano sta in Italia” non ha nessun senso. Ormai la Curia è multinazionale: è probabile che sappiano tutti un po’ di italiano, ma non è affatto detto che l’italiano sia stata la lingua veicolare usata per la bozza. Ma poi diciamocelo: in Vaticano non sono degli imbecilli. Non mi stupirei che abbiano usato l’IA per scrivere una bozza, ma poi se la sono riguardata da cima a fondo per verificare che non fosse stato scritto qualcosa che non va. Né si capisce perché avrebbero dovuto usare l’IA per il documento ma non per tradurlo, cosa che avrei trovato più logica… Anche il punto sullo stile di scrittura diverso rispetto alle encicliche precedenti non ha un grande senso. È chiaro che Leone non ha scritto tutto lui, ma non ci credo nemmeno per un istante che non abbia riletto e corretto tutto, e chiaramente lo stile di scrittura di una persona per cui l’inglese è la lingua nativa è diverso da quella di un sudamericano, di un tedesco, di un polacco e più vicimno a quello di un LLM che è stato addestrato con materiale per la maggior parte in inglese.

Non mi stupirei né mi preoccuperei, invece, se le bellissime infografiche che sono state preparate dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale fossero state generate con l’aiuto di uno strumento IA. Più che altro mi chiedo perché l’URL del dicastero (creato da Francesco dieci anni fa, ci credo che non l’avessi mai sentito nominare) ha il nome in inglese; ma questo con l’IA non c’entra nulla.

Aggiornamento: (16:20) se vi interessa un lungo soliloquio di un cattolico conservatore statunitense professore di computer science, potete leggerlo qui.

6 commenti su “Magnifica Humanitas e IA”

  1. Ti segnalo – se ancora non l’hai visto – il post della Corbolante (secondo lei, anche se non ne ha le prove- non è l’inglese la lingua di partenza).

    1. sì, l’avevo letto. Quello che posso dire io – commentavo su Mastodon, purtroppo i thread si sfilacciano – è che almeno introduzione e la prima parte del capitolo 1 nella versione italiana hanno lo stile che mi aspetto da un’enciclica. Quindi se anche l’avessero tradotta in italiano ci avrebbero dovuto lavorare su parecchio.

  2. Già, begli esempi! Per la torre di Babele decidono democraticamente cosa fare allo scopo di continuare a vivere insieme ma, per motivi non pervenuti, non va bene e nascono i corsi di lingua. Invece nell’altro caso portato ad esempio uno solo decide e convince che tutti devono costruire… un muro! Cioè democrazia, dialogo, vita insieme non vanno bene, mentre muri, nemici, separazione, convincimento di decisioni prese altrove sono un modello!
    Invece apprezzo che sia lodato il FOSS (e anche l’hardware libero), anche se forse non era questa l’idea…
    Anche il fatto che sarebbe meglio vivere tutti contenti anziché no, è una bellissima idea. Forse non molto profonda o articolata… ma bella. Diciamo che se qualcuno vince il concorso per miss mondo, almeno il discorso ce l’ha pronto e senza passare per il prompt.

  3. Immagino, ma è una mia personalissima teoria, che il tutto sia il risultato di un cambiamento profondo delle strutture curiali iniziato da Francesco e portato avanto da Leone che ha profondamente alterato le modalità ed i tempi seguiti per questo tipo di operazioni. Meno Curia (cui il Latino è la lingua standard), più operativi (che provengono un pò da tutto il mondo).

    E’ tradizione comunque che il primo capitolo sia scritto dal Pontefice stesso.

  4. un cattolico

    “curiosamente nel culto luterano il giorno prima della pubblicazione era Pentecoste e hanno appunto usato Babele come lettura”

    Va a finire che con l’attenzione necessaria da corista ti ricordi più le letture luterane che quelle della messa :) Actuosa participatio ma nella Santa Cena :D

    “nella Dottrina sociale (tema dell’enciclica) la Chiesa non pretende di avere la verità. Se volete, è implicito nel fatto che non si sta parlando di un dogma, ma esplicitarlo fa sempre bene”.

    Occorre però anche esplicitare che in tutti i pronunciamenti magisteriali la Chiesa impegna l’assistenza dello Spirito: quel che cambia è il grado di “lucidità” della verità descritta. Ossia: la Chiesa non può insegnare qualcosa di moralmente sbagliato o di erroneo dottrinalmente, anche se parla di riciclo dei rifiuti. Ma in un dogma la verità è descritta nella sua essenzialità in modo ineccepibile, in un documento sulla sua dottrina sociale questa chiarezza può non esserci, ma non è che può essere fallibile.

    Credo di aver già fatto qui un esempio letto non ricordo più dove che rende chiaro il concetto: un fedele che guardi San Pietro dal sagrato, dal colonnato o da Castel Sant’Angelo sempre San Pietro sta guardando. Ma i dettagli e la precisione saranno enormemente maggiori nel sagrato che non dalle sponde del Tevere, dov’è l’ex fortezza-mausoleo.

    Non so se regga un paragone con gli ordini di infinito :) Nel senso che sempre di infinito matematico si tratta, ma ha vari ordini.
    Mentre nel Magistero si passa da infallibile (suddiviso in due distinte verità: 1. verità divinamente rivelate, proclamate con atti definitori, a cui si deve credere per fede divina e cattolica, 2. e verità della dottrina cattolica, proclamate con atti definitivi, che si devono fermamente accogliere e ritenere) a “non erroneo” (il terzo grado di verità a cui il fedele deve “religioso ossequio dell’intelletto e della volontà”)…

    “non esiste (almeno per ora) una versione latina”

    Purtroppo sarà sempre più così, essendo sempre meno i vescovi in grado di leggere efficacemente un testo latino (e il Magistero è episcopale, non curiale…).

    “non è chiaro quale sia la versione ufficiale da considerare (italiano? inglese?) in caso di differenza nella definizione di un concetto”.

    A questa domanda, salvo un’insolita (per questi tempi) dichiarazione della Sala Stampa su mandato papale, avremo risposta solo leggendo gli Acta Apostolicae Sedis del 2026, che sono la Gazzetta vaticana… Sempre che non esca in futuro una latina, come si spera, e allora sì che sarà quella (e sarà riportata negli Acta).

    “in Vaticano non sono degli imbecilli. Non mi stupirei che abbiano usato l’IA per scrivere una bozza, ma poi se la sono riguardata da cima a fondo per verificare che non fosse stato scritto qualcosa che non va”

    Boh, per quanto è acerba ad oggi la IA mi auguro di no.

    “mi chiedo perché l’URL del dicastero (creato da Francesco dieci anni fa, ci credo che non l’avessi mai sentito nominare) ha il nome in inglese”

    Purtroppo non è neppure l’unico sito con dominio vaticano in inglese:
    academyforlife,
    migrants-refugees,
    pass (Pontifical Academy of Social Sciences),
    vatican,
    vaticanmedia,
    vaticannews,
    vaticanstate
    etc etc

    1. Secondo Claude, molte chiese luterane usano il Revised Common Lectionary, che per l’Anno C offre Genesi 11 come alternativa ad Atti 2. E la cosa buffa è che il Common Lectionary del 1983 da cui è poi nato il RCL si era ispirato pesantemente all’Ordo Lectionum Missae cattolico del 1969…
      Ovviamente per i cattolici tutto il tempo di Pasqua ha gli Atti come prima lettura, quindi per quanto Babele abbia un suo senso non ci poteva stare.

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