D’accordo, ho barato un po’. Quattro o cinque post hanno cambiato data di pubblicazione, e due o tre sono stati creati a posteriori. Ma oggi sono 1096 giorni di fila in cui questo blog ha (almeno) un post.
Scrivere qualcosa ogni giorno non è facile. Rispetto alle rubrichette che ormai tutti i principali quotidiani hanno in prima pagina io ho due grandi vantaggi: non mi legge quasi nessuno e soprattutto non sono costretto a rincorrere la cronaca; per esempio il sabato e la domenica sono ormai sempre dedicati alle recensioni dei libri che ho letto e al quizzino della domenica, anche se a volte mi capita di aggiungere qualche altro post al volo. Il mio scegliere di aspettare un giorno o due prima di commentare mi dà poi un ulteriore vantaggio, perché ho più tempo per pensarci su e per trovare voci discordanti che mi possono costringere a rivedere alcuni miei pre-giudizi. Insomma, la probabilità che io scriva qualcosa di sensato aumenta :-)
Però vi garantisco che non è affatto facile trovare sempre qualcosa da dire e quindi mi verrebbe quasi da compatire quei giornalisti, considerando che quandoque bonus dormitat Homerus. Diciamo che però da chi è pagato profumatamente mi aspetterei almeno un po’ più di mestiere…
Ultimo aggiornamento:: 2020-08-04
questo tuo post mi ha fatto tornare alla memoria un lontano episodio della mia vita scolastica. Quarta elementare, invece dei soliti pensierini o del solito tema, la maestra ci diede: “tema libero”. E io scrissi due paginette sul tema libero. Ovvero di che cosa cambiava quando invece di parlare di un argomento definito, dovevo essere io a decidere. Pregi e difetti delle varie opzioni. La maestra restò basita, e chiamò i miei per sapere se ero normale…
Mi sembrava uno svolgimento interessante :)