Le donne della NASA celebrate dai LEGO

Scopro solo oggi da Business Insider (versione americana, chiaro) che Lego ha preparato un minikit “Women of NASA”, con i minipersonaggi di due astronaute (Sally Ride e Mae Jemison), un’astronoma (Nancy Grace Roman) e un’informatica (Margaret Hamilton). Rispetto ai soliti modelli Lego riservati alle bambine mi pare che questa sia una rivoluzione copernicana. L’articolo nota anche la mancanza di Katherine Johnson: secondo quanto scritto parrebbe sia stata lei stessa a non accettare di essere raffigurata, ma non so quanto la cosa sia vera.

(l’immagine di Hamilton qui a fianco è iconica, e dovrebbe essere nota a tutti).

7 comments

  1. A proposito di Katherine Johnson, me la sono persa io o non hai proprio fatto alcuna recensione sul film “Il diritto di contare”?

  2. @daniele: ammetto che nonostante i due ottenni non guardo molto cosa succede nel mondo Lego. La mia esperienza si è limitata a vedere i Lego Friends “standard”.

    @S.: non ho visto il film (passi), ma non ho nemmeno letto il libro (e questo la dice lunga sulla quantità di roba in lettura che ho nei miei scaffali fisici e virtuali.

    • Un film è certamente più rapido rispetto ad un libro. Ovvio che poi servirebbero entrambe per un giudizio più completo ma io mi areno molto prima.

        • Il fatto che l’astronauta Glenn abbia chiesto specificamente che fosse lei a ricontrollare i calcoli dell’IBM 7090 pare sia vero. A me pare commovente come passaggio.

          • Trovo strano che si sia deciso di attribuire alla persona sbagliata la lamentela per i bagni razzisti (sarebbe stato comunque commovente!). Così come trovo ingiusto far sembrare bistrattata la futura ingegnere, quando a quanto pare era molto più rispettata e ad esempio non ebbe mai i grossi problemi descritti per seguire la scuola per soli bianchi.

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