eresie papali

Forse avete sentito parlare della “correzione formale” contro quanto scritto da papa Francesco nella sua esortazione Amoris Laetitia, firmata inizialmente da quaranta (al momento le firme sono salite a 79) tra prelati, teologi e “persone informate sui fatti”: se volete potete leggerla nel sito appositamente messo su e finanche aggiungere la vostra firma, proprio come su change.org. In pratica questi signori, anche se si professano devoti cattolici, stanno dicendo che le affermazioni papali sono eretiche.

Di per sé sono abbastanza certo che da qualche parte nel diritto ecclesiastico sia contemplata la possibilità di dichiarare eretico il papa. Ma sono anche abbastanza certo che per arrivare a quel punto ci voglia una maggioranza qualificata del collegio episcopale. Chi ha firmato quella lettera? Nessun cardinale, nessun vescovo in comunione con Roma: c’è solo Bernard Fellay, il superiore della Fraternità San Pio X cioè dei lefebvriani. Troviamo poi il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello IOR dal quale è stato defenestrato nel 2012 (regnante Benedetto XVI, mica Francesco) e l’ex vicepresidente CNR Roberto de Mattei (avevo già raccontato di lui qualche anno fa). Insomma, è come se in una protesta dei professori universitari ci fossero solo firme di cultori della materia e qualche ricercatore non ancora confermato. Certo, nella lettera è indicato che i firmatari «rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare», il che da un lato indica pavidità da parte di costoro e dall’altra cozza contro la pubblicità dei “dubia” firmati l’anno scorso da quattro cardinali. La cosa più divertente, vista dall’esterno, è che questi prima scrivono al papa che non risponde e allora vanno a piangere sui media laici che come è intuibile in queste cose ci guazzano: il tutto mi sa nel ttoale disinteresse della stragrande maggioranza dei fedeli.

Io non sono un teologo e non ho neppure letto tutta Amoris Laetitia. Quello che però mi pare di aver compreso è che l’esortazione segue il tipico comportamento della chiesa in salsa gesuitica (ma non solo, vedi Giovanni XXIII). In pratica, vengono ribaditi i dogmi fondamentali della religione, cioè quello che si può e quello che non si può fare, e poi si ricorda che il singolo caso può e deve essere considerato nella sua interezza: come diceva il catechismo di san Pio X, per incorrere in un peccato mortale occorrono materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso, e dunque a differenza della legge italiana l’ignoranza è una scusante. Ma per questi firmatari ciò che conta è il legalismo spinto…

11 comments

  1. “rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare”

    da un punto di vista squisitamente tecnico chiunque sia interno alla Romana Chiesa non può essere firmatario di un dcumento del genere. In casi di questo tipo un religioso cha abbia preso i voti (e non sia lui stesso eretico quindi al di fuori della chiesa) deve utilizzare tempi e modi definiti dalla Chiesa per opzioni del genere, pena nullità dell’atto stesso e diffida formale da parte della curia, con possibile sospensione.

    Da un punto di vista politico si vede dalla lista dei firmatari che è partita la fronda interna alla chiesa tra “il blocco conservatore” vs “tutti gli altri”. Francesco ha uno stile molto manageriale nella gestione del suo mandato, alias molto abrasivo nei confronti di chi non la pensa come lui (al contrario di chi l’ha preceduto). Francesco si è fatto molti nemici, alcuni secondo me poteva anche evitarli di metterseli contro inutilmente, ma ormai è tropo tardi, la rivolta è appena iniziata e questo è uno dei fronti, quello più visibile e questo documento cerca di coalizzre i vari anti-Francesco in un fronte comune.

    Il fatto che il sito in questione sia bloccato all’interno del Vaticano lo trovo pure un segno di debolezza.

    • (a) ripeto che i dubia sono logicamente coerenti con questo sito
      (b) ti sei connesso dalla rete vaticana per controllare? 🙂

      (comunque sì, questa è una chiamata alle armi per la fronda interna, ma non credo arriverà molto avanti)

      • a) coerenti o meno son cosa diversa dalla lettera
        b) c’è una comunicazione interna del vaticano a riguardo che mi sembra genuina…

        sul fatto che arrivi lontano o meno, io ti premonizzo che chiunque sarà il prossimo papa, molte cose torneranno come prima.

        • (a) i dubia tecnicamente, a parte il nome, sono gli stessi
          (b) hai il link?
          (c) dipende anche molto da quando Francesco lascerà il pontificato.

          • (b) la notizia l’ha diffusa l’ANSA, sembra poi sia stata smentita dal vaticano ma non ho fonti autorevoli (non considero il Giornale una fonte affidabile). Il sito della sala stampa vaticana è amichevole come una messa in aramaico. Non mi fido ne dell’uno, ne dell’altro.
            (c) sono molto meno ottimista

    • Francesco ha uno stile molto manageriale nella gestione del suo mandato, alias molto abrasivo nei confronti di chi non la pensa come lui (al contrario di chi l’ha preceduto). Francesco si è fatto molti nemici, alcuni secondo me poteva anche evitarli di metterseli contro inutilmente, ma ormai è tropo tardi, la rivolta è appena iniziata e questo è uno dei fronti, quello più visibile e questo documento cerca di coalizzre i vari anti-Francesco in un fronte comune.

      Concordo completamente, sia sul vetriolo sparso dal Papa (molto più dei suoi predecessori) su chi ha sensibilità ed estrazione antitetiche, sia sulla rivolta.

      (b) Una nota della SSSS (Sala Stampa della Santa Sede, acronimo diffuso nell’ambiente) asserisce che il sito è perfettamente visibile dai dipendenti del Vaticano, ma che una policy interna ben precedente al sito con la correzione filiale non permette di accedere a pagine Web con form compilabili con propri dati personali, e che quindi non si può aderire alla correzione da PC del Vaticano. Insomma lo devono fare da casa (sempre che non siano tra i pochissimi che dormono nei Sacri Palazzi).

  2. «Di per sé sono abbastanza certo che da qualche parte nel diritto ecclesiastico sia contemplata la possibilità di dichiarare eretico il papa. Ma sono anche abbastanza certo che per arrivare a quel punto ci voglia una maggioranza qualificata del collegio episcopale.»

    Davvero? Non so nulla di simile.
    Ai tempi di papa Giovanni XXII (occhio al numero delle stanghette: non parlo di papa Roncalli) bastarono un gruppetto di cardinali e teologi per fargli ritrattare uno scritto eretico sulla visione beatifica differita, ma ovviamente non era in vigore l’attuale CJC, che è del 1983.

    Certo, nella lettera è indicato che i firmatari «rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare», il che da un lato indica pavidità da parte di costoro

    Pavidi sicuramente sì, ma a ragione: il Papa sta davvero facendo piazza pulita di coloro che – a parole – aveva detto di preferire per due ragioni (diceva di non amare gli adulatori e diceva di amare la parresia). I non “lecca calzini”, come li definì lui.

    il tutto mi sa nel ttoale disinteresse della stragrande maggioranza dei fedeli

    E questo è l’aspetto più triste e doloroso della vicenda. Che la Chiesa insegni X e il giorno dopo non X ai più (dentro la Chiesa) non frega nulla :-(.

    Ma per questi firmatari ciò che conta è il legalismo spinto…

    Beh non mi sembra legalismo spinto dire: “Scusate ragazzi, ma se la confessione ha un qualche senso e ora mi dite che alcuni divorziati risposati sessualmente attivi possono comunicarsi anche senza pentimento, ma allora che ci confessiamo a fare? Tana libera tutti o solo loro sono gli eletti che possono non essere pentiti e assolti per comunicarsi?”

    • epperò il can. 1404 del diritto canonico mi pare parli di giudizi civili/penali: «Prima sedes a nemine iudicatur», un po’ come il nostro PresRep che è irresponsabile… salvo che per alto tradimento.

      Ad ogni modo La ringrazio per avermi fatto capire la differenza sostanziale tra i “dubia” e la “correctio”.

      • Maurizio occhio a prendere troppo sul serio quanto scrive Consorti: pochi giorni fa è stato l’unico canonista (in realtà che io sappia ferrato in diritto ecclesiastico) a dare ragione a Melloni sulla storia del patronato a Giovanni XXIII, ignorando bellamente (più plausibilmente omettendo di ricordare) quanto anche tu sai: l’Ordinariato Militare è a tutti gli effetti una diocesi per volontà di san Giovanni Paolo II. #EpicFail

  3. Ah cmq sì: la pochezza di conoscenze del Consorti sul diritto canonico e sulla dottrina cattolica l’hai bene esemplificata te.
    Per il Consorti un Tribunale ecclesiastico (che giudica sulla base del diritto canonico) e la Congregazione per la Dottrina della Fede (che giudica la retta dottrina di chicchessia) sono evidentemente un’unica istituzione :-((