l’ottimismo di Microsoft

Tra domenica e lunedì mi è stato installato sul PC il nuoverrimo aggiornamento di Windows. A parte avermi chissà perché tolto Classic Shell 🙂 e avere fatto grandi casini con le VPN :-(, dopo una mezza giornata di ruminio è ripartito da zero con le opzioni di condivisione dati, tra cui quella sui “relevant ads” (“pubblicità pertinenti”, o come l’hanno tradotto in italiano). Io gli ho gentilmente detto che no, non mi interessa che mi scelga la pubblicità, e il commento è stato “The number of ads you see won’t change, but they may be less relevant to you”.

Posso capire che Microsoft voglia guadagnare con la pubblicità. Però non capisco perché qualcuno dovrebbe avere un incentivo ad avere pubblicità pertinenti, anche ammesso e non concesso che si riuscisse davvero a scremarle dalle altre: chi è che si diverte a guardare le pubblicità? (la buonanima del catalogo Postal Market non conta) Aggiungiamo poi un altro punto. Posso immaginare che Microsoft guadagni un po’ dal numero di visualizzazioni delle pubblicità e un po’ di più dal numero di clic su di esse; questo significa che più le pubblicità sono pertinenti più è probabile che guadagni. A questo punto, se proprio vuole cercare di intortare l’utente, non gli converrebbe dire “Avrai più pubblicità totale (di tipo generico) rispetto a quella con l’opzione con le pubblicità pertinenti”? A questo punto l’utente potrebbe anche essere incentivato a scegliere l’opzione 🙂

2 comments

  1. “Te giunte mac tì!” diceva il mio avo. (Credo fosse il nonno di mia nonna.) In italiano: “Ci perdi solo tu.” Che poi Google ha tradotto in “Don’t be evil.” Perché fare una brutta figura? Loro dicono: “Io guadagno se tu clicchi sulla pubblicità. Mi rendi la vita difficile, nascondendo i tuoi dati personali? Peggio per te… guarda, ci perdi solo tu… io ti volevo dare tutte queste funzioni magnifiche e tecnologiche, ma se tu sei nel medioevo, libero di farlo eh, ci mancherebbe. Rispetto. (Ma poi, sottovoce:) VDM…”

    Ricattare i clienti non è una strategia vincente. Devono essere loro a scegliere di pagare. Due, tre volte, lo stesso prodotto. Offro un servizio magnifico, ci devo guadagnare. Un telefono a 300€? Toh, lo comprano tutti. 500€? Ma guarda… ancora! 839€? In arrivo dal prossimo autunno…

    Và da sé che la pubblicità pertinente è l’unica pubblicità che funziona. Per un inserzionista non ha senso mandare pubblicità di pannolini a chi non ha figli: quindi comprerà pubblicità più volentieri da chi può stimare l’età di chi sta davanti al PC (meglio ancora se si conosce anche il genere). Quindi mostrando la pubblicità di pannolini solo a chi ha circa 25-35 anni… e guai a cliccarci sopra, non le togli più fino all’università. Ah no, basta cercare libri scolastici. Poi cerchi tablet e cellulari. E a quel punto tu puoi vivere tranquillo, come obbiettivo della pubblicità tu perdi interesse: adesso i figli hanno il tablet…

    Lunga vita ad AdBlock, Ublock, e compagnia. Guarda caso, non si possono installare sul cellulare… e siamo di nuovo fregati. O meglio si possono, ma con numerose limitazioni.

    (ps: VDM non lo trovi su Wikipedia. Come la maggior parte degli insulti.)

  2. Poi tutti a far la guerra agli adblocker perché il commercio e questo e quello e yadayada cimpalimpa ravafava. Forse non si rendono conto che ormai la pubblicità sta rompendo, e alla grande.

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