“Credevo che fosse una notizia vera”

Essendoché è la vigilia di Pasqua, non è che ci siano tante notizie. Lasciando perdere sciocchezzuole come una possibile guerra mondiale nello scenario della Corea, Repubblica fa un grande scoop e intervista uno di coloro che hanno rilanciato su Facebook la bufala sulla sorella della presidente della Camera:

Chiedo scusa a Laura Boldrini. Che altro posso fare? Ero convinto che si trattasse di una notizia vera”. Felice Di Rocco, 70 anni, ex autista in pensione, di Termoli, è uno dei moltissimi utenti Facebook che ha rilanciato notizia falsa sulla sorella della presidente della Camera.

Che si può dire? Tante cose. Che il signor Di Rocco ha un’altissima opinione delle sue capacità di riconoscere la verità o falsità di una notizia. Che il suddetto ha anche un desiderio così grande di notorietà che accetta gioiosamente di essere sputtanato su un quotidiano nazionale (ma questo può essere un mio bias: è possibile che il lettore tipico non lo prenda affatto per uno sputtanamento). Ma soprattutto che Repubblica ha fiutato i vantaggi di una campagna di questo tipo contro le fare news, e ci si è buttata a pesce. Non credo siano arrivati a pensare che delegittimare le bufale sui ben noti siti a ciò dedicati porta implicitamente a una maggiore autorevolezza della loro testata, ma non si sa mai.

One comment

  1. Per prima cosa Buona Pasqua. Può darsi che i giornali cerchino di accreditarsi come più autorevoli dei siti di fake news per loro interesse, ma in questo caso non ci vedo niente di male. Comunque tutti ‘sti signori dov’erano quando Giovanardi aveva veramente il fratello che gestiva il cpt della Misericordia a Modena e prendeva soldi a fondo perduto, e per di più venivano denunciate torture (vedi Report)? Non voglio fare la “berlusconide di sinistra” e dire che c’è il giustizialismo a orologeria, però un po’ sembra così.