Sessuofobia

Nel memoriale sul caso Vatileaks2 che sarebbe stato scritto da Lucio Vallejo Balda e che non si sa come è nelle mani di Repubblica il monsignore racconterebbe di aver avuto rapporti, “anche carnali” (qui è Repubblica che se ne esce con queste perifrasi), con Francesca Immacolata Chaouqui. Tra le righe deduco che la sua linea difensiva sarebbe che ha dovuto passare i documenti riservati (“ma solo quelli meno importanti”) perché ricattato.

C’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato se un prelato – non una qualsiasi beghina – sia così poco convinto della misericordia divina da decidere di trafugare documenti riservati anziché confessare di aver fatto sesso, magari direttamente con il papa. E non so se ci sia qualcosa di ancora più fondamentalmente sbagliato nell’altra ipotesi: che cioè Vallejo Balda abbia avuto altri fini, ma pensi che affermare che la colpa è stata tutta del sesso possa essere una circostanza attenuante.

14 comments

  1. Cosa ci garantirebbe l’autenticità di questo memoriale (o quantomeno di quanto ci viene “riportato” da Repubblica come contenuto del memoriale del monsignore)?
    Il secondo apoftegma più famoso del Divo – dopo quello sul potere logorante – nel caso di Repubblica perde sine dubio l’avverbio “spesso” a favore di un più stringente “quasi certamente” :D.

    Entriamo nel dettaglio dei presunti contenuti:

    1.
    «Lei mi disse che apparteneva ai servizi segreti italiani e che la sua unione con Corrado Lanino era un matrimonio di copertura. Mi mandò delle foto di Corrado con un’altra donna, la sua vera moglie […]
    Sono andato a parlare con il capo dei servizi segreti, lui neanche la conosceva, rimasi sorpreso, iniziai così a chiedere informazioni e tutte le volte scoprivo sempre truffe diverse. […]
    Il 12 dicembre ricevo un invito a pranzo da Luigi Bisignani. A quell’incontro volevano farmi credere che Francesca lavorava per i servizi segreti, che il suo capo era l’ambasciatore Massolo».

    Ammesso e non concesso che ad un monsignore qualunque basti che una raccomandata qualsiasi (anche una che gli si è concessa…) gli dica di essere un agente segreto per crederle ciecamente, davvero crediamo plausibile che un qualunque monsignore vaticano (e ricordo che monsignore non vuol dire vescovo, ma è un titolo onorifico che una moltitudine di preti che lavorano in Curia hanno, compreso questo monsignore) possa agevolmente parlare con il “Capo dei servizi segreti italiani” (in questo caso, stanti i contenuti del “memoriale”, evidentemente Giampiero Massolo, direttore del DIS (Dipartimento informazioni per la sicurezza) e chiedergli apertis verbis se Tizia o Caia fanno parte dei suoi collaboratori, e ricevere – “naturalmente” – una risposta esaustiva?!?!?

    2.
    Davvero si crede che infilando qualche muy ogni tanto il testo divenga credibile?!?!?

    3..
    «Davanti alle richieste dei due giornalisti, monsignore dice di aver soggiaciuto “e ho passato i documenti “. Ancora: “Ho cercato di dare quelli meno pericolosi e dannosi, o di scarso valore”. Passerà anche cinque fogli con le password dei file criptati tenuti nel suo indirizzo di posta. Lanino e la Chaouqui, mette a verbale monsignor Balda, detengono le password del suo indirizzo e-mail.»

    Tanto per farlo passare ancora di più per coglione arrivano al punto da farci credere che non abbia ancora cambiato password?!?!

    4.
    «Dietro Francesca c’è Paolo Berlusconi (ma forse si confonde con Silvio, ndr): lei assisteva in modo abituale alle feste di Palazzo Grazioli, a Roma. […]
    Ancora: “Carlo Carrai (il riferimento è probabilmente a Marco, amico del premier, ndr) è molto vicino a Francesca, lei è andata al suo matrimonio”».

    Così sbadato da sbagliare ogni volta un nome comune e stranoto con uno assai meno conosciuto se non proprio sconosciuto?!?!?

    Insomma ce lo stanno dipingendo come un vero e totale decerebrato. Tutto può essere ma di Repubblica non mi fido. Troppe volte ha scritto emerite boiate.

    • @un_cattolico: ma anche se fosse tutto inventato da Repubblica (e nota che ho usato il condizionale) resterebbe il punto di base del mio post: far trovare normale che in Vaticano pur di coprire gli atti sessuali si farebbe di tutto.

      • Beh questo tentativo è in atto dai primi scandali sulla pedofilia (in parte anche a ragione, perché è evidente che alcuni hanno coperto dei mostri “per non infangare il buon nome dell’Istituzione”).

        Mi dirai che una cosa è un atto pedofilo altra un atto con un/una adulto/a consenziente.

        Eppure se ti leggi cosa scrive tuttora Mons. (anche lui solo prete, non vescovo) Charamsa nel suo blog, troverai che il tema Sesto Comandamento è presente in ogni suo messaggio… Insomma per lui il problema non è tanto che il sacerdozio è negato alle persone omosessuali (sì anche quello, ma non è il problema principale per lui!), ma che i sacerdoti omosessuali validamente ordinati non possano avere regolari rapporti sessuali coi propri compagni, perché “Dio li ha fatti così”…

        Tutto questo per dire che trovano gioco facile a lasciar credere che in Vaticano siano tutti ossessionati dal sesso, perché effettivamente alcuni di loro lo sono. E nei secoli la stessa Chiesa non ha sufficientemente ricordato – anzi talvolta ha colposamente omesso di dire – che il Decalogo ha un ordine di priorità, e che i primi cinque comandamenti non vengono prima per caso… 🙂

        • no. A parte che se ci fosse il principio di ordinamento dei peccati rubare sarebbe meno importante di “commettere atti impuri” (e Vallejo Balda avrebbe ragione…) la questione è diversa.
          I primi tre comandamenti riguardano direttamente Dio e gli altri sette il mondo, cioè uomo+Dio; la differenza di numerazione rispetto a quelli della Torah serve proprio a ottenere questa ripartizione che proviene dalla tradizione greco-ellenistica e non da quella ebraica.

          Poi Es 2,14 e Dt 5,18 dicono “Non commettere adulterio” che è ancora cosa diversa…

          • «no. A parte che se ci fosse il principio di ordinamento dei peccati rubare sarebbe meno importante di “commettere atti impuri” (e Vallejo Balda avrebbe ragione…)»

            Stai ipotizzando che distruggere una particola consacrata e rubare il superfluo abbiano lo stesso ordine di gravità?

            Naturalmente sono entrambi peccati mortali, la materia grave è innegabile in entrambi i casi, ma così come non tutte le santità si equivalgono, neppure tutte le empietà si equivalgono.

            Tornando al tuo esempio: a quel monsignore non si contesta solo di aver trafugato dei documenti. Ma di aver trafugato documenti secretati, dunque di aver tradito la fiducia dei suoi superiori, e in particolare quella del Vicario di Cristo. Tradire è un po’ più che rubare.

            Quanto al “non commettere adulterio” saprai che non siamo la Religione del Libro, anche perché sennò a messa ci andresti il sabato mattina 😉

            #SacraScrittura #Tradizione #Magistero
            E la Tradizione ha preceduto la Sacra Scrittura (che è stata scritta anche a secoli di distanza da determinati fatti, forte e dell’ispirazione degli scriventi e della Tradizione stessa).

          • “il superfluo” l’hai aggiunto tu a “il rubare” 🙂

            Io sto semplicemente dicendo che la lista dei peccati non è in ordine di gravità decrescente (o in due gruppi di gravità decrescente come hai scritto tu) ma hanno un altro ordinamento. È un po’ come il Corano, dove le sure successive alla prima sono collocate in ordine decrescente di lunghezza.

          • «“il superfluo” l’hai aggiunto tu a “il rubare” :-)»

            No, un qualunque manuale di morale.
            Naturalmente ho risposto brevemente (per tua stessa ammissione non ami i commenti lunghi), ma intendo quanto puoi ritrovare ad esempio qui (seconda domanda/risposta):
            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=106

            «Io sto semplicemente dicendo che la lista dei peccati non è in ordine di gravità decrescente (o in due gruppi di gravità decrescente come hai scritto tu) ma hanno un altro ordinamento. È un po’ come il Corano, dove le sure successive alla prima sono collocate in ordine decrescente di lunghezza.»

            E io insisto nel dire che l’ordinamento non è solo storico-critico o funzionale. Dio non fa nulla per caso, specie quando ci dà istruzioni per essere felici, qui ora, non già in Cielo. Questo non vuol dire ovviamente che sia una vera e propria classifica, ma è altrettanto evidente che se il mio idolo è il successo e il denaro, non potrò mai avere come unico dio il Signore Dio. 🙂
            Poi certo gli accorpamenti (la versione mnemonica che tutti conosciamo) sono del tutto umani, ma anch’essi funzionali a rispettare i consigli divini.

          • ” A parte che se ci fosse il principio di ordinamento dei peccati… “

            Io non sono preparato come il Cattolico, ma ho (qualche) memoria degli anni di Catechismo e mi ricordo *eccome* i rigidi insegnamenti riguardo alla priorità e gravità dei peccati. Questo “ordinamento” era uno dei concetti più chiaramente sviscerati e categoricamente definiti che ho un leggero moto di stupore…

            Poi certo la mia insegnante non era il massimo, epperò le idee eran ben chiare allora 😉

          • @mestesso:

            il senso delle parole di Maurizio credo possa essere il seguente:

            da Mt 22,36-40
            “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”. Gli rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.

            Il comandamento di fatto è unico, con sfaccettature che insistono su Dio o sul prossimo (che è la tua opportunità più immediata e continua di amare Dio[1]), ma sostanzialmente unico. E questo è vero.
            Ma è anche vero che all’uomo non basta l’astrazione, e il decalogo ci aiuta un po’ più a districarci nella concretezza del reale, facendolo per gradi e ambiti, anche se le classificazioni non potranno mai tener conto della soggettività del peccato (neppure l’altra mnemonica classificazione che determina la mortalità del peccato: la compresenza delle tre condizioni di materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso).

            [1] da 1Gv 4, 20-21
            Se uno dice: “Io amo Dio” e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

  2. visto il tema, la tua frase aver fatto sesso, magari direttamente con il papa risulta alquanto ambigua 😉

    • Anche a me aveva fatto sorridere quella frase 🙂

      E apre scenari inquietanti:

      Can. 977 – L’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo è invalida, eccetto che in pericolo di morte.

      Can. 1378 – §1. Il sacerdote che agisce contro il disposto del can. 977, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica.

      Se un papa che si unisse carnalmente con un’altra persona poi tentasse di assolverla da quel peccato, sarebbe scomunicato e una volta pentito dovrebbe chiedere ai suoi sottoposti (Penitenziere Maggiore) di rimettergliela. 🙂

  3. Cioè, scusate un attimo, quindi mancare di rispetto ai genitori, non santificare le feste o nominare Dio invano sono peccati più gravi che uccidere? The mind boggles.

    • Se ci si ferma al letteralismo e alla versione mnemonica no, ma il Decalogo è molto più profondo di quelle frasette.

      Per un’idea a riguardo ti consiglio di scaricare da Radio Vaticana gli mp3 delle spiegazioni di don Fabio Rosini.

      Se vuoi una risposta secca: se ignori deliberatamente Dio nella tua vita (e non ti ricordi di Lui e di quanto ha fatto per te neppure un giorno alla settimana), se fatichi ad accettare qualunque autorità, come fosse un peso, stai giorno dopo giorno uccidendo te stesso, e quindi sei anche capace di uccidere gli altri (e ricorda che col pensiero potresti uccidere anche tu, e non è meno grave agli occhi di DIo, Gesù è stato piuttosto chiaro in merito).

      Inutile dire che chi disprezza Dio al punto da bestemmiarlo non può che disprezzare anche l’uomo, sua creatura.

      Per concludere: la giustizia umana è per alcuni versi vicina a quella di Dio, ma quella divina supera quella umana (è allo stesso tempo infinitamente giusta e infinitamente misericordiosa, senza che le due cose entrino in contraddizione, come invece l’uomo – limitato – crede), il famoso «i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie» (Is 55, 8).

      Ad ogni modo tutte le cose che dici ci allontanano dal suo amore, e in questo senso è assurdo – come diceva .mau. – fare una graduatoria: perseverando con quelle scelte sceglierai comunque autonomamente il tuo Inferno, a che giova sapere se sarai più o meno lontano dal Sommo Bene?

      • «Per un’idea a riguardo ti consiglio di scaricare da Radio Vaticana gli mp3 delle spiegazioni di don Fabio Rosini.»

        Scusa Isa, ricordavo male: ha fatto una marea di registrazioni alla Radio Vaticana, ma non sui 10 Comandamenti.