“graduale ma disomogenea”

Mario Draghi, parlando della situazione economia europea, ha affermato che «La ripresa nell’eurozona sta facendo graduali passi avanti, anche se lentamente ed in modo disomogeneo».
Matematicamente parlando, non c’è nulla di strano che i graduali passi avanti avvengano lentamente; anzi mi sarei preoccupato di passi graduali e fatti in fretta, come un personaggio dei cartoni animati che corre sulle punte dei piedi. Non avrei nemmeno avuto nulla da dire su una ripresa lenta e disomogenea; la lentezza è il valor medio della ripresa, la disomogeneità indica che c’è una ampia varianza.
Però non riesco a digerire il graduale e disomogenea. È come pensare alla polenta che man mano si rapprende… però facendo tanti grumi. Voi che ne pensate?

15 comments

  1. “Graduale” qui vuol dire “si fanno dei progressivi passi avanti” (passi, cioé gradi). Significa che non si è avuto un miglioramento repentino e definitivo, ma si stanno avendo dei passi progressivi che non hanno già prodotto il risultato ma che, alla lunga, vanno nella direzione di un miglioramento. E ciò avviene, come si nota, “lentamente”.
    “Disomogenea” vuole dire che questo miglioramento c’è complessivamente, ma se lo si osserva in modo più analitico nelle sue diverse componenti, si nota che è più marcato in alcuni settori che in altri. In tutti i settori va avanti per gradi, ma in alcuni va avanti più velocmente e in altri meno velocemente. E magari in alcuni retrocede, ma ciò non è sufficiente ad inficiare un risultato complessivo che ha il segno positivo.
    Quindi la ripresa è sia “graduale” se intesa come fenomeno complessivo, sia “disomogenea” se la si scinde analiticamente e si misurano distintamente le singola velocità delle sue componenti.
    Nessuna contraddizione.

  2. Non sono un matematico, ma in un sistema multidimensionale “graduale e disomogeneo” non li vedo affatto male assieme (è la norma?). Per farla breve io non ho capito proprio per niente che cosa ti turbi in una frase del genere e quale sia il problema…

    • per essere graduale, una variazione lo deve essere in ogni direzione. Ricordate che per un matematico “graduale” significa “di derivata piccola in valore assoluto”, non “di cambiamento di valore piccolo in valore assoluto”. Disomogenea vuol dire che da qualche parte la derivata non è piccola in valore assoluto: se qualcosa non si muove la sua derivata è zero, e quindi sarebbe piccola.

      • .mau.
        Parli da matematico, ma Draghi è un economista si occupa di scienze sociali, non di scienze esatte. Qui devo essere un po’ “duro”, perdonami. Studio molto i rapporto tra mondo delle scienze esatte e quello delle scienze sociali, perché mi occupo delle leggi che parlano di tecnica. Purtroppo è un errore comune di chi si occupa di scienze esatte applicare il proprio paradigma terminologico-concettuale alle scienze sociali. Il matematico che si occupa da profano di scienze sociali non è diverso dallo scienziato sociale che si occupa di matematica. L’unica soluzione è costruire un terreno comune, che comporta un passo indietro da entrambe le parti. Ma su questo io ci lavoro e ti posso assicurare che non è facile.

        • basta usare parole diverse, e siamo a posto. Se per esempio avesse detto “graduale, debole e solo in alcuni settori” non ci sarebbe stato problema…

          • No (perdonami) ma non è così. Termini diversi possono avere significati diversi in discipline differenti. La matematica non ha un diritto di priorità, come non lo ha l’economia o non lo ha il diritto. Io potrei accusare il matematico di appropriarsi impropriamente di parole del linguaggio giuridico (per esempio “Domìnio”, “sviluppo”, “uguaglianza” ecc.), ovviamente non lo faccio, farei ridere. Ma il discorso è assolutamente simmetrico. Per cui non si tratta di usare parole diverse, ma di non entrare nel merito di discipline differenti dalla propria. Persone con lauree diverse possono/devono parlare tra loro, cercando di capirsi il più possibile (e facendo uno sforzo entrambe), ma l’una non può dire indicazioni all’altra su quale sia l’unico linguaggio possibile da usare o da non usare. Un principio fondamentale del buon rapporto tra ambiti accademici è che chi ha competenza in una determinata disciplina riconosca la sua totale ignoranza nelle altre discipline che non siano affini. Questo vale per un matematico, per un giurista, per uno storico, per uno psicologo… è così. Il matematico che dice al giurista “non usi bene i termini” o il gurista che dice al matematico “non usi bene i termini” fanno entrambi un discorso auto-squalificante (e probabilmente a volte incorro anche io in questo errore).

          • certo che termini diversi hanno significato diverso in scienze diverse. Se io uso “omogeneo” in matematica non ha il significato che ho scritto nel mio post.

          • Errata corrige all’inizio “…Termini uguali possono avere significati diversi in discipline differenti”

      • Come già dissi non sono un professionista, epperò il tutto (per quanto io mi possa esprimere in termini inesatti) ha un suo senso se me lo rappresento idealmente come un grafico a N dimensioni dove la disomogeneità viene rappresentata da (per dire) sottospazi del suddetto che sono molto differenti fra loro, ma che tra loro sono interposti da altri sottospazi che fanno “da ponte” e rendono graduale la transizione. Insomma, a parte l’ovvia cosa che persone con un diverso background usano i medesimi termini in modo differente, a me dà tanto l’impressione che (in alcuni settori almeno) matematicamente la cosa stia in piedi e alcune volte quindi il tuo ragionamento non abbia grande conforto.

  3. “graduale” vuol dire che la norma del sup della derivata prima è piccola, ma non che la derivata prima sia costante: potrebbe essere *ancora* piú piccola in alcuni sottoinsiemi del supporto. anche io non capisco bene il problema, sinceramente.

  4. Parliamo per un attimo in gergo metematichese: se ho una funzione f(x,t) e la mia derivata rispetto al tempo è piccola ma dipende da x (ovvero zone diverse della funzione cambieranno a ritmi diversi), allora il cambiamento della funzione è graduale ma disomogeneo.
    Nel caso di Draghi, non ho letto/sentito la dichiarazione, ma suppongo intendesse che i vari paesi stanno avendo una ripresa che non solo è lenta, ma che in alcuni posti è più lenta che in altri.

  5. Concordo con JB, l’interpretazione più semplice è che la disomogeneità sia “spaziale”, ossia ci sono grandi differenze nell’entità della ripresa tra paese e paese.

  6. Per questioni di adesione a talune ideologie il capo della BCE deve sempre dire cose positive, intese come “più soldi! più lavoro! più latte! più burro! più [ALTRE COSE POSITIVE]!” anche se questo lo fa sembrare sempre un po’ tonto.

    Inoltre per questioni politiche non deve accusare specifici stati a meno che questi non stiano ipotizzando di ribellarsi alle ideologie che incarna.

    Chiarito che di spazio ne rimane poco mi pare che si sia espresso più come poteva che come avrebbe fatto se fosse un’analista libero mosso dal sacro fuoco della scienza o un politico nazionale.

    Ma, nel merito, non mi pare che la definizione sia “sbagliata”. Però va capita a partire dal vocabolario piccolissimo che usa solo ed esclusivamente chi ha quell’incarico. Usare altri vocabolari è un gioco divertente ma non un modo per capire il senso della frase originale.

  7. Minchia… apro le Notiziole dopo qualche mese e trovo nuovo layout … e dato che e’ un layout “forummizzato” mi chiedo se dietro ci sia ancora .mau.
    A parte i Problemi di Identità, io dico che semplicemente “non vuol dire un cazzo perché’ a parlare e’ un burocrate cresciuto sognando di essere come Greenspan ma che, purtroppo per lui, e’ arrivato con 20 anni di ritardo e in un contesto in cui gli economisti dovrebbero smettere di parlare pubblicamente per quanti errori hanno fatto nell’assurgere a totale la propria disciplina professionale, per il solo fatto che per studiarla occorre un minimo di matematica e statistica”.
    Detto questo … “graduale” e’ riferito al fatto che stanno aumentando i morti giornalieri (e quindi i volumi di produzione bastano per i restanti), e il “disomogeneo” e’ riferito alla sostanziale stasi dell’indice di Gini (ie: chi c’ha i soldi continua ad averli, chi muore di fame continua a morire di fame… il che e’ un problema perché e’ più’ difficile andare in giro senza essere derubati o peggio).