congiuntivo trapassato

Lo so, sono una persona orribile e soprattutto un grammar nazi. Con tutti i guai che ci sono al mondo, e con tutti quelli che si stracciano le vesti perché Berlusconi, pur di non arrivare al referendum sul legittimo impedimento, sta cercando di fare quello che i proponenti degli altri quesiti referendari volevano, io mi metto a fare le pulci sui tempi verbali.
Nella conferenza stampa di ieri con Sarkozy Berlusconi ha pronunciato – ho sentito l’audio io stesso – le seguenti parole:

«Se fossimo andati al referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni»

Periodo ipotetico del terzo tipo, o dell’impossibilità: l’antecedente usa il congiuntivo trapassato. Peccato che a oggi non sappiamo affatto cosa decideranno quelle toghe rosse della Cassazione, e quindi il periodo ipotetico sarebbe dovuto essere del secondo tipo, o della possibilità, con un congiuntivo imperfetto: «se andassimo al referendum, il nucleare potrebbe non essere possibile per molti anni» (io aggiungo anche un “potrebbe”, perché non si sa mai, ma non è quello il concetto chiave). Ora è vero che la Cassazione non può e non deve tenere conto di quelle parole del PresConsMin che non hanno alcun valore legale, checché ne pensino Di Pietro e amici; ma è anche vero che – a differenza ad esempio di costui – ritengo possibile che la Cassazione mantenga il quesito, per l’ottima ragione che una moratoria non è un’abrogazione ma solo un rinvio. È chiaro che io non ho formazione legale a differenza del PresConsMin, ma mi picco di conoscere la lingua italiana…
(nota scorrelata: Silvio ha anche affermato che la scelta di andare a bombardare la Libia è dovuta alle richieste «dei nostri alleati e anche degli Stati Uniti d’America». Lascio terminare ai miei ventun lettori il passaggio logico)

8 comments

  1. Colui, tuttavia, sbaglia spessissimo le previsioni sulle sentenze: e quindi aspetta fiducioso la decisione dell’Ufficio Centrale.

  2. Io comunque avrei messo anche una virgola tra Sarkozy e Berlusconi.