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Memorie di un cuoco di un bordello spaziale (libro)

Il libro (Massimo Mongai; 299 pagine; Robin 2003; ISBN 8873710212; 15 €) è il secondo nella serie delle avventure del cuoco Rudy “Basilico” Turturro a spasso per la galassia. Non ho letto il primo, che pure è stato Premio Urania 1997: le mie letture fantascientifiche sono un po’ erratiche.
Dico subito che questo libro non mi è affatto piaciuto. Buona l’idea di vedere tutto dal punto di vista di uno che ami la cucina, e interessanti i flashback con estratti di altri libri del Turturro. Ma avere i nomi di pianeti e razze da dover leggere in stile “eenglehseh” per ritrovarsi con termini romaneschi come “L’Antica Piccola Magione Al Di Là Del Fiume” vale a dire “Kuhsaettuhdaetruhstaevaerae” può essere divertente all’inizio, ma alla lunga scoccia: e gli intermezzi di sesso mi sembrano nello stile dei libri porno-sf degli anni ’70, della serie cioè “fàmolo strano, che tanto basta aggiungere qualche particolare non terrestre e la gente sbava”.
Insomma, non penso leggerò altro del nostro.

Ultimo aggiornamento: 2004-02-12 15:40

Beatles go Baroque

Continuo la recensione della mia trilogia di tributi beatlesiani recentemente acquistati con questo disco (Naxos 8.555010) che traduce una ventina di canzoni dei Beatles in una serie di quattro Concerti Grossi: uno nello stile di Haendel, uno vivaldiano, il terzo bachiano e il quarto senza precisa indicazione. Il tutto diretto da Peter Breiner: la registrazione è del 1992.
Devo dire che sono restato deluso. I brani sono tradotti correttamente in uno stile barocco: ovviamente la stragrande maggioranza è di Paul, che è sempre stato più per così dire orchestrale, ma questo non sarebbe la fine del mondo. Il guaio è che non sento per nulla calore dietro queste trascrizioni: mi sembrano più che altro un simpatico esercizio di stile per fare vedere la bravura. Bravura di Breiner, naturalmente. Se almeno avesse tentato di allontanarsi un po’ dagli originali, avrebbe potuto ottenere qualcosa di diverso da questo effetto Muzak, o se preferite “musica da ascensore”.
Almeno non costava molto :-)

Ultimo aggiornamento: 2004-02-10 15:16

il match imprò di sabato

Qualcuno degli affezionati lettori di queste notiziole è riuscito ad entrare (mi hanno detto che sono state rimandate indietro un centinaio di persone, tra cui il mio collega Adolfo). Per gli altri, che dire? Il match non è stato il massimo, soprattutto l’inizio era lento. Ci siamo scaldati un po’ man mano, devo dire che la sceneggiata napoletana è stata la migliore che abbia mai visto, con pezzi cantati, una storia che andava avanti e non troppa gente in campo. Io ero in panchina, non è il mio forte.
Per chi vuole sapere di me: ho perso il sorteggio e così sono stato il capitano della squadra di Milano. Non è andata così male come temevo l’altro giorno: almeno nei battibecchi con l’arbitro sono stato abbastanza pronto, il che – come ha commentato Anna – può avere significato un paio di punti in più per la mia squadra, visto che il pubblico tende a favorire le battute alla costruzione delle storie. Per il resto, la mia critica preferita dice che sono stato legnoso in campo – l’avreste mai creduto? – e che aveva preferito il match della settimana precedente tra Milano e Chianciano. La mia interpretazione migliore deve essere stata quella dello zio Furio, che doveva essere un boss siciliano. Visto che dall’altra parte avevo il Puleo che è un logorroico e un battutaro, ho deciso di stare fondamentalmente zitto, e lavorare di sguardi, oltre che sovrastare con la mia altezza. Nella ninnananna cantata non ho fatto a tempo a mettermi d’accordo col Busti, il solista della nostra squadra, e quindi i duetti sono venuti male, tranne una frase che siamo riusciti a cantare all’unisono con le stesse parole senza averla preparata. Le didascalie della categoria “cinema muto” sono state quasi sufficienti, la fucilata con rumore finale debole, e non per nulla avevo deciso di partire per primo.
La mia scena migliore è stata però ai saluti finali, quando ho fatto finta di inciampare. Non solo Anna alla fine, ma la mia compagna di squadra mi ha chiesto se mi ero fatto male…

Ultimo aggiornamento: 2004-02-09 14:44

<em>Enrico Baj – opere 1951-2003</em>

Ho già detto della visita mia e di Anna alla mostra su Baj che si è tenuta a Varese nei mesi scorsi. Per completezza, parlo anche della mostra che si terrà fino a domenica 15 presso lo spazio Oberdan a Milano, ingresso 6.20 €.
Devo dire che ci è piaciuta molto di più la mostra varesina, per tutta una serie di cose. Innanzitutto era molto più completa, non solamente per il numero di opere esposte ma anche per la mancanza delle incisioni e disegni, che formano una parte importante della produzione del nostro. Ho avuto dei dubbi anche su chi ha preparato l’allestimento, ed è riuscito a mettere i totem – che anche nel loro titolo affermano di essere bifronti – contro le pareti. In compenso c’era qualche quadro del periodo kitsch, quando prendeva le croste per turisti – o addirittura se ne faceva commissionare una – per riempirla con le sue figure. “Gli alieni insidiano le nostre donne” è favoloso. Peccato che a fine anni ’50 non penso ci fosse già Teomondo Scrofalo.
Se volete saperne di più (su Baj, non su Teomondo!) leggete la recensione patafisica di zop!

Ultimo aggiornamento: 2004-02-06 16:30

The Beatles Gregorian Songbook

Il mese scorso ho deciso che il dollaro era sufficientemente deprezzato, e così mi sono messo a comprare un po’ di roba da Amazon. Tre libri di problemi matematici e tre tributi ai Beatles: pensieri pochi ma fissi.
Questo disco (XXI-CD 2 1421, vedi la casa editrice) a un primo ascolto sembra semplicemente un disco di musica gregoriana, quella che per i primi due minuti sembra tanto carina e poi fa venir voglia di sbattere la testa contro al muro. Oh, melomani, non prendetevela con me. Io ho cantato musica gregoriana. Se ci si mette ad ascoltare più attentamente, però, si scopre che la melodia non è sconosciuta: sono appunto brani dei Beatles. Pardon: di tre monaci medievali, Father John, Father Paul e Brother George.
Beh, si può capire come certe canzoni, tipo Tomorrow never knows o Because, si prestino a quest’opera. Ma che ne pensate di Strawberry Fields Forever oppure All you need is love? Funzionano, fidatevi.
Un plauso a Martin Dagenais che dirige il coro Schola Musica e a Michel Laverdière che ha progettato in tutto dal Canada.
Aggiornamento: Per chi è interessato al punto di vista musicale, ho notato che la melodia è generalmente lasciata intatta negli intervalli, anche se ogni tanto vengono aggiunti dei melismi, ma gregorianizzata nella durata delle note che rimane molto più fluida. La parte che ho trovato più divertente è stata il frammento “hang about” all’interno di Strawberry Fields, che ha perso la modulazione perché ovviamente non era concessa nel rigido sistema musicale gregoriano!

Ultimo aggiornamento: 2004-02-05 15:55

_Il grande libro di Carosello_ (libro)

Avete almeno quarant’anni? Non si sa come possiate fare a meno di questo libro (Marco Giusti, Sperling & Kupfer, 1995, 628 pagine, ISBN 8820020807, 28.41€). Sono semplicemente raccolte tutte le serie di Carosello apparse dal 1957 al 1977, quando il programma terminò e la pubblicità non fu più la stessa cosa.
La formula del programma, dove la pubblicità doveva essere relegata negli ultimi secondi (il “codino”) e prima ci doveva essere una scenetta completamente staccata, ha portato a un’arte magari povera, ma sicuramente interessante, con i migliori registi, sceneggiatori e attori che si lanciavano nell’avventura – anche perché di soldi ne arrivavano. Poi magari venivano lesinati nelle scenografie, ma anche questa è l’Italia degli anni ’60: messa su in fretta, per somigliare al resto del mondo, ma in realtà in cartapesta.
Per ogni serie c’è l’elenco di chi ci ha lavorato, un commento, e una minirecensione. Inoltre un po’ di tavole con fotografie e disegni dell’epoca, e una serie di riquadri dove i protagonisti di allora ricordano i bei tempi. Completa l’elenco un doppio indice di prodotti e personaggi per ritrovare i propri ricordi.
Un’opera fondamentale, insomma.

Ultimo aggiornamento: 2019-04-24 11:05

<em>Let it bOOm</em>

Oggi parlo di un disco, anzi di un progetto musicale, liberamente scaricabile dal sito di musicbOOm. Let it bOOm è un omaggio ai Beatles da parte di vari gruppi musicisti indipendenti italiani.
I puristi lo aborriranno, i completisti saranno già andati a scaricarlo, quindi non parlo per loro. Per gli altri, vorrei segnalare alcune versioni che ho trovato interessanti. And your bird can singha quasi un suono country, con i cori a cappella; She loves you è in una versione che non c’entra praticamente nulla con l’originale; Eleanor Rigby viene suonata davvero sporca; Ob-la-di ob-la-da parte come fosse Let it be, e vira in un delirio assurdo inframmezzato dallo stacchetto del Ballo di Simone; Happiness is a Warm Gun ha echi dal Rocky Horror Picture Show.
Ma se non si contamina un po’, che gusto c’è?

Ultimo aggiornamento: 2004-01-21 16:35

Alex & Emma (film)

Due film in una settimana sono un record per me. Riuscire ad andare alla prima non mi doveva essere mai capitato. Ieri sono invece stato trascinato a vedere il film di cui sopra. Avviso subito: nulla di inaspettato, nel perfetto stile Hollywood. Insomma, si sa fin dall’inizio dove va a finire e anche più o meno come va avanti: la storia fila più o meno sui binari, ed è perfetta per rilassarsi un po’. Però mi sarebbe piaciuto fosse terminato cinque minuti prima, tanto per cambiare…
Vorrei segnalare la recitazione di Kate Hudson. Almeno, a me è piaciuta.

Ultimo aggiornamento: 2004-01-17 20:06