Archivi categoria: pipponi

geografia confindustriale

Stasera, mentre tornavo a casa, ho peccato e mi sono fatto dare da uno strillone la copia di 24′. Sono salito sulla gialla a Missori, e avevo finito di “leggerlo” a Montenapoleone, per dare un’idea.
Però una cosa mi ha lasciato un po’ basito. Tale Stefano Natoli, in un articolo che commentava la “qualità percepita” dei sindaci italiani, ha iniziato ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare la 77.ma posizione di donna Letizia (peggio persino di quanto faceva l’Albertina, che l’anno scorso era 61.mo …) spiegando (a) che città come Milano danno voti bassi perché “politicamente frastagliate” (Albertini aveva preso più del 60% dei voti, all’anima della frastagliatura), e (b) che la Moratti “non ha ancora una storia consolidata come sindaco”. Vabbè, questi sono giudizi e non è che si possa sindacare più di tanto. Ma l’ultima frase è “La Regione che riscuote il maggior successo è l’Emilia Romagna con ben sei città nelle prime 20 posizioni. Da notare la totale assenza in classifica delle città del sud”. Bene: a fianco dell’articolo c’è “La pagella dei primi cittadini”. Troviamo Vibo Valentia al ventesimo posto, Matera al diciannovesimo, Campobasso al sedicesimo, Potenza al dodicesimo, Lecce al nono e Crotone al terzo posto. O qualcuno si è divertito a mettere nomi a caso nella tabella (però nel primo semestre 2006 Lecce era al nono posto…) o l’articolo ha qualcosa che non va. Potrei sempre andare alla sede della Ekma, che sarà a un chilometro da casa mia e proprio davanti alla casa natìa di Silvio B., a chiedere informazioni :-)
Aggiornamento: (13 febbraio) da un trafiletto su City sembra che sia la tabella ad essere farlocca. Mi resta il dubbio di questa ricerca commissionata dal Sole-24 Ore di cui non c’è traccia sul sito: si trovano solo i dati del primo semestre 2006. Boh…

Ultimo aggiornamento: 2007-02-12 22:37

spendi spandi effendi

Ve la ricordate? era una canzone del buonanima di Rino Gaetano che ironizzava sull’aumento del prezzo della benzina e su cosa l’italiano medio non avrebbe fatto pur di avere un litro di “gasolina”.
Oggi pomeriggio al Fiordaliso c’era il caos: tutto a causa del distributore di benzina che era stato preso d’assalto da un centinaio di automobilisti pronti a fare il pieno per evitare di restare a secco durante i due giorni di sciopero dei benzinai, che non vogliono la liberalizzazione delle pompe. Notare che lo sciopero inizia domani sera. Non entro nella discussione se lo sciopero è giusto o no, ma faccio notare che il costo di questo sciopero per il benzinaio è virtualmente nullo, visto che tutti si affrettano a riempire i serbatoi prima; in pratica si farà un paio di giorni di iperlavoro e altri due giorni di vacanza, condizione generalmente invidiabile. Non posso che complimentarmi per la loro capacità di marketing…
(ah, naturalmente la nostra auto se ne starà tranquillamente nel box come al solito, quindi il problema non mi si pone)

Ultimo aggiornamento: 2007-02-05 21:30

e tiratelo fuori, questo dannato settimo libro!

Non avendo nulla su cui scatenarsi (beh, no, oggi è uscita la notiziona: HP7 uscirà il 21 luglio), i fan di Harry Potter si devono accontentare di quello che passa il convento. Quindi ieri tutti i giornali sparavano titoloni su Daniel Radcliffe (l’attore che interpreta il maghetto, per i due miei lettori che non lo sapessero) che reciterà tutto nudo a teatro. Abbiamo persino le foto del giovinotto, opportunamente rifilate perché non si sa mai chi potrebbe guardarle.
Il fatto è che la cosa è nota almeno da sei mesi; né la data di ieri era quella di inizio delle rappresentazioni teatrali, visto che fino al 27 febbraio non se ne parla nemmeno. Basta! viene quasi voglia di leggersi la nuova puntata della telenovela Silvio-Veronica…

Ultimo aggiornamento: 2007-02-01 17:46

strepitii

In una vecchissima barzelletta, un tizio dice a un suo amico: “Sai, quando non sto bene, vado dal medico a farmi prescrivere delle medicine: poverino, deve vivere anche lui. Poi vado dal farmacista a comprarmele: anche lui ha pure da vivere. Infine arrivo a casa e le butto via.” “Ma come?” fa l’altro. “Beh, devo pur vivere anch’io, no?”
Ecco, a sentire tutti gli strepitii contro i Pacs mi è tornata in mente questa barzelletta. Mi pare comprensibile, pur non essendo d’accordo, che la Cei tuoni contro la legalizzazione delle coppie di fatto: in un certo senso è il loro lavoro. Che i giornali riprendano la notizia, è di nuovo il loro mestiere: anche qua a dire il vero nessuno li obbliga a dare tutto quello spazio, ma mi sa tanto che la cosa sia considerata alla pari del gossip e quindi molto importante per l’italica carta stampata.
Ma perché i nostri parlamentari non si limitano a dire “prendo atto che alcuni cittadini italiani non concordano con noi”?

Ultimo aggiornamento: 2007-01-31 14:45

Repubblica 2000

Oggi sulla prima pagina di Repubblica, e sulla homepage di rep.it, campeggia la lettera aperta che Miriam Raffaella Bartolini, in arte Veronica Lario, ha scritto lamentandosi del marito Silvio B., che durante la serata di premiazione dei Telegatti «si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”»
Datemi del maschilista (tanto lo sono…), però non mi pare che le frasi siano così becere. Personalmente mi sarei sentito molto più offeso quattro anni fa, con la battuta fatta a Rasmussen sulla presunta storia tra lei e Cacciari.
Ma quello che trovo più interessante è che la signora Lario è azionista di un quotidiano, epperò è andata a scrivere altrove, e addirittura dall’arcinemico. È vero che forse al Corrierone non avrebbe potuto scrivere, vista l’anteprima dell’intervista dove il marito parla di lei. È anche vero che il fogliaccio scalfariano, quando si tratta di gossip, è sempre in prima fila: basta vedere come stanno andando avanti. Però il tutto mi pare comunque un po’ strano…

Ultimo aggiornamento: 2007-01-31 11:37

sono più che dirigente e non lo sapevo!

Oggi su Rep.it si parla delle sensazioni dei lavoratori dipendenti dopo avere ricevuto la busta paga di gennaio: la cosa è stata subito ripresa da Il giornale, cui non pareva vero di poter dire che persino i kattivi komunisti di Repubblica devono riconoscere la stangata.
Secondo l’articolo di Repubblica, «Perdono i dirigenti (per 7 euro al mese circa) guadagnano gli operai (21 euro) e un po’ di più gli impiegati (24)». Ho preso le mie buste paga di gennaio 2007 e maggio 2006, per trovare due imponibili IRPEF quasi uguali e semplificarmi i conti. Bene: considerando un’aliquota marginale del 39% l’anno scorso, a parità di imponibile mi trovo 33.41 euro in più di imposta. Niente male, vero? Non che non lo sapessi, e non è nemmeno che mi stia arrabbiando per il salasso ulteriore (in realtà mi arrabbio per la mancanza di una sesta aliquota per i redditi davvero alti); però non mi piace essere preso per i fondelli da rep.it…
PS: Ah, vi siete accorti che la modifica berlusconiana di IRPEF in IRE è durata un solo anno? La mia busta adesso riporta nuovamente “IRPEF”, un cambiamento epocale

Ultimo aggiornamento: 2007-01-30 11:53

Autorevoli autorità

Ieri il professor Catricalà Antonio, intervistato da Lucia Annunziata, disse: «Non si può porre un tetto al fatturato, perché la raccolta pubblicitaria è il fatturato di un’azienda, perché così se ne deprime la crescita e l’entusiasmo imprenditoriale». Quando per sicurezza l’Annunziata gli ha chiesto se si riferisse al progetto di legge Gentiloni e a Mediaset, la risposta è stata un quasi laconico «Io penso di sì».
Ora, l’affermazione del professor Catricalà Antonio è indubbiamente degna di rispetto, e sono sicuro che parecchi economisti concordino con lui. E poi lui è un professore, mica un tapino come il sottoscritto. Però è anche vero che Catricalà Antonio, oltre che essere un professore, è anche il Presidente dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, per gli amici Antitrust. Nella mia beata ignoranza ero convinto che l’antitrust cercasse di impedire le concentrazioni, ma il professor Catricalà Antonio mi ha fatto scoprire che se un’azienda non si può o non si vuole diversificare in altri campi (un sistema come un altro per far salire il fatturato…) allora la crescita del fatturato diventa più importante della concentrazione.
Il tutto ad ogni modo mi rende molto felice: partendo da queste ipotesi, Telecom Italia – e io, povero suo dipendente, con lei – può dormire sonni tranquilli almeno da questo fronte!

Ultimo aggiornamento: 2007-01-29 17:26

strana amnesia

Come dice Gianfranco Fini, la montagna ha partorito il topolino, vale a dire il pacchetto Bersani 2 – la vendetta (266K di pdf: ma scrivere una simpatica pagina html fa tanto schifo?). Nelle nuove liberazioni… ehm, pardon, liberalizzazioni abbiamo così un certo insieme di novità che non possiamo certo definire epocali, tipo il fatto che si potrà fare la guida turistica senza essere residenti del luogo, che si potrà diventare estetisti o facchine semplicemente dichiarandolo, e che il PRA sPRAirà… pardon, sparirà, lasciando campo libero all’Archivio Nazionale dei Veicoli che già è nascosto dentro la Motorizzazione Civile e concedendo a tutti la possibilità di avre una targa personalizzata (come? sono anni che ci dicono che la cosa è legale? ah già, ma non c’era mai stato un decreto attuativo).
Ma quello che conta davvero è l’abolizione del costo di ricarica per i telefonini (e della scadenza della ricarica… il che potrebbe anche essere utile per gli operatori, che potranno dire di avere centinaia di migliaia di clienti in più. Ma non divaghiamo). Praticamente si dice ai simpatici gestori “alzate il prezzo delle telefonate, e mettete lì dentro i soldi che prima prendevate con il pizzo sulla ricarica”. Di per sé la cosa è assolutamente sensata, perché semplifica la vita al consumatore che non deve impazzire a fare chissà quali conti per ricavare il vero prezzo di una telefonata. Però c’è un piccolo particolare che non mi torna. Com’è che il legislatore è stato così pronto a togliere dei costi che venivano incamerati dai gestori, e si è dimenticato che gli abbonamenti ai telefonini hanno una “tassa di concessione governativa” che finisce direttamente nelle capaci tasche dell’Erario? Forse che quei costi sono già sufficientemente trasparenti?

Ultimo aggiornamento: 2007-01-26 16:04