Archivi categoria: pipponi

Andale andale arriba arriba!

Ieri sera, il notizione. Tronchetti Provera annuncia che sono in corso dei contatti in esclusiva con AT&T e la messicana America Movil per cedere i due terzi della partecipazione Pirelli in Olimpia, a un prezzo equivalente a 2.82 euro per azione Telecom; il tutto mentre le azioni venerdì sera avevano chiuso a 2.13 (beh, in questo istante sono a 2.39, un 12% in più: mi chiedo come mai non siano state sospese per eccesso di rialzo).
Lo so che qualcuno dei miei affezionati lettori sta aspettando questo mio post, per vedere cosa dirò: il guaio è che non è che abbia chissà quali pensieri, al momento. Capisco perfettamente che a un’offerta di quel tipo, che permette al Tronchetti di uscire dal ginepraio in cui si è cacciato senza perderci più di tanto, è ben difficile dire di no; e le voci secondo cui tutta questa sarebbe una manfrina per costringere le riottose banche a cacciare fuori i soldi mi sembra abbastanza campata in aria, anche se è vero che esiste un loro diritto di prelazione e che – visti i soldi in gioco – i 32 milioni di penale da sganciare ai due colossi americani nel caso il diritto di prelazione venga esercitato sono noccioline.
Per il resto, la “nota ufficiale” di Gentiloni mi sembra assolutamente inutile: o durante la privatizzazione di dieci anni fa il governo ha messo dei vincoli sull’uso della rete e quindi li potrà fare valere adesso, oppure sono stati degli idioti e non possono mettersi a piangere. Al momento, non ho nulla da aggiungere, se non che non ho capito se ho ancora tempo per iscrivermi all’assemblea degli azionisti del 16 e se sì cosa devo fare :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-04-02 11:25

Aita! aita! I Komunisti!

Silvio racconta che i leader PPE, nella loro riunione a margine dele celebrazioni per il cinquantenario dell’allora MEC, continuavano a chiedergli «Silvio, ma quando mandate a casa questo governo, unico in Occidente che comprende al suo interno dei partiti comunisti?». Il portavoce del PPE ha affermato che la cosa non era all’ordine del giorno: se devo essere sincero, mi pare che la notizia più preoccupante sia proprio questa smentita, visto che mi pare ovvio che i capi di partiti di destra preferiscano una coalizione di destra al governo in Italia, ma ovviamente – a meno che non siano gli ambasciatori usa – non lo direbbero mai ufficialmente, ma solo nelle chiacchiere tra gli amici.
L’altro punto preoccupante è che molta, troppa gente è ancora preoccupata che i cosacchi si possano abbeverare alla fontana di san Pietro, e quindi la parola “comunisti” sia presa come una chiamata alle armi, molto più di quanto lo faccia ad esempio la parola “fascisti”… D’accordo che ormai non si vota più a favore di nessuno, ma a quanto pare l’unico voto che oggi viene fatto è quello contro.

Ultimo aggiornamento: 2007-03-26 10:42

come volevasi dimostrare

Cinque giorni fa scrissi a proposito della liberazione di Mastrogiacomo, ricordando che non si avevano notizie del suo interprete Ajmal Naskhbandi e che il mediatore di Emergency Rahmatullah Hanefi era stato “trattenuto” dai servizi segreti afghani.
È successo qualcosa di nuovo in questi cinque giorni? no. Si continua a non avere notizie dei due, e si continua a non trovare nessuna notizia se non qualche scarno trafiletto qua e là (con l’eccezione di Radiopop, claro). Considerando che queste due persone sono state direttamente legate a Mastrogiacomo, questo silenzio è ancora più ipocrita.

Ultimo aggiornamento: 2007-03-25 21:21

ma che cosa sono poi 70 miliardi?

Occhei, non c’è più religione, visto che tra gli ultimi arresti per il caso Telecom abbiamo anche un ex giornalista di Famiglia Cristiana. Ma non è questo il punto. Sembra che si stiano lamentando tutti perché in un appunto ci sarebbe scritto che (penso nel 2001) Silvio B. avrebbe elargito 70 miliardi di lire (quasi 36 milioni di euro) “in cambio della totale fedeltà” del Senatur Umberto Bossi.
Beh, dov’è il problema? Tanto Bossi aveva già detto che sarebbe stato alleato di Silvio, quindi non c’è nemmeno da parlare di tradimento.

Ultimo aggiornamento: 2007-03-22 19:58

Intolleranza religiosa su it.wiki

Ieri, mentre guardavo le ultime modifiche alla wikipedia in lingua italiana, mi è saltato l’occhio sulla votazione per la cancellazione della voce su Pierangelo Sequeri. Per chi non è avvezzo a wikipedia, non è che ci si possa mettere tutto: i curriculum ad esempio sono cancellati “a vista”, come voci tipo
«Annachiara Ambrosi è una gran fika……….k xo s’è messa cn antonio invece k cn me…….quindi ….. è una ragazza dai movimenti un po spinti………………………….»
(giuro, era stata scritta adesso!) mentre per voci troppo scarne, scritte in maniera incomprensibile, oppure relative ad argomenti non ritenuti enciclopedici da una robusta maggioranza dei contributori si parte appunto con una votazione.
Ora, è vero che se io avessi trovato la voce originale credo che l’avrei cancellata immediatamente. Ma è anche vero che, nella sua qualità di compositore di canti da chiesa, vari milioni di persone hanno avuto indirettamente a che fare con lui; molte meno che Charpentier, ma molte più ad esempio di Charmander. Mentre nella pagina delle votazioni ci si divertiva come al solito a commentare, ho così fatto una veloce ricerca, scoprendo tra l’altro che Sequeri ha fatto anche tante altre cose; il risultato finale mi sembra oggettivamente più che dignitoso, e comunico la cosa nella pagina sulla votazione. Bene: da quel momento ci sono stati tre voti a favore della cancellazione: uno esplicito, visto che il suo commento è stato “comunque”, e due che implicitamente affermavano che la persona in questione non è enciclopedica.
Come ho scritto sopra, io non ho ad esempio nulla contro Charmander oppure Catalucci, ma a quanto pare esistono degli argomenti tabù per alcune persone, il che non è affatto bello visto lo scopo di wikipedia. Mi chiedo solo se Camillo “Eminence” Ruini sia tanto felice di quello che mi sa tanto è un risultato diretto dell’escalation da lui voluta.

Ultimo aggiornamento: 2007-03-22 14:32

consumatori e malati

Adesso è ufficiale: il Tar del Lazio ha annullato il decreto Turco che raddoppiava le dosi di cannabis considerate “per uso personale”.
Non è che la cosa mi tocchi più di tanto: non mi faccio canne perché non riuscirei a fumare una qualunque cosa, e non sono abbastanza bravo da preparare dolci alla cannabis. Però volevo fare notare ai miei affezionati lettori chi è stato a fare il ricorso presso il Tar del Lazio. I ricorrenti sono i miei amiconi del Codacons; la famosissima AIDMA-Onlus, “Associazione italiana per i diritti del malato” (non chiedetemi di più: non sembra avere un sito web, e gli unici risultati che dà Google sono quelli relativi a questo caso) e un’altra onlus, Articolo 32, che guarda caso è “parte integrante del Codacons” (lo dicono loro!)
Chi è che mi spiega perché un consumatore di droghe leggere non può essere tutelato dal “Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori”?

Ultimo aggiornamento: 2007-03-21 20:29

Sayed e Ajmal

Sono naturalmente felice che Daniele Mastrogiacomo sia stato liberato dai talebani. Ma vorrei ricordare che Mastrogiacomo non era solo, quando due settimane fa venne rapito, ma insieme a due afghani. Il suo autista Sayed Agha è stato sgozzato venerdì scorso, mentre non si ha alcuna notizia dell’interprete Ajmal Naskhbandi, che doveva venire rilasciato assieme a Mastrogiacomo. Peccato che non ne parli nessuno, nemmeno Repubblica che in fin dei conti dovrebbe ricordarsi che i due poveretti stavano aiutando un suo giornalista. Ma che si può pretendere da un paese dove si riesce a litigare su tutto?
(e tacciamo del fatto che Rahmatullah Hanefi, il mediatore, è stato arrestato. Se non fosse che qua la gente viene ammazzata, sembrerebbe quasi una partita a dama, con le pedine che si catturano a vicenda).
Avrei anche voluto parlare del fatto che continuare a rapire giornalisti significa che di giornalisti indipendenti alla fine non ce ne saranno più, e al massimo troverai gli embedded che non potranno certo vedere tutto: ma ne ha appena parlato Leonardo, e quindi è inutile aggiungere altro.

Ultimo aggiornamento: 2007-03-20 15:02

I bilanci di Telecom

(Ugo mi ha detto che beppegrillo™ ha fatto proprio oggi la sua regolare filippica contro Tronchetti Provera: non credo sia probabile che ci siano molti punti in comune con quello che scriverò, ma mi scuso in anticipo)
In queste settimane abbiamo sentito una ridda di voci sul futuro di Telecom Italia: prima i contatti con Telefónica, poi il Telecom Day dove non è che sia successo chissà che (dire che l’anno prossimo la quota di utili destinati a dividendo scenderà dal 90% all’80-85% non è chissà quale notizia), al mandato che Pirelli ha dato a Tronchetti di valutare l’uscita da Olimpia e quindi da Telecom stessa, a possibili acquirenti russi, al pool di banche che prenderebbe la maggioranza e reinstallerebbe Bernabé come presidente (dopo Rossi… il buonanima di Vico è lì che si sta preparando a commentare “ve l’avevo detto, io!”). Il tutto mentre il titolo perdeva un buon 10%, il che non è bello (soprattutto per me).
Ma invece che parlare di voci e boatos, vorrei commentare alcuni numeri, presentati una decina di giorni fa al convegno “Il futuro di Telecom” promosso dalla SLC-CGIL e recensito da Stefano Quintarelli. All’interno del convegno è stata fatta un’analisi dei principali indicatori dei bilanci Telecom dal 1999 al 2006 (per quest’ultimo anno sui dati del primo semestre), per vedere come le cose sono cambiate da quando il ragionier Colaninno inventò l’OPA fatta coi soldi di chi viene comprato. Concordo solo in parte con l’analisi di Quintarelli, ma indubbiamente ci sono punti davvero preoccupanti.
Il “capitale immateriale” è triplicato in valore dal 2000 al 2006 (in questo caso lascio da parte il 1999, dove praticamente non ce n’erano ma l’azienda comunque aveva un diverso core business): è vero che ormai questi asset sono importanti, ma vedere che contemporaneamente il “capitale materiale” si è ridotto di un quarto è preoccupante. Ma come qualcuno sa abbastanza bene, ad esempio le centrali sono state vendute (a Pirelli Re, e a prezzi di favore…) e gli investimenti sull’ultimo miglio sono stati bloccati. Il MOL è crollato nel 2005, ma resta comunque di tutto rispetto; addirittura negli ultimi due anni la percentuale di utile sui ricavi è cresciuta, il che prova che Tremonti a qualcuno ha fatto bene.
Dell’indebitamento si sa quasi tutto: è da notare come quello diretto con le banche sia però rimasto relativamente costante in valore assoluto, mentre quello sotto forma di obbligazioni è letteralmente esploso. Almeno uno dei miei lettori sa bene cosa significa la cosa: le obbligazioni vengono amabilmente collocate dalle banche, che poi se ne lavano le mani. Nemmeno questo è bello.
Il fatto è che però l’azienda di per sé continuerebbe ad essere un carrarmato: ha fatto fuori il 40% dei dipendenti, e il MOL per dipendente è cresciuto del 50%. In pratica, oggi bastano due dipendenti per fare guadagnare a Tronchetti quello che tre dipendenti facevano guadagnare a Colaninno. Peccato che questi soldi servano per pagare i debiti che Telecom si è dovuta sobbarcare per ripagare chi l’aveva (per due volte!) comperata.
Qual è il risultato finale di tutto questo? Beh, è semplice: se la controllante (ieri Bell, oggi Olimpia) verrà venduta ancora una volta a un finanziere, il debito crescerà ancora per definizione. Se qualcuno invece rastrellasse azioni Telecom sul mercato, quello fregato sarebbe Tronchetti che si troverebbe sul gobbo le sue azioni a un prezzo ben superiore a quello di mercato: ma a giudicare dalle quotazioni attuali, questo non capiterà. L’unica possibilità sembrerebbe essere l’avvento di investitori istituzionali che non abbiano fretta di avere un ritorno monetario immediato e quindi possano finalmente aumentare gli investimenti sulla rete. L’alternativa sarebbe la rinazionalizzazione della rete stessa, che però mi sa tanto verrebbe vista dalla UE come aiuto di Stato a Telecom. Insomma, un bel casino.

Ultimo aggiornamento: 2007-03-14 16:34