Archivi categoria: pipponi

cinquantunesimo stato

Oggi i titoli di tutti i quotidiani (tranne Rep., che non esce) si sono divisi tra l’assemblea Telecom e la strage al Virginia Tech.
Trentatré morti sono tanti, è vero, ma ultimamente ci sono stati attentati ben peggiori in Iraq, per non parlare di incidenti vari. Ma in tutti questi casi i titoli sono sempre stati molto più misurati.
Ora, qualcuno potrebbe dire che tutto ciò è banalmente una conseguenza dell’abitudine, che intorpidisce anche le coscienze e porta a uno sbadiglio; ma ho come la sensazione che sotto sotto noi siamo convinti di essere degli statunitensi, e quindi le notizie che arrivano da oltreoceano le sentiamo come “robba nostra”, mettendole nella stessa categoria ad esempio di Mastrogiacomo (ben superiore a quella di Adjmal o Rahmatullah: qualcuno si sta ancora ricordando che quest’ultimo è sempre imprigionato in Afghanistan con non meglio specificate accuse di “intelligenza verso il nemico”?)
E poi ci lamentiamo perché gli USA ci trattano come una loro colonia?

Ultimo aggiornamento: 2007-04-17 10:04

rep.it non sulla notizia

Come potete leggere qua, i giornalisti di Repubblica hanno deciso sette giorni di sciopero, sia per la versione cartacea che per quella elettronica. Causa principale, “la decisione dell’azienda di non procedere a sostituzioni di giornalisti assenti per malattia lunga, in quanto non previste dal contratto”. Mi chiedo quanti siano questi giornalisti assenti, per arrivare a una decisione così dirompente, e che significa praticamente un regalone al Corsera che non è che ne abbia tutto quel bisogno… e se Scalfari si metterà a fare il giornale da solo :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-04-16 22:58

caccia al premio

Questo sabato scade la raccolta dei punti Fìdaty, quelli del sistema di fidelizzazione di Esselunga. Non so da quanti anni uno potesse accumulare punti, ma direi almeno sei. La cosa non mi tange molto, visto che i premi presenti nei vari cataloghi non mi sono mai interessati, e quindi scalavo semplicemente i punti accumulati come sconto sulla spesa. Ma io sono minoranza.
L’ultimo catalogo è partito a ottobre: da gennaio cominciavano ad apparire cartelli minacciosi che indicavano come la scadenza della validità si avvicinasse sempre di più. Bene: stasera verso le 19 sono passato a comprare le arance e il filtro della cappa del forno (dopo che ho fatto notare ad Anna che le arance erano finite, e che magari se ne sarebbe dovuta accorgere… ma si sa che io e lei abbiamo un concetto diverso di come fare la spesa :-) ), e mi sono trovato una ressa incredibile davanti al punto Fìdaty, tanto che avevano distribuito i numerelli per cercare di razionalizzare il grumo di gente lì davanti. Il risultato non è che fosse dei migliori, perché era praticamente impossibile sentire il numerello urlato quindi tutti stavano comunque attaccati al banco.
Ora, capisco che l’opzione “ordina il premio via Internet” sia un po’ troppo per la massaia tipica, e anche quella “ordina il premio al telefono” non riscuota un grande successo nell’italica nazione. Però non ci credo che tutti siano arrivati a raccogliere solo all’ultimo momento i punti necessari per il Favoloso Regalo Su Cui Sbavavano Da Mesi… ho come il sospetto che la socializzazione del trovarsi tutti all’ultimo momento sia una cosa che sotto sotto piaccia!

Ultimo aggiornamento: 2007-04-16 22:09

Bagnasco [inserisci epiteto qui]

A quanto pare, le scritte sui muri contro il neopresidente della Cei stanno diventando la nuova moda del momento.
Premesso che io posso apprezzare un muro decorato dai writer, ma non sopporto per nulla le scritte sui muri, mi chiedo solo come mai ci sia tutto questo interesse, considerando che sono decenni che sui muri si trova scritto di tutto senza che nessuno – tranne i proprietari dei palazzi imbrattati – si sia preoccupato. Ecco, forse l’unica vera novità è questo ampliamento della notorietà, che arriva fino a qualche abito talare… un po’ poco, però, per meritare una scorta.

Ultimo aggiornamento: 2007-04-11 15:09

Anniversari

Giusto un anno fa veniva arrestato Bernardo Provenzano. Purtroppo in quest’anno è cambiato ben poco nella lotta contro la mafia, esattamente come in quest’anno è cambiato ben poco l’operato del governo.
Però si sa, gli anniversari sono importanti per riportare alla mente le cose: e quindi cosa ci può essere di meglio che fornire nuove “rivelazioni” sui famigerati pizzini? Sono certo che ora che sapete che il medico di Provenzano si era comprato una macchina da scrivere giocattolo per non dare nell’occhio, il vostro “ooohhh!” salirà come un unico accordo; e capirete perfettamente la vera ragione per cui la scoperta è avvenuta dopo trecentosessantaquattro giorni dall’arresto: bisogna aspettare la ricorrenza.

Ultimo aggiornamento: 2007-04-10 14:25

spartiti online

Gelìa mi ha spedito un link a questo articolo di TechDirt che afferma che si starebbe raggiungendo un accordo che permetterebbe a MxTabs.net di lasciare a disposizione degli utenti le intavolature di chitarra – i “guitar tabs”, per gli anglofoni irriducibili. Al momento potete anche leggere l’articolo del New York Times, prima che l’accesso venga bloccato ai non iscritti.
Chi mi conosce da molto tempo sa che una decina d’anni fa compilai una raccolta di circa duecento canzoni italiane con testo e accordi, il Canzoniere di .mau., che oggi è virtualmente introvabile proprio per ragioni legate al copyright (no, non ve ne spedisco una copia). Insomma, dovrei essere contento della notizia: peccato che mi restino parecchi dubbi.
Innanzitutto, mentre è ovvio che la melodia di una canzone è sotto copyright, la successione di accordi non lo è assolutamente, per l’ottima ragione che altrimenti ci sarebbero decine di migliaia di dispute legali: pensate a tutte le canzoni scritte sul giro di do. Questo purtroppo non porta a un gran risultato pratico, visto che in genere le tab vengono inserite con testo e accordi, e il testo sotto copyright lo è.
In secondo luogo, gli spartiti spesso non vengono affatto pubblicati. Non sono io a dirlo: l’articolo del NYT cita Irwin Z. Robinson, CEO della divisione musicale di Viacom, che afferma candidamente che solo il 2% del proprio catalogo è disponibile anche come spartito. Quello che aggiungo io è che molto spesso le edizioni ufficiali che si trovano sono piene di errori: ho iniziato a tirare giù gli accordi delle canzoni che mi piacciono proprio perché mi ero scocciato di comprare spartiti approssimativi.
Potrei anche soprassedere a tutto questo: quello che mi preoccupa è l’affermazione che MxTabs.net dividerà parte dei suoi proventi pubblicitari con le major discografiche. Il principio è giustissimo, non vedo perché uno debba guadagnare col lavoro altrui – chi tira giù le melodie. Però in questo modo si corre il rischio di avere un oligopolio di fatto: solo chi è abbastanza grande potrà permettersi il lusso di tirare su un repositorio di tab, sapendo che comunque i costi saranno coperti. I veri appassionati resteranno ancora una volta fregati. Sono troppo pessimista? Spero proprio di sì.

Ultimo aggiornamento: 2007-04-03 13:32

Anche i gatti devono fare dieta?

C’erano una volta (e probabilmente ci sono ancora) le scatolettone di cibo per gatti da due, tre o quattro etti. Però si sa, il gatto è un animale che ama la varietà, così i produttori di cibo per gatti hanno inventato le scatolette monodose, da cento grammi.
Dopo un po’, però, qualcuno ha deciso che cento grammi tutti interi erano più della dose corretta giornaliera per un gatto, così man mano le scatolette o le buste sono passate al “corretto” peso di 85 grammi. Ma non è finita qui: Sheba, ad esempio, riduce la razione a 80 grammi, e Almo Nature addirittura a 70 grammi!
Ora, è chiaro che abbassare la quantità di cibo in una confezione equivale ad alzarne surrettiziamente il prezzo, e qui non ci piove. Però, nel caso degli umani, ci può spesso essere un effetto placebo: uno non ci pensa su, sa che sta mangiando una porzione, e crede di essere a posto così. Tanto è probabile che prima mangiasse troppo, quindi il tutto gli fa solo bene. Peccato che per i gatti mi sa tanto che la cosa non funzioni allo stesso modo, il che significa maggiori miagolii e rompimenti vari.
Considerato che i padroni sono sì per definizione più stupidi dei loro gatti, ma dopo un po’ alle cose ci arrivano, non è che anche i produttori possano evitare certi trucchetti?

Ultimo aggiornamento: 2007-04-02 22:01

ancora Rivoluzione Italiana

Paolo Guzzanti ha ancora dei problemi con le statistiche – basti vedere come riguardo il voto in Afghanistan scrive di «Berlusconi che, anche senza leggere Rivoluzione Italiana, ha detto che tutti gli elettori della CDL senza una sola esclusione, erano contrari al voto positivo» – e probabilmente dovrebbe rendersi conto che certi suoi post ricordano troppo le cronache della CCC del CC del PCI. Però, quando appunto non fa i suoi pipponi, nel suo blog si possono trovare interventi interessanti, come questa non-intervista a Lino Iannuzzi: non-intervista perché, come Guzzanti sr. spiega bene all’inizio, è una semplice chiacchierata fatta durante un frugale pranzo. A parte le idee politiche personali e l’eventuale condivisibilità delle analisi del VeLino, ho trovato il post utile (sui commenti non mi pronuncio, non ho voglia di fare il sociologo quindi al quarto mi sono scocciato :-) ) per capire una serie di dinamiche politiche.
Mi permetto di lanciare un appello: Guzzanti, la smetta di scrivere in terza persona i comunicati stampa su di lei e si dedichi di più al giornalismo!

Ultimo aggiornamento: 2007-04-02 13:54