Archivi categoria: pipponi

Cosa non si farebbe per un link in più

Le classifiche dei “più bravi” blog italiani si sprecano. Dopo la capostipite BlogItalia (che però recupera semplicemente i dati di Technorati) e BlogBabel, ho scoperto che ce n’è anche un’altra: quella di Wikio, che usa i valori di Technorati più un algoritmo a feedback “più sei linkato dai grandi, più sei grande anche tu”.
Il punto è che, come un qualunque scalcinato sociologo potrebbe spiegarvi, l’esistenza stessa di una classifica fa partire la “voglia di scalata”, che ultimamente si sta estrinsecando nella frase “mettimi un link, e io ti regalo qualcosa”. Un paio di settimane fa c’era uno (tale Dema) che regalava delle Crocs, che se non ho capito male sono delle scarpe in plastica assolutamente modaiole; in questi giorni un altro (tal Geekissimo) ha messo su un concorso “tra tutti quelli che mi linkano, estrarrò un Nokia N95”. D’altra parte, i concorsi sono una mania nemmeno solo italiana, perché mai un bloggher dovrebbe esserne esente?
(no, niente link ai signori. Tanta grazia che vi ho messo i nomi, se siete curiosi potete farvi la vostra ricerchina. La policy qui è ferrea: linko solo quello che mi interessa)
L’unica curiosità che mi resta è se questa gente intende guadagnarci solo in gloria o anche in proventi pubblicitari via Google AdSense o altro; ma confesso che è una curiosità molto platonica.
(ps: per un diverso approccio all’identico concetto, suggerisco PaulTheWineGuy)

Ultimo aggiornamento: 2007-06-20 17:38

Rahmatullah liberato?

A quanto sembra, è stato liberato Rahmatullah Hanefi, l’operatore afghano di Emergency che era stato imprigionato subito dopo la liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Sono contento
almeno per lui, anche se Sayed e Ajmal non torneranno comunque in vita.
Mi chiedo però che cosa sia esattamente successo. Tutta questa parte dell’affaire Mastrogiacomo è stata una partita a scacchi tra vari attori: il governo afghano, quello italiano ed Emergency, più non so chi altri. Non c’è ovviamente nessuna ragione per liberare Rahmatullah oggi e non il mese scorso o tra due mesi. Potrebbe darsi che stia molto male e non vogliano farne un martire; può darsi che si siano accorti che senza i medici di Emergency non riescano a fare andare avanti gli ospedali; può persino darsi che effettivamente Prodi abbia fatto qualcosa di utile (sperando che poi non finiamo per perderci noi) per portare alla sua liberazione. Credo però che non lo sapremo mai.

Ultimo aggiornamento: 2007-06-16 20:55

liberalizzazioni per finta

La Camera ha approvato il terzo decreto Bersani sulle liberalizzazioni. In attesa del voto del Senato, si può vedere come l’elefante abbia partorito un topolino, e anche rachitico. L’esempio quintessenziale è che il PRA resterà in vita, data la sua enorme utilità nell’operare in regime di concorrenza con la Motorizzazione Civile. Al momento resiste la norma che permetterebbe ai supermercati che stipendiano un farmacista di vendere i medicinali in fascia C (quelli che tanto si pagano tutti), ma la Turco ha già detto ai proprietari di farmacie di non preoccuparsi, che tanto in Senato la norma verrà stralciata.
Tra quanto rimasto nella conversione del decreto, non si trova nemmeno la norma che permetteva di fare uno sconto superiore al 20% per l’acquisto di libri anche entro i due anni dalla loro pubblicazione. La cosa strana è che il governo era d’accordo sulla norma, ma è andato sotto per un emendamento dell’opposizione (ma come? a destra non sono liberisti?). Ma a dire il vero anch’io non apprezzavo questo tipo di politica di sconti. Perché parliamoci chiaro: chi avrebbe potuto fare sconti maggiori sarebbero stati gli ipermercati, che hanno un potere d’acquisto maggiore e possono permettersi di non guadagnare più di tanto su quello che per loro è un business secondario. Però in questo modo i titoli a prezzo scontato sarebbero stati i soliti noti: qualche bestseller e la peggio robaccia commerciale. E intanto i librai sarebbero stati ancora più strozzati. E le librerie online, qualcuno mi dirà? se vogliono dimostrare di essere convenienti potrebbero anche tagliare i costi di spedizione :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-06-13 13:46

Si lamenta pure

Recupero da OneMoreBlog questa notizia apparsa sul Corsera (immagino cartaceo, visto che non sono riuscito a trovarla in rete).
L'”onorevole” Gustavo Selva, dovendo andare ieri a La7 per fare il commentatore durante la diretta del corteo anti-Bush, si è trovato bloccato in piazza del Parlamento. Che ha fatto allora? Dicendo «Solo una piccola bugia… un trucco da vecchio giornalista» (virgolettato), ha detto di sentirsi male. Un’ambulanza è arrivata, l’ha portato al più vicino ospedale dove gli hanno messo una flebo, al che ha nuovamente strepitato chiedendo di essere portato dal suo cardiologo… in via Nogaro, cioè agli studi televisivi.
Detto questo, ha ancora avuto il coraggio di lamentarsi che l’ambulanza era arrivata solo dopo 35 minuti e quindi si sarebbe lamentato col capo della polizia e col prefetto, visto che «uno può anche morire».
Ribadisco: poi c’è gente che se la prende per i gelati alla buvette.
Aggiornamento: Ne parla Repubblica.
Aggiornamento 2: (11 giugno) Per completezza (grazie ad Halley Fire) aggiungo il link alla versione riveduta da Selva su Il Giornale e il video della sua versione originale, da cui si evince perlomeno che non è stato lui a parlare del “trucco da vecchio giornalista”, ma il giornalista de La7 – altro bel tomo, insomma; ma comunque Selva ribadisce più volte che non ha avuto nessun malore.

Ultimo aggiornamento: 2007-06-10 18:18

La moglie di Cesare e i sospetti

A quanto pare il politicume italiano ce l’ha fatta anche questa volta. Il gip Clementina Forleo ha fatto retromarcia, e ha detto che sì, le intercettazioni bipartisan – tre Ds, tre forzisti – relative al caso Unipol saranno disponibili agli avvocati, ma questi non potranno farsene delle copie né ufficialmente né ufficiosamente, e avranno tre giorni di tempo per visionarle. D’altra parte, fa notare, quelli sono atti giudiziari di cui è vietata la pubblicazione.
Già mi vedo gli avvocati di una certa età che stanno lanciandosi in una full immersion per ritornare ai bei tempi della scuola quando imparavano a memoria le poesie, e intanto dire ai giovani colleghi “visto, che esercitarsi serviva?”. Ma a parte gli scherzi, la vicenda rende davvero tristi. I parlamentari non sono “persone qualunque”. Li paghiamo (tanto) per fare un certo lavoro che tocca tutti noi, e a questo punto pretendo che siano al di sopra di ogni sospetto. I dati raccolti non hanno rilevanza penale? Meglio. Non mi pare poi che svelino dati sensibili, nel qual caso avrei potuto cambiare la mia idea. E poi, diciamocela tutta: se vengono rese pubbliche tutte le intercettazioni, è impossibile estrapolarne delle frasi che fuori contesto dicono tutt’altro, il che dovrebbe andare solamente a loro favore…
Peccato che invece la ggente si metta a parlare dei gelati alla buvette.

Ultimo aggiornamento: 2007-06-09 17:17

I gelati sono buoni

Posso levarmi fuori dal coro e dire che non riesco a capire tutta la cagnara che è stata piantata sulla richiesta di Rocco Buttiglione (e di una ignota senatrice prodiana) perché la buvette al Senato abbia anche i gelati? Insomma, ci sono tanti motivi per avercela contro il giurisprudente filosofo, ma non vedo perché non possa chiedere che vengano introdotti i gelati. Non stiamo mica parlando di chissà quale leccornia esotica, e posso garantire che ai bei tempi in cui avevamo la mensa autogestita in Cselt è capitato più volte che qualcuno chiedesse l’introduzione di alcuni piatti. Sarò troppo malizioso a pensare che certe notizie siano pubblicate ad arte per evitare che si parli delle cose serie?

Ultimo aggiornamento: 2007-06-08 21:48

Sgarbi e il Quarto Stato

Ieri, su Repubblica cartacea edizione milanese, c’era tutta una pagina dedicata al nostro assessore alla cultura Vittorio Sgarbi che ha deciso che di tutta fretta (se devono farlo entro fine mese…) il quadro di Pellizza da Volpedo Il Quarto Stato debba essere traslocato da Palazzo Belgioioso, dove sta nel museo dell’Ottocento, e ricollocato a Palazzo Reale nella sala delle Cariatidi, incurante del fatto che ad esempio dovranno buttare giù una porta per spostarlo. Due le motivazioni addotte: “Il quadro non è il compimento dell’arte ottocentesca, ma l’inizio di quella del Novecento”, e “A Palazzo Belgioioso non se lo fila nessuno”. Sulla prima affermazione si può discutere finché si vuole – anche se checché ne dica Sgarbi lo stile di pittura è ancora del XIX secolo – ma sulla seconda vorrei fare notare che il problema magari è del comune di Milano che non è capace a spiegare alla gente quali sono i suoi tesori, e non certo del povero autoctono o turista che capita in città.
E poi comunque io me l’ero filato.

Ultimo aggiornamento: 2007-06-08 13:41

Una (ennesima) brutta storia italiana

Non ho scritto nulla sulla vicenda Visco-Speciale (ma come fa uno ad avere un cognome simile?) perché non sono ancora riuscito a farmi un’idea, il che tra l’altro è preoccupante perché significa che ci sono troppe cose oscure. Intendiamoci: posso tranquillamente farmi un’idea sbagliata, non è che sto affermando la mia infallibilità :-). Però qua brancolo nel buio.
Repubblica sta facendo quadrato intorno a Visco, basti pensare che il titolo di sabato scorso era “Rimosso Speciale” e solo nell’occhiello si accennava alla delega alla GdF che il viceministro aveva rimesso nelle mani del governo. Anche oggi si trovano due articoli della task force Bonini-D’Avanzo che si mettono a raccontare di come Tremonti avesse cambiato tutti i vertici della Finanza, come se la cosa servisse a benedire la richiesta di Visco di spostare gli alti ufficiali. Più interessante il fatto, raccontato un paio di giorni fa, secondo cui Speciale l’anno scorso avrebbe fatto una regolare rotazione di tutti gli alti comandi – rotazione usuale per evitare che qualcuno rimanga troppo a lungo nello stesso luogo e rischi di non essere attendibile – tranne che per i quattro “milanesi” di cui Visco chiese lo spostamento. Ed è ancora più interessante notare come la richiesta sia dell’anno scorso, e sia spuntata fuori solamente in questi giorni.
A questo punto, potrebbe anche essere vero che Visco non abbia chiesto l’avvicendamento perché i finanzieri stavano indagando troppo a fondo sull’affaire Unipol, ma per altre ragioni, che possono andare dal timore che si stesse creando un centro di potere alternativo a chissà cosa’altro. La mia sensazione è che Unipol comunque c’entri qualcosa, anche se non è stato il motivo fondamentale. Ma sicuramente il viceministro ha commesso un errore politico enorme nel non fare la richiesta apertis verbis, ma così in segreto – ah: anche nella lettera in cui rimetteva la delega, Visco non ha affatto negato di avere fatto la richiesta. Gli errori politici si pagano politicamente, e Visco avrebbe dovuto dimettersi. Poi, fatto questo, il governo aveva non solo il diritto ma anche il dovere di rimuovere Speciale, perché un militare non può e non deve rifiutarsi di eseguire un ordine amministrativo: ma quello sarebbe stato appunto il secondo momento.
Tutto il resto sono macchiette, da Di Pietro che trova subito il nuovo motivo per prendersela con Mastella a Cossiga che afferma “sono amico di Visco e sono amico di Speciale”. Una banana per i signori.

Ultimo aggiornamento: 2007-06-05 10:59