Archivi categoria: IA e informatica

il driver scomparso

Ieri sera cercavo di installare sul mio portatile di casa il convertitore USB-IRDA. Niente da fare; il PC mi dà E:\ is not accessible. Incorrect function. Però alcuni CD mi vengono letti, il che se ci si pensa è ancora più strano.
Una ricerca con google mi ha detto che il problema potrebbe essere con qualche software che ho installato ultimamente, tipo un bruciatore di CD, e di disinstallarlo. In realtà, l’unica aggiunta che ho fatto sono stati i programmi di gestione della nuova stampante, un’HP1410. Saranno stati loro?
Il vero guaio è che non sono riuscito a trovare un sistema per reinstallare solo il driver del cd. Misteri.

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51

il nuovo gadget

Tanto per spendere otto euro e novanta, mi sono comprato uno scatolotto che fa la conversione USB-IRDA: insomma un modo per connettersi via infrarossi al PC. La cosa è meno stupida di quanto possa sembrare a prima vista: in ufficio ho un desktop, senza porta infrarossi; a casa il PC di Anna non ce l’ha e sul mio non funziona più, quindi avevo dei problemi a copiare i dati dal mio Zaurus.
La cosa più strana è che, per la prima volta da un bel pezzo, ho dovuto utilizzare il CD di installazione. Sto iniziando a comprare cose troppo nuove?

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51

Lo SMAU chiuso al pubblico!

Leggo oggi che Alfredo Cazzola, che per il secondo anno organizzerà lo SMAU, ha preso la grande decisione: quest’anno il salone sarà riservato agli operatori, e quindi anticipato di un giorno: sarà da mercoledì 4 a sabato 7 ottobre, nei nuovi padiglioni di Rho.
Subito l’opposizione DS si lamenta: Majorino sentenzia «È una scelta paradossale, perché al contrario, rispettando chiaramente le esigenze degli operatori, bisogna fare di tutto per rendere lo Smau ancora più fruibile e non più chiuso». Ora, non so se Majorino sia mai andato allo SMAU. Sono anni che io non ci metto più piede, proprio perché non è possibile riuscire ad avere informazioni tecniche data la massa di ragazzini in caccia di improbabili gadget. Magari questa sarà la volta buona…

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51

Ancora sul blocco dei siti di scommesse

Alessandro Longo ci fa sapere su Repubblica (sempre sulla notizia) che Assoprovider ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro l’obbligo per i provider di bloccare l’accesso ai siti di scommesse che non hanno pagato il pizzo, pardon l’autorizzazione, all’Azienda Autonoma Monopoli di Stato. Per la cronaca, Assoprovider è l’associazione dei “piccoli” provider, a differenza di AIIP che è quella dei “grandi”. Avevo già parlato del blocco e di quello che penso della cosa. Ciò detto, vorrei però fare notare che parlare di “blocco dell’IP”, come fa Longo, è assolutamente fuorviante. Quello che viene bloccato è il DNS (quindi il nome con cui il sito è noto, non il numero d’indirizzo, che è appunto l’IP). Se proprio vogliamo essere pignoli, il DNS viene modificato in modo che sostituisca all’indirizzo IP corrispondente al sito “cattivo” quello corrispondente all’avviso di blocco; un po’ come se il postino verificasse la città dove è spedita una lettera, e decidesse di cambiare il CAP di quelle dove il sindaco è della Lega mettendo al suo posto quello del Quirinale. E infatti, l'”espediente tecnico” accennato nell’articolo consiste semplicemente nel fare in modo che il nostro PC dica al server “no, non preoccuparti di dirmi qual è l’indirizzo di quel sito: faccio io”.
Il fatto è che invece che scrivere “blocco IP” bastava dire “blocco sui nomi dei siti di scommesse”, quindi il termine usato non è una semplificazione necessaria ma proprio un errore. Sarà stato forse fatto apposta perché l’ignaro lettore non avesse la più pallida idea di cosa è stato davvero fatto, sia mai che riuscisse ad aggirare il blocco?

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51

Truffa nigeriano-irachena

Lo spam appena arrivatomi è il solito messaggio “devo portare via tanti soldi, se mi dai una mano te ne lascio un po’”. La cosa più divertente è il modo in cui è stato detto. Infatti il mittente sarebbe un sergente dei Marines che è stato in Iraq, e invece che scrivere esplicitamente tutta la solita solfa – sa mai che un filtro antispam se ne accorgesse – ha preferito lasciare un link a un articolo sul sito della BBC. Sì, è una notizia di tre anni fa, ma tanto se uno ci casca va bene lo stesso.
Mi rimane da scoprire se www.propagation.net, il sito da cui il messaggio è stato spedito, è o no un paradiso per gli spammer.

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51

Google, il Garante e l’oblio

Oggi City doveva proprio aver deciso di recuperare notizie lasciate perdere per le elezioni. Perché è pur vero che il comunicato stampa del Garante per la Privacy, che è andato da Google per fargli tutelare il diritto all’oblio, è apparso ieri; ma è anche vero che Anna Masera ne parlava sulla Stampa già domenica scorsa, e non credo avesse delle talpe dal Garante.
Di cosa si parla? Beh, una donna ha digitato il proprio nome su Google e ha scoperto che tra i vari link ce n’era uno a proposito di un procedimento penale che aveva subìto e da cui secondo City era andata assolta. (Secondo la Masera, la signora era stata invece condannata, la ricerca era avvenuta la scorsa estate e l’avvenimento era di sedici anni fa; a Zeus News parlavano dell’argomento in generale a febbraio 2005; tutto questo per dire che una ricerca non dà necessariamente risultati veriteri).
Il guaio è che è un po’ duro dire che “il diritto delle persone ad essere rappresentate su Internet con informazioni esatte” si possa applicare così banalmente. Se ci si pensa su, quell’avvenimento è avvenuto, e non può essere cancellato in stile orwelliano; logica vorrebbe al limite dire “si mette un puntatore alle notizie aggiornate”, ma come si può fare il tutto in maniera automatica?
Insomma, un bel casino. Chissà che si inventeranno a Mountain View.

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51

Google Calendar

Con un po’ di ritardo rispetto alle aspettative, è uscita la versione Google dell’agenda: la trovate a http://www.google.com/calendar (o calendar.google.com se preferite)
Da un primissimo sguardo non mi pare ci sia nulla di sensazionale, se non la possibilità di avere più agende personali – così si può dare l’accesso a sezioni diverse a persone diverse – e naturalmente l’integrazione a gmail, oltre a cosette buffe come l’agenda mobile che ti fa sempre vedere i prossimi n giorni con n che definisci tu.
Come sempre occorre avere un account google: nel caso, basta chiedere e se ne fornisce uno. E come (quasi) sempre, al momento l’interfaccia è solo in inglese. Attenzione infine alla lentezza…

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51

abuso di blog

Se non sapete di Perl, lasciate pure perdere questo messaggio.
Non riesco a convincere HTTP::Request::Common a farmi fare una POST di un file WBXML (quindi binario e non testo). Se metto il Content-Type a qualcosa che non sia multipart/form-data, non appena trova un carattere non alfanumerico me lo converte in %xx; se metto form-data, il tutto mi viene incapsulato.
A qualcuno vengono delle idee? Nella peggiore delle ipotesi, editare Common.pm è considerato lecito.

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:51