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Il mito continua a crollare

Tre anni dopo questa notiziola, la situazione è vieppiù peggiorata.
Ieri ero in montagna da mia mamma, che nel pomeriggio aveva la televisione accesa. Tra gli spot me ne sono visto uno… della Settimana Enigmistica. Ero convinto che non avrebbero mai avuto bisogno di fare pubblicità:, tanto meno in estate quando tutti si comprano i vari giornaletti. Sarebbe interessante scoprire se c’è una diminuzione del numero totale delle riviste, oppure è il sudoku che sta erodendo il predominio assoluto della Settimana Enigmistica.
(Quelli che invece sembrano resistere sono i miei processi mentali. Non solo – mentre me la scrivevo sul palmare in attesa di tornare a Milano a postarla – avevo intitolato questa notiziola “Mi crolla un mito”, il che al limite indicherebbe poca fantasia da parte mia; ma ero certo di avere già scritto qualcosa al riguardo anni orsono, e in effetti la ricerca sul blog mi ha dato ragione!)

Ultimo aggiornamento: 2007-07-22 18:52

Questo non è uno spoiler

Non scriverò sul finale del settimo (e spero ultimo) libro della saga di Harry Potter… salvo linkare la vignetta di User Friendly, cosa che garantisco non dare problemi di sorta. Non che la cosa sia importante, dato che a quanto ne so tutti i quotidiani italiani e tutti i servizi di news italiani e tutti i siti italiani si sono messi a spiattellare il tutto il prima possibile: La Stampa di ieri aveva un’intera paginata, con highlight in prima pagina, e mi dicono sia anche stata uno dei più sobri. (Anche se devo aggiungere che nella versione online ti racconta l’ultimo capitolo)
Ogni tanto credo di essere davvero fuori dal mondo, visto chi si rinchiude pur di non sapere nulla e quelli che invece spergiurano che a loro non gliene può fregare nulla e non hanno mai letto una riga dei libri del maghetto. Io mi comprerò il libro quando uscirà in edizione economica inglese, quindi tra un annetto: non tanto per risparmiare, visto che in pratica mi costerà lo stesso, quanto per ragioni estetiche di libreria. Me lo leggerò con calma, pur sapendo come finisce: in fin dei conti, l’importante non è il luogo dove si arriva ma la strada che si fa per arrivarci.
Resta da capire come mai i media italiani abbiano fatto tutto questo casino, e se la stessa cosa è capitata all’estero oppure no: nel secondo caso il nostro pianeta ha qualche speranza, altrimenti siamo davvero messi male.

Ultimo aggiornamento: 2007-07-22 18:11

Ho fatto due etti e mezzo di bit. Lascio?

Ieri su Slashdot c’era la segnalazione di questo sito croato, che afferma di avere in linea un generatore di bit casuali ottenuti con processi quantistici, e quindi casuali per davvero.
Come forse non sapete, nella vita odierna i numeri casuali servono più o meno ovunque. Tanto per darvi un’idea, anche i sistemi di cifratura moderni hanno bisogno di un generatore di numeri casuali. Come si fa in genere? beh, ci sono algoritmi che permettono di generare una successione di numeri pseudocasuali: che cioè non sono per nulla casuali, visto che il successivo è perfettamente determinato dai precedenti, ma che all’atto pratico vanno bene per la maggior parte degli utilizzi.
Ma a volte devi essere più paranoico del solito, e usare dei numeri davvero casuali: in questi casi, visto che lanciare un dado o prendere i numeri alla roulette sono sistemi scomodi e comunque non sicuri al 100%, il sistema tipico consiste nel prendere un qualche processo atomico tipi o tick di un contatore Geiger, e convertirli in numeri casuali. Bene, i croati dicono di avere fatto la stessa cosa a partire dalle emissioni di fotoni da parte dei semiconduttori. Non posso garantire la cosa, anche perché non ho scaricato da loro dei numeri, però potrebbe essere un’idea regalare un numero davvero casuale, no?
PS: per registrarti al servizio devi calcolare un integrale definito… altro che digital divide!

Ultimo aggiornamento: 2007-07-20 10:52

Quando il nome è un programma

Non so se è a causa del caldo torrido che ammoscia, ma il trend dello spam in questo periodo si sta di nuovo spostando dagli orologi falsi ai sistemi di ingrossamento del pene. Devo ammettere che delle pillole che si chiamano “MegaDik” hanno un nome che fa sempre un bell’effetto, anche se forse da noi fanno più venire in mente Diabolik. Mi spiace però di non potere completare la recensione: sul sito (kallimera.com, che è già un bel nome di suo, greco-come-lo-potrebbe-scrivere-un-americano, e registrato da un hongkonghese di healthworldwideinc.com) io non ci vado se non con lynx, e l’esperienza visiva rimane piuttosto tarpata, anche se a dire il vero c’erano solo tre cookie e di questi solo il DYNRED aveva un nome che non mi piaceva troppo.
Chi è più interessato di me può dare un’occhiata ai piselli (non in erezione, però) prima e dopo la cura: le figure sono /pics/before1.jpg e /pics/after1.jpg.

Ultimo aggiornamento: 2007-07-20 08:32

Luglio (col bene che ti voglio)

Ho ascoltato in questo istante – via last.fm, inutile dirlo – Something Is Happening degli Herman’s Hermits. Alla prima battuta mi sono detto “ma questa è Luglio di Riccardo del Turco!”, canzone che penso di non avere sentito da qualche decennio, e ho pensato “stai a vedere che il simpatico cantante italiano aveva fatto una cover”. Poi per sicurezza ho fatto una ricerchina in rete e ho scoperto che era esattamente l’opposto: è il brano degli Herman’s Hermit ad essere una cover! (in effetti è imbarazzantemente uguale all’originale, secondo me hanno preso la base e gli hanno fatto cantare i simpatici manchesteriani sopra). Le cover estere di canzoni italiane, a quanto pare, hanno avuto una loro breve ma intensa stagione: io conoscevo solo quella de Il ragazzo della via Gluck e naturalmente In paradiso. Probabilmente Chartitalia può aggiungere qualcos’altro.
A questo punto mi chiedo solo se devo decidermi a comprare il loro CD coi best of, o posso accontentarmi di avere No Milk Today e There’s a Kind of Hush. Non mi preoccupo per nulla, invece, della mia addiction alla musica pop anni ’60, quella che Anna definisce senza mezzi termini “trash”. Rivendico le mie origini.
(ps: adesso c’è Jeff Beck che suona Love Is Blue… Mi sdilinquisco)

Ultimo aggiornamento: 2007-07-19 11:16

Anche a RadioPop è estate

Gli ascoltatori di Radio Popolare sono della gentaglia, come si può immaginare. Un paio di mesi fa è stata trasmessa per radio uno spot di Aquarius, e subito si sono levate alte grida contro la scelta di prendere soldi da una multinazionale invece che dalle Coop. La mia gola profonda in radio mi ha detto che sono arrivate telefonate inferocite ed è stato fatto un cazziatone a chi ha accettato lo spot senza avere fatto in precedenza una ricerca sul committente.
Può anche essere vero. Però ieri sera, prima del gr delle 22:30, lo spot l’ho di nuovo sentito. Magari stanno facendo come Gustavo Selva, sperando che gli affezionati ascoltatori siano troppo accaldati per protestare di nuovo :-)
Aggiornamento: (19 luglio) La mia gola profonda mi ha spiegato che quella pubblicità, come quella dell’Agip, è “in quota network”, dove probabilmente i puri e duri di Radio Popolare sono in minoranza, e quindi se la devono prendere…

Ultimo aggiornamento: 2007-07-18 17:16

Effetti del terremoto

Mercato trema per sisma Mantellini ha più tempo di me per guardare le ultime notizie di Repubblica – o più banalmente è riuscito a svegliarsi prima di me – e rende nota a tutti questa notizia apparsa stamane su Rep.it. Se non ricordo male, la gestione delle notizie nella sezione “24ore” è appaltata a un’azienda esterna, quindi il titolo non è merito loro: mi chiedo comunque se abbiano notato la doppia lettura della frase…

Ultimo aggiornamento: 2007-07-17 11:20

parolacce nel kernel linux

Tutti coloro a cui è capitato di scrivere dei programmi per computer sanno che scrivere la documentazione del programma stesso è generalmente un’impresa molto più difficile. Il massimo che si riesce di solito a fare è inserire qualcosa sotto forma di commenti al codice stesso, sapendo che tanto nessuno li leggerà. Per chi non è abituato a guardare il codice, mi affretto ad aggiungere che i commenti spesso non servono a spiegare qualcosa, quanto piuttosto a indicare lo stato d’animo del programmatore quando ha dovuto aggiungere quella parte di codice; qualcosa di simile può capitare nei nomi delle variabili, che dovrebbero essere autoesplicativi almeno in teoria. Su sistemi operativi come Windows, che arrivano in formato eseguibile, commenti e nomi delle variabili non si possono vedere; Linux invece può arrivare in formato sorgente, e quindi sono tranquillamente visibili. Ecco dunque che qualcuno ha preparato una tabella delle imprecazioni presenti all’interno delle successive versioni del kernel. Termini che non vorreste mai che i vostri bimbi sentissero, tipo “fuck”, “shit”, “crap” e “penguin”, sono sempre più presenti nel codice, anche se il numero di occorrenze per riga di codice si sta riducendo. È anche interessante notare come “shit” (letteralmente “merda”, per chi non è molto anglofono) stia calando a tutto vantaggio di “crap” (che potremmo rendere come “cacca”, nel senso che è meno forte). Chissà, magari il codice sta migliorando.

Ultimo aggiornamento: 2007-07-17 10:23