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Giornata mondiale del libro

Visto che la cosa è anche arrivata sulla free press, immagino vi sia abbastanza nota. Oggi l’Unesco celebra la Giornata Mondiale del Libro. Una nota a piè di pagina nel portale dell’Unesco spiega che la data è stata scelta perché il 23 aprile 1616 sono morti Cervantes, Shakespeare e il letterato peruviano Inca Garcilaso de la Vega. Prima che iniziate a dire che quello è stato un giorno davvero sfigato, mi affretto a ricordarvi che Guglielmo Scuotilancia non è morto nello stesso giorno degli altri :-)
Di per sé è ovvio che un forte lettore come il sottoscritto apprezza l’idea di una giornata del libro, perdipiù con il bonus che questo sarebbe anche l’Anno Internazionale delle Lingue (lo è anche della patata, ma noi non ci facciamo mancare nulla). Non credo però che andrò ad Amsterdam, Capitale del libro 2008. C’è però una cosa che mi preoccupa un po’: il nome ufficiale della giornata è World Book and Copyright Day (neretto mio). Siamo proprio sicuri che sia una buona idea mettere assieme i due temi?

Ultimo aggiornamento: 2008-04-23 11:06

Altro che Greenwich, il meridiano zero è la Mecca!

Via Isabel vengo a conoscenza di questo articolo della BBC con un resoconto della conferenza “Mecca, the Centre of the Earth, Theory and Practice” tenutasi in Qatar, dove è stato proposto che il meridiano zero terrestre, quello che (al momento?) passa per l’osservatorio di Greenwich, dovrebbe invece essere settato sulla Mecca.
È vero che la scelta di Greenwich come meridiano centrale è stata politica, vista la potenza dell’Inghilterra coloniale, ma è anche vero che ha l’indubbio vantaggio che il suo antimeridiano, la linea di cambiamento di data, passa quasi ovunque sul mare, e permette quindi una gestione relativamente semplice dei fusi orari. Ma le ragioni dietro questa scelta sono molto interessanti: ad esempio, che la Mecca è il vero centro della Terra – il che in una superficie più o meno sferica è un concetto peculiare – oppure che la Mecca è in perfetto allineameno con il polo nord magnetico. Non che la cosa mi risulti (vedi cartina), ma probabilmente sono io l’infedele che non sa leggere correttamente il Corano. A quanto pare c’è un movimento, Ijaz al-Koran – prendete la cosa con le molle, però, visto che gli unici riferimenti a questo nome che ho trovato in rete derivano indirettamente da questo articolo della BBC; il termine Ijaz Al-Quran è attestato, ma in ambito storico – che direbbe che tutte le scoperte scientifiche sono già scritte nel Corano, e magari non serve nemmeno un Renuccio Boscolo per leggerle.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-22 11:43

calendari preveggenti

Ho controllato su Santi e Beati, e non ne ho trovato traccia. Però il calendario appeso sulla parete divisoria della mia collega, nell’altro openspace, afferma che oggi – 21 aprile, Natale di Roma – è nientemeno che san Silvio. L’ha sempre detto, Lui, che si sta immolando per noi. Ma come facevano quelli del calendario a saperlo già da prima?

Ultimo aggiornamento: 2008-04-21 11:56

Venditori monoggetto

Essendoché oggi era una bella giornata di sole d’aprile che seguiva vari giorni di pioggia, e quindi senza grande possibilità di gite fuoriporta, il centro di Milano era gremito anche a quella che dal mio punto di vista piemontese sarebbe ora di pranzo. Essendoché c’era tanta gente, per la nota legge della domanda e dell’offerta c’erano anche tanti venditori più o meno improbabili. Nulla di strano nel trovare svariati venditori di quei braccialettini in filo da legarsi al posto, né ci si può stupire che ci fossero almeno sei venditori di libri – tutti senegalesi, a giudicare dal colore della pelle – nella piazzetta reale. In fin dei conti, se uno passa di là si suppone sia interessato alla cultura, e magari gli scappa anche di comperare un libro.
Quello che però mi ha basito è stato trovare in poco piu di trecento metri di corso Vittorio Emanuele ben cinque venditori di ombrelli. Attenzione: non i soliti ombrellini tascabili, quelli che spuntano come funghi sui pavimenti dei mezzanini della metropolitana non appena inizia a piovere. Proprio ombrelli veri e propri, con i tizi (pakistani? Perché anche in questo caso c’è una rigida divisione etnica) che mostravano come funzionava bene il meccanismo di apertura. Sono abituato alle mode di oggetti in vendita per strada, o per meglio dire al concetto di qualcuno che decide cosa far vendere agli ambulanti; però l’ombrello mi pare un accessorio troppo low-tech rispetto a quello che generalmente fanno vendere. Misteri markettari.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-20 19:31

Loro il segno l’hanno avuto!

Mica si vota solo in Italia, che credete! Questa settimana, a parte le elezioni nepalesi stravinte dai maoisti, ci sono state anche le elezioni in Etiopia. Occhei, le loro elezioni sono iniziate e finite domenica, né è venuto loro in mente di avere due giorni per votare: ma non è un loro problema.
In Etiopia, però, c’è stato un segno dal cielo: un alone tutto intorno al sole. Secondo alcuni etiopi, l’ultima volta che capitò qualcosa del genere fu nel 1991, negli ultimi giorni della dittatura di Menghistu. Peccato che almeno a Milano il cielo fosse coperto :-)

Ultimo aggiornamento: 2008-04-14 14:03

Non rubatevi la matita copiativa!

Xarface si è posto dei dubbi sulla matita copiativa che ti consegnano quando vai a votare, scoprendo che Wikipedia glieli poteva risolvere quasi tutti. Già che c’ero ho contribuito a risolvergliene ancora uno, aggiornando la pagina di it.wiki in questione. Ricordo quindi a tutti che non potete portarvi a casa la matita copiativa come ricordo, esattamente come non potete portarvi a casa la scheda: o meglio, se lo fate sarete sanzionati con un’ammenda da 103 a 309 euro. Sappiatelo.
Poi, finché sono qua a scrivere, ricordo agli ultimi ritardatari che fanno ricerche e capitano da me che se si vota scheda nulla è proprio come se non si fosse andati a votare, non è che il vostro voto contribuisca al premio di maggioranza. In teoria è la stessa cosa se lasciate la scheda bianca (“per non sporcare”, cit.) ma io non mi fiderei mai di cosa possa avere in mano lo scrutatore.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-12 16:29

e day

Un matematico geek ormai sa che il 14 marzo (scritto all’americana 3.14) è il \pi day, il “giorno pi greco”: qualche volta ne ho parlato anch’io.
Un matematico davvero geek, però, oggi festeggia l'”e day”, chiamato così in onore del numero di Eulero: 2.7182818284590452353… Prendendo le prime cifre, abbiamo 2.71, e quindi si festeggia… il 71 febbraio. Inutile obiettare che febbraio non ha settantun giorni: basta andare avanti a contare, dimenticandosi di cambiare mese :-)
La cosa più interessante dell’e day (mi raccomando, non eDay!) è che è una festa mobile: quest’anno infatti cade l’11 aprile, ma negli anni non bisestili i festeggiamenti si spostano al 12. L’altra cosa più interessante dell’e day è che praticamente nessuno sa che cosa è e, e così potete festeggiarvelo in santa pace!
(via Isabel)

Ultimo aggiornamento: 2008-04-11 12:31

Come volevasi dimostrare

[verde...]Ho fatto il quissss di che colore dovrebbe essere il tuo blog? (come sempre, via la mia pusher) ed è venuto fuori che il mio colore è il verde:
Your blog is smart and thoughtful – not a lot of fluff.
You enjoy a good discussion, especially if it involves picking apart ideas.
However, you tend to get easily annoyed by any thoughtless comments in your blog.
Ma io lo sapevo già, che il mio colore era il verde (non padano né islamico)…
Per la cronaca, al secondo quisss di Annarella mi è venuto fuori “Introverted Sensing”:
Responsible, ethical, and trustworthy
Loyal, with a sense of roots in your community
Someone who treasures and remembers the past
Adverse to surprises and the unknown
L’ultima frase è assolutamente vera.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-11 08:27