[error 451]

immagine di Lucian Armasu, https://www.tomshardware.com/news/http-451-error-code-censorship,30796.html

Mentre preparavo il manoscritto di Numeralia mi sono dimenticato di aggiungere una curiosità riguardo il 451 che ha proprio a che fare con il romanzo di Ray Bradbury anche se declinato in maniera contemporanea. Una premessa: il protocollo HTTP, quello che usiamo per vedere le pagine web, usa un codice numerico di tre cifre associato alle risposte del server. La prima cifra del codice indica il tipo di risposta: se è 2 va tutto bene, se è 3 potrebbe andare bene ma c’è ancora del lavoro da fare, se è 4 c’è qualcosa che non va nella richiesta, se è 5 è il server che ha una grossa crisi. (Ci sono anche codici che iniziano per 1, ma non sono di solito usati). Magari quando cercate una pagina web che non esiste vi è capitato di vedere un codice 404, che significa appunto “pagina non trovata”.
Nel 2012 Tim Bray, uno dei principali sviluppatori del protocollo HTTP (nessuna parentela con il direttore della Treccani ed ex ministro dei Beni Culturali) propose di aggiungere un nuovo codice di errore specifico, quando la pagina non può venire inviata “per ragioni legali”: questo è il termine usato ufficialmente, ma tutti sanno che di solito si parla di censura. Se si riceve questo messaggio di errore si sa di non poter sapere nulla, nemmeno se la pagina in questione esiste o no. Come spiegavo sopra, il codice era del tipo 4xx: la scelta è “casualmente” caduta sul 451 anche se non era il primo libero nella lista. Insomma, anche gli ingegneri di Internet hanno una cultura letteraria!