tagli, sempre tagli
Oggi è l’ultimo giorno del nido aziendale per i miei gemelli. Ormai sono grandi, a settembre inizieranno la Scuola dell’Infanzia (non chiamatela scuola materna né tanto meno asilo, se non volete sembrare davvero out). Sarà anche l’ultimo giorno di gestione del nido da parte di Happy Child, visto che – come abbiamo scoperto abbastanza per caso il mese scorso – c’è stata una gara di appalto e l’azienda vincitrice è romana.
Questo significa tutta una serie di cose: innanzitutto che cambieranno le educatrici (le condizioni offerte sono molto peggiorative, con contratti a progetto e il rischio di doversi trasferire nel Lazio), e che l’offerta educativa sarà ridotta. Qualcuno potrebbe obiettare che quest’ultima cosa per bimbi di tre anni al massimo non sia così importante; forse è vero. Ma per esempio quest’inverno c’è stata una settimana in cui quasi tutti i bimbi erano un po’ sversi. Motivo? Un’epidemia di influenza che aveva decimato le educatrici: erano stati chiamati dei rimpiazzi, naturalmente, ma i bimbi si sono accorti che c’era qualcosa di diverso.
Ma soprattutto la cosa è stata gestita da People Caring (la parte di Telecom che si occupa di queste cose) in maniera assolutamente carbonara, senza dire nulla ai genitori. Soprattutto quelli dei bimbi di due anni si sono risentiti, anche perché avevano magari fatto l’iscrizione avendo visto una certa situazione e adesso non hanno più la possibilità di cambiare scelta. La scorsa settimana è stata anche inviata una lettera alle Risorse Umane Telecom segnalando tutte queste cose: risposte non se ne sono ancora viste.
Io capisco tante cose, ma credo che la trasparenza non sia un costo eccessivo: perché non la si usa mai?
