io-2003

Trenitalia

Questa volta sembra che abbia azzeccato i biglietti del treno per Chiavari: venerdì avevo prenotato e il treno era pieno praticamente come due settimane fa – e chi mi conosce può immaginare il mio sorriso mentre mi sono infilato nel mio posto… – mentre stasera non avevo prenotazione ma non ho avuto problema a trovare un posticino.
Tra l’altro ho scoperto con cinquanta giorni di ritardo che l’offensiva antifumo di Trenitalia prosegue: dopo avere impedito di accendere le sigarette negli interregionali, dal 22 giugno negli Intercity sono state create le camere a gas, pardon, le carrozze riservate ai fumatori, e si impedisce di fumare ovunque nelle altre carrozze, quindi anche nei passaggi. La cosa è piena di logica, ma si sa che non sempre la logica è di casa da noi…
Aggiornamento: Come non detto. Un’ora e dieci di ritardo fermi a Genova Brignole, senza naturalmente che ci fosse concesso sapere il perché. Mi pareva troppo bello per essere vero…

y2003_pipponi

Mitrokin

La cosa che non riesco a capire in questo momento: perché i membri dell’opposizione nella commissione Mitrokin non sono andati all’interrogatorio di Igor Marini? Non avevano voglia di venire a Torino? Pensano che quelli di destra siano dei cattivoni e non vogliono più giocare con loro? Sarà, ma a me questa roba pare una gran strunzata. Prima si fanno gli interrogatori, poi al limite si dice che quello si era inventato tutto.

io-2003

29

I minuti che ho impiegato oggi a venire in ufficio. Notare che durante l’anno posso metterne da 50 a 65, a seconda delle code che ci sono. Per confronto, in bicicletta sono 50-55, e coi mezzi 60-85.
29 Km/h è anche stata la velocità media che ho tenuto nel tratto milanese, prima cioè di entrare in autostrada. Sempre per fare un confronto, durante l’anno ho visto 14-15 Km/h.
Non so se sono davvero tutti partiti per le ferie, ma almeno non sono per strada alle 8:30 del mattino!
(ah, il bus STIE continua ad essere fermo in doppia fila in via Paleocapa. Le certezze non mancano)

y2003_pipponi

Parcheggi a Milano

Ieri sera dovevo trovarmi con degli amici in Viale Lazio: visto che avevo fatto tardi in ufficio ho preferito non tornare a casa e prendere la bicicletta, ma andare direttamente in auto fino a lì, dopo che mi era stato detto che la sosta a pagamento non era ancora scattata, ma erano in forza solamente le strisce gialle per i residenti. Il mio pensiero è stato “beh, metà spazio sarà in giallo, ma siamo ad agosto: un buco lo trovo comunque”.
Sbagliato. Tutto viale Lazio è dipinto in giallo. Tutte le traverse sono dipinte in giallo. Mi sono dovuto spostare in via Tiraboschi, ben più lontano di quanto mi sia mai capitato in inverno, per trovare un posto.
Ci credo che i residenti in zona siano felicissimi: ora possono parcheggiare solo loro…

y2003_pipponi

l’ingegner Castelli

Per tranquillizzare Ugo, ecco qui scelti brani della biografia del nostro attuale Guardasigilli. Il tutto tratto dal sito ufficiale del ministero.
“Nato a Lecco il 12 luglio del 1946, Roberto Castelli frequenta il liceo classico Alessandro Manzoni di Lecco, dove matura la sua formazione umanistica. Nel 1971 si laurea in Ingegneria meccanica al Politecnico di Milano”
“In Italia è pioniere nel campo dell’acustica, di cui è riconosciuto autorevole esponente. […] Castelli è docente al Politecnico di Milano del corso Elementi di controllo del rumore negli edifici in qualità di cultore della materia.”
“Ha fondato ed è presidente onorario della Associazione liberi padani escursionisti (Alpe).”
Dopo questi passaggi agiografici, chiedo infine di tenere sempre a mente questa frase, sempre dal sito.
Agli esordi del suo impegno parlamentare, nel 1992, Roberto Castelli ha dichiarato di ispirarsi a Bertrand Russel: “Un uomo non va giudicato per quello che dice o per quello che scrive, ma per quello che fa”.
Signori, giudicate l’ingegnere (meccanico) Roberto Castelli per quello che fa.

old

deframmentiamo

Per vedere se il portatile dell’ufficio riesce a migliorare almeno leggermente le sue prestazioni, ho deciso di provare a deframmentare il disco. In fin dei conti, l’utilità apposita è persino presente su Windows, mi dico.
Bene, inizio a fare le pulizie estive per fare spazio, e lancio il programma. Questo mi dice “sì, sei arrivato al 20% di spazio libero (ero al 2% quando ho iniziato…) però io ne posso utilizzare solo il 14%, e me ne servirebbe almeno il 15%. Vuoi andare avanti lo stesso? Io cancello ancora un po’ di roba, e alla fine ce la faccio.
Passo al disco D. Qui lo spazio è minore, e di libero “utilizzabile” è il 9%. Vabbé, sposto un po’ di file sul disco C almeno temporaneamente. Lo faccio, e lo spazio utilizzabile scende al 4%. Vorrà dire che farò tripla deframmentazione, ma mano qualcosa migliorerà, spero.
Aggiornamento: Macché. Nulla da fare. Adesso il grafico sembra dare le righe di Fraunhofer, e non riesco a capire come D: possa avere tutti questi file di sistema…

serio

Tribunale Internazionale

Se avessi deciso di scrivere sugli americani che non vogliono ratificare il Tribunale Internazionale per paura che il resto del mondo inizi a citarli in giudizio – tanto per restare in piccolo, ricordate il Cermis? – questo sarebbe un pippone. Ma la cosa è diversa.
Sono mesi che in Liberia c’è una guerra civile, che ha ridotto in condizioni davvero disperate gli abitanti di Libreville. Gli americani dicono che non hanno nessuna intenzione di inviare le proprie truppe, se prima i paesi africani vicini non si decidono a mandare dei loro contingenti; ma questi chiedono che il presidente Taylor se ne vada prima in esilio, cosa che non sembra avere alcuna voglia di fare.
D’altra parte, lo si può umanamente capire: è già stato detto che se viene preso, verrà processato per crimini contro l’umanità. Chi glielo fa fare a rischiare?
Quello che mi sto chiedendo è insomma se l’assunto alla base del Tribunale Internazionale è davvero utile. È un conto cinico tra il voler punire qualcuno per le morti che ha seminato, e il rischio che queste aumentino ancora di più, e non so davvero quale sia la risposta migliore.

Torna in alto